Interventi a gamba tesa

Giochiamo a fare i Direttori Sportivi del… Milan!


In redazione, in preda ai deliri delle feste appena trascorse, abbiamo deciso di dividerci in gruppi da quattro e sfidarci, ipotizzando il mercato di gennaio dei sogni di alcune squadre di Serie A. Il risultato non poteva essere che folle. Info utili per l’uso: i valori dei giocatori sono stati presi dal sito transfermarkt.it (i cui valori vengono costantemente aggiornati, quindi abbiate pazienza se non sono precisi al milione), ogni collaboratore aveva a disposizione un budget di 10 milioni di euro e un massimo di 6 transazioni, tra acquisti e cessioni. Buon divertimento! 


Ma chi me l’ha fatto fare? (di Matteo Tencaioli, scritto prima dell’arrivo di Ibrahimovic)

OUT: Suso 30 mln, Paquetà 33 mln, Biglia 3.5 mln

IN: Söyüncü (Leicester) 40 mln, Gedson Fernandez (Benfica) 20 mln, Vlahović (Fiorentina) 6 mln.

Quando mi è stato proposto di partecipare al “gioco del DS” (chiamiamolo così), più precisamente mettendomi nei panni di quello del Milan, la tentazione è stata quella di defilarmi immediatamente. Il calcio per me è una cosa maledettamente seria, sfortunatamente. Pensare di racchiudere un argomento complesso e ricco di sfumature come il mercato in cinque semplici operazioni è qualcosa che va nella direzione diametralmente opposta alla mia idea di calcio. Poi mi è stato fatto notare che si tratti soltanto di un gioco e quindi eccomi qui a cercare di mettere a le cose con qualche movimento, tanta fantasia e i numeri di Transfermarkt.

Partiamo dalla cosa più importante: le cessioni. La prima tentazione è quella di cedere Rebic alla modica cifra di 30 milioni, ma purtroppo il regolamento me lo impedisce e sono costretto a tenermelo. La stessa cifra mi viene però garantita dalla cessione di Suso, da inserire senza dubbio alcuno nella top-3 dei problemi del Milan e che quindi mando gentilmente altrove a divertirsi con la sua mono-finta, i controlli a tre tocchi e i tiri a giro che ormai hanno capito tutti tranne Berisha. Oltre allo spagnolo è necessario fare un’altra cessione, questa volta più dolorosa: è Paquetà il prescelto per darmi l’altra metà del tesoretto. I motivi non sono tecnici, dato che si tratta indubbiamente del giocatore con maggiore qualità, ma mentali: il ragazzo sta dando l’impressione di sentirsi arrivato e di non trovarsi bene a Milano, quindi prendo il rischio di lasciarlo partire per salvare il soldato Donnarumma. L’ultimo sacrificio è quello di Biglia, che poco ha dato al Milan e poco darà a me: 3 milioni  e poco più per arrivare alla cifra che mi serve.

Ho messo quindi da parte 66,5 milioni totali. Sono sufficienti? In teoria no, perchè sarebbero da fare parecchie operazioni, ma visto che siamo in ballo giochiamo fino in fondo e proviamo a sfruttare la rosa che abbiamo con un sano 3-5-2, tuttora vietato a Milanello per motivi incomprensibili ai più.

Con questo cambiamento, nella parte sinistra della difesa si potrebbe riciclare il vituperato Rodriguez, che in passato aveva dimostrato di giostrare bene in questa posizione. Titolare? No. Impossibile non schierare Romagnoli, ma lo svizzero tornerebbe utile come alternativa. A destra è confermato Musacchio, per forza, con Duarte prima alternativa in attesa che rientri dall’infortunio. E in mezzo? Ecco che arriva il primo acquisto del mio fantamercato: Çağlar Söyüncü, rapidissimo centrale turco in forza al Leicester, ottimo per occupare la posizione più delicata. Sistemate le cose in difesa, passiamo al centrocampo. Sugli esterni c’è poco da cambiare: con questo modulo, i titolarissimi Conti e Theo Hernandez dovrebbero addirittura migliorare il loro rendimento, per cui c’è solo da pensare alle alternative. Se a destra c’è una riserva naturale già pronta, Calabria, i problemi nascono a sinistra dove ci sarebbe bisogno di trovare l’alternativa al motorino francese. ll limite delle cinque operazioni totali fissato per questo gioco mi spinge a riciclare un giocatore finito nel dimenticatoio, probabilmente pronto per la cessione a gennaio: Borini.

Arrivati alla zona centrale del campo, è tempo di svelare il secondo acquisto di gennaio: Gedson Fernandes del Benfica. Giocatore di qualità e quantità, il portoghese avrebbe a mio parere le capacità per prendere in mano il centrocampo rossonero e dare la svolta che si attendeva da Bennacer, che rimarrebbe come sua alternativa. Al suo fianco, sempre per provare a sfruttare al meglio i giocatori già presenti in rosa, giostrerebbe uno tra Kessié e Krunic in base allo stato di forma, data la delicatezza del compito di dare equilibrio ad una squadra a trazione decisamente offensiva, a dispetto del modulo che considerato dai più prettamente difensivo, ma che in realtà dipende molto dall’atteggiamento e dai movimenti degli esterni.

Qualità e quantità al servizio di Pioli.

In posizione leggermente più avanzata, ma non per questo esentati dai compiti di supporto al resto della squadra, ecco in ballottaggio altri due giocatori già presenti in rosa: Calhanoglu e Bonaventura. Liberi di svariare dietro alle due punte e provare la conclusione da fuori, sembrano i giocatori più adatti a ricoprire il ruolo da trequartista dopo l’addio di Paquetà. Anche in questo caso, determinante sarà la forma fisica, date le caratteristiche in qualche modo simili, con il turco che nella mia personale gerarchia partirebbe in leggero vantaggio.

Dulcis in fundo l’attacco, vera e propria croce del Milan nella prima parte di stagione. Piatek e Leao sono due punte con caratteristiche completamente diverse e complementari: perché rinunciare ad uno dei due? Eccoli assieme a comporre il nuovo tandem offensivo dei rossoneri. Una coppia vecchio stile, come piace a me che amo il calcio di una volta, senza fronzoli, con la velocità del portoghese a liberare un po’ dalla pressione il polacco, sperando che gli giovi in termini di prolificità. Non invento nulla, di sicuro: al Genoa, in coppia con Kouame, giocava in questo modo e ha vissuto i sei mesi migliori della sua carriera. E chi sarebbe l’alternativa a Piatek, in questa rosa? Nessuno, infatti eccoci arrivati al terzo ed ultimo acquisto: Dušan Vlahović. Il giovane della Fiorentina, in rampa di lancio dalla scorsa estate, coi suoi 6 milioni di costo è un vero e proprio affare “low cost” su Transfermarkt, di quelli da non lasciarsi scappare. Paragonato ad Ibrahimovic per il fisico possente, il serbo in realtà non è un mostro nel gioco aereo, ma ripetto al suo metro di paragone di lusso ha mostrato grandi doti realizzative fin da giovanissimo, oltre alla capacità di farsi trovare smarcato per andare alla conclusione. Questo lo rende quindi un buon sostituto per il polacco, pure con caratteristiche diverse che permetterebbro ai due di giocare insieme in situazioni particolari, per esempio con la squadra proiettata in avanti per recuperare da uno svantaggio.

Resta l’ultimo tassello di questo complicato puzzle: se viene un raffreddore a Leao, chi gioca? Fermo restando che non abbiamo ancora valutato cambi di modulo, restano due alternative: Rebic e Castillejo. Dato che il croato è un paracarro buono per i seggiolini dello stadio, per mantenere quel minimo di velocità necessaria la scelta va sullo spagnolo, già impiegato in qualche occasione nel ruolo di seconda punta. Non sarà il massimo della vita ma, come si dice, piuttosto che niente…

Specifica: il Milan si ritroverebbe con un bilancio in perfetta parità ma che non tiene conto degli stipendi, una variabile da non considerare in questo piccolo gioco di mercato, ma che di sicuro anche nella realtà non andrebbero ad incidere in maniera determinante su un monte-ingaggi già piuttosto importante come quello rossonero.

Il mio 3-5-2, con annesse riserve.


Ibra-Boga e si vola in Champions (di Romano Anelli)

OUT: Suso 33 mln, Calhanoglu 18 mln, Kessie 25 mln.

IN: Tonali 30 mln, Boga 12 mln, Busquets 35 mln.

Il Diavolo ha bisogno di risorgere dopo un decennio da dimenticare. Un mercato rivoluzionario non è quello che serve ai rossoneri che devono, invece, consolidare ed impreziosire quel poco di buono che hanno coltivato negli ultimi anni. Tuttavia, un buon mercato non può prescindere dalle cessioni. In primo luogo occorre dunque vendere chi negli ultimi anni non ha dimostrato di essere all’altezza della casacca rossonera, ma – allo stesso tempo – ha ancora un minimo di mercato: fuori Suso (33 milioni al Siviglia di Monchi), l’eterno incompiuto Calhanoglu (18 milioni al Borussia Mönchengladbach) e infine Kessie (25 milioni all’Everton di Carletto).

Con questo tesoretto i rossoneri sono quindi in grado di investire nuovamente sul mercato, ma come?

Per tornare subito tra le prime quattro e riconquistare la qualificazione alla prossima Champions League servirebbero giocatori carismatici, con esperienza ed abituati a vincere. In quest’ottica, ancorché la difesa vada senza dubbio migliorata, è il centrocampo il reparto che più di tutti deve crescere qualitativamente e nel più breve tempo possibile. Di conseguenza, la società in primis opta per l’acquisto calciatori di prospettiva ma che conoscano perfettamente la Serie A, senza il bisogno quindi di lunghi periodi di transizione all’interno dei quali potrebbero svalutarsi o “bruciarsi”. L’acquisto di Ibrahimovic, inoltre, garantisce leadership e voglia di vincere, quello di cui la squadra ha maggiormente bisogno.

Dopo Ibra quindi, il primo arrivo è quello di Sandro Tonali, tifosissimo del Milan, che decide per la modica cifra di 30 milioni di ricevere le chiavi di un centrocampo completamente da ristrutturare. Ha già dimostrato le sue doti ed il ruolo da protagonista indiscusso di un Top Club che deve rinascere è la scelta migliore per la sua carriera e per l’europeo. Il secondo acquisto è il giovane talento di Jeremie Boga. L’esterno d’attacco del Sassuolo ha dimostrato grandi doti, ma soprattutto rappresenta ancora un investimento non troppo costoso. Per soli 12 milioni di euro il Milan sostituisce gli “apatici” Suso e Cahlanoglu con l’esplosività di Boga: nel tridente con Leao e Ibra può essere davvero una soluzione interessante.

Boga si appresterebbe quindi a finire il campionato con almeno 7-8 assist per la grande Z.

L’ultimo acquisto è l’autentico capolavoro del mercato di Boban e Maldini e quello che più di tutti risponde all’esigenza di sopperire alla mancanza di esperienza ed “abitudine a vincere”. Sbarca a Malpensa Sergio Busquets per 35 milioni di Euro. Abili a sfruttare uno dei giocatori maggiormente deprezzati del 2019, i dirigenti del Milan riescono a portarsi a casa uno dei migliori centrocampisti dell’ultimo decennio. Uno in grado di vincere tutti i trofei possibili ed immaginabili con il Barcellona e che finalmente ottiene ciò che desiderava di più: una nuova sfida. Con le personalità di Busquets e Ibra ed i giovani talenti Tonali e Leao, finalmente, il Milan può tornare a sognare.

In definitiva, ecco da Febbraio come sarebbe l’11 titolare dei Rossoneri con me come direttore sportivo:

4-3-3

Donnarumma

Conti     Romagnoli     Musacchio     Hernandez

  Bonaventura   Busquets    Tonali

Boga           Ibrahimovic          Leao


L’esperienza al comando (di Cristina Gavrysh, scritto prima dell’arrivo di Ibrahimovic)

OUT: Kessiè 25 mln, Calhanoglu 18 mln, Borini 5 mln

IN: Modric 20 mln, Rakitic 25 mln, Ibrahimovic 3.5 mln

Mettersi nei panni del direttore sportivo del Milan non sembra uno dei mestieri più ambiti con i tempi che corrono. Chiunque ci abbia provato ultimamente, ci ha rimesso non solo il lavoro ma pure la reputazione (si veda Mirabelli fra tutti). Così a rischio di combinare altri movimenti roccamboleschi di fantamercato, mi diletterò in questo in ruolo, ma solo per questa volta e solo in questo articolo.

Il filo conduttore di tutte le mie trattative, seguendo un pò le indicazioni date dall’acquisto di Ibra, è quello di inserire nell’organico giocatori già affermati al livello internazionale con un sufficiente grado di esperienza e un carisma tale da potersi caricare ciascuno la squadra sulle spalle nei momenti di difficoltà. Questo ovviamente non potrà prescindere da un apporto qualitativo soprattutto al livello tecnico, specie in una zona così nevralgica come il centrocampo.

Entriamo nello specifico…

Movimenti in uscita:

  • Kessié 25 mln – se penso a un reparto da riformare, sicuramente è il centrocampo, ragion per cui occorre fare qualche sacrificio e tra i primi indiziati c’è sicuramente l’ex Atalanta, che dopo l’addio di Gattuso non riesce più a tornare ai livelli dell’anno scorso, complice anche la scarsa complicità con la nuova dirigenza. L’ivoriano gode sicuramente di ottime capacità di inserimento e si muove agilmente tra le linee, ma pecca nella fase di costruzione del gioco, presentando evidenti limiti tecnici. L’ex Atalanta sarebbe perfetto in una squadra già ben rodata e in grado di affiancargli giocatori tatticamente intelligenti, ma in questo Milan le sue qualità non possono essere esaltate al meglio e, pertanto, la squadra non può trarne pieno giovamento. Del resto, il mancato salto di qualità lo rende di fatto un sacrificabile ed essendo anche uno dei pezzi “più pregiati” della rosa, permette di far cassa alla dirigenza rossonera.
  • Calhanoglu18 mln – basterebbe il suo nome per giustificare questa cessione, dato che insieme a Suso probabilmente è il giocatore più discontinuo della rosa, risultando tuttavia quest’ultimo ben più prolifico dal punto di vista offensivo. Il quasi obbligatorio impiego del turco da titolare raramente si rivela la scelta vincente e la sua frequente incapacità di eseguire l’ultimo passaggio in maniera pulita e corretta sovente smonta tutto l’impianto offensivo rossonero. Le prestazioni del 10 rossonero odorano sempre di quel potenziale mai espresso del tutto e probabilmente figlio delle aspettative mal riposte. Perché a volte basta che qualcuno dica che sei un buon giocatore per farlo credere a tutti e poco importa che non arrivi a quel livello, ti sarà sempre garantito un posto da titolare. Nel Milan però queste cose non dovrebbero accadere e quindi serve un “rapido” cambio di rotta. In più, l’eventuale addio del turco permetterebbe a Bonaventura di giocare più vicino alla porta nella posizione che predilige e il suo ruolo verrebbe naturalmente ricoperto da Paquetà, che ha già sfoderato qualche buona prestazione da mezz’ala.
  • Borini 5 mln – c’è veramente bisogno di dare una spiegazione?

Mercato in entrata:

  • Modric – 20 mln – La ricostruzione di una squadra passa dalle sue fondamenta e si potrebbe cadere in errore di pensare intuitivamente che si tratti della difesa, mentre io ritengo che la base sia rappresentata dal centrocampo, ossia quel reparto in cui prende vita la manovra tattica di una squadra. Qui noi, tuttavia, non ci troviamo nelle condizioni di dover ricostruire, bensì di “riparare” nell’ambito del mercato invernale, ossia quello che viene infatti comunemente definito come mercato di riparazione. La logica in ogni caso non è tanto diversa, specie perché si parla del Milan, che da anni sfoggia centrocampisti ben al di sotto delle aspettative, le cui scarse capacità tecniche hanno ormai fatto sfigurare diversi attaccanti di fama mondiale. Perché puoi essere bravo finché vuoi sotto la porta avversaria, ma se i palloni che ti arrivano – o che nemmeno ti arrivano – sono indomabili, ovvero se i colleghi che ti trovi alle spalle non risultano affatto all’altezza della situazione, puoi anche chiamarti Higuain ed essere tra i più forti al mondo nel tuo ruolo, ma cadrai senza pietà in un baratro di tristezza infinita. Pertanto, la mia idea manageriale è quella di smantellare il centrocampo rossonero, cambiando due dei tre mediani. Fatte tali doverose premesse, Luca Modric – considerato uno dei centrocampisti più forti del panorama calcistico – non potrebbe che rappresentare il fulcro del mio fantamercato per un Milan che si ritrova alla ricerca del vero sostituto di Pirlo da quasi 10 anni ormai. Si tratta di un giocatore dotato di estrema intelligenza tattica e di un piede molto gentile. Il croato possiede un’ampia visione del gioco e risulta essere l’uomo chiave nella costruzione della manovra offensiva della propria squadra. Difficilmente una manovra prescinde da un suo possesso, risultando sovente decisivo con i propri guizzi e le letture complesse. Parliamo pur sempre di un pallone d’oro che non ha nemmeno bisogno di tutte queste presentazioni. Se il croato è riuscito a portare la sua nazionale in finale del mondiale, certamente sarebbe in grado di resuscitare il gioco del Milan.
  • Rakitic – 25 mln – per completare un centrocampo d’eccellenza ho deciso di affiancare al numero 10 del Real il suo connazionale Ivan Rakitic. Il mediano blaugrana è un giocatore molto duttile, capace di adattarsi alle esigenze tattiche dell’organico, potendo quindi sia accompagnare la manovra nella fase della costruzione del gioco che agire in marcatura preventiva, permettendo ai compagni di applicarsi alla sola manovra offensiva. Le qualità di contenimento sarebbero fondamentali in un centrocampo composto da Paquetà e Modric, i quali portandosi spesso sulla trequarti rischierebbero di lasciare i vuoti difensivi con il conseguente rischio di sbilanciare la manovra e quindi di subire il contropiede delle avversarie. Quello di mezzala destra è il ruolo prevalentemente ricoperto dal croato nel Barcellona, che verrebbe quindi a sostituire l’uscente Kessié. Rispetto all’ivoriano, Rakitic non è dotato di medesima tendenza ad inserimenti offensivi, il che lo porta a segnare leggermente di meno (5 gol contro 7 nella scorsa stagione tra tutte le competizioni con il Barcellona), ma è certamente più prolifico nel collaborare alla manovra d’attacco della squadra (9 assist contro 2). Tali statistiche lo rendono senz’altro un tassello di gran lunga più utile alla squadra guidata da Pioli in questo momento.
  • Ibrahimovic – 3.5 mln – in controtendenza ad alcuni dei miei colleghi di sportellate e rispetto a quanto da me scritto l’anno scorso, in questo momento ritengo che l’innesto di Ibrahimovic potrebbe equivalere ad un’autentica manna dal cielo. Questo non solo per le intrinseche qualità balistiche dello svedese, mai messe in discussione nemmeno alla veneranda età di 38 anni, bensì per il giovamento che ne potrebbe trarre l’organico complessivo, la cui età media non supera i 26 anni. A dispetto delle apparenze, lo stesso Piatek potrebbe trovarvi un punto di riferimento all’altezza per poter crescere – dato che i margini per farlo sono ancora piuttosto ampi – o per applicarsi da prima punta alla Inzaghi, affiancato dallo svedese in uno schieramento a due. Tralasciando l’età, l’arretramento rispetto al progetto iniziare di costruire dalle fondamenta e le varie declinazioni del concetto “minestra riscaldata”, lo svedese rispecchia perfettamente l’identikit dell’attaccante che serve al Milan. L’assoluta prepotenza fisica e una personalità marcata sono i tratti distintivi dell’ex numero 11 rossonero, forte di entrambi i piedi e anche nel gioco aereo. E si sa che di testa non si segna da troppo tempo ormai. Rispetto a Piatek – semmai ci concedessimo il lusso di tracciare questo paragone forse un tantino inappropriato – Ibra è nettamente superiore nella gestione del pallone, nell’attaccare gli spazi e nel cercare la palla fuori dall’area per poi dialogare con i compagni. Insomma, è nettamente superiore in tutto, potrebbe essere l’aria per i polmoni di questo Milan affaticato. Non potete negare che l’idea risulta alquanto stuzzicante!

Attenti a quei due…


Serve qualità (di Andrea Ravasi)

OUT: Paquetà 33 mln, Piatek 32 mln, Kessiè 25 mln.

IN: Ginter (Friburgo) 35 mln, Fernandinho 10 mln, Ziyech (Ajax) 50 mln

Il compito per Maldini e Boban per risollevare il Milan a Gennaio si appresta complicato. L’arrivo di Ibra ci permette di chiudere il discorso centravanti, ma dobbiamo approfondire tutti gli altri ruoli al fine di arrivare a una soluzione definitiva. Visto il 4-3-3 di Pioli che tende a trasformarsi in 3-4-2-1, andrei ad acquistare un falso terzino destro (ovvero un giocatore che mi permette di gestire il cambio modulo), un centrocampista da affiancare Bennacer o Biglia in fase in di costruzione e un esterno destro degno del nome. Partendo da un budget di 10 milioni andrei ad effettuare 3 cessioni al fine di permettermi di acquistare i 3 giocatori. I giocatori individuati per essere ceduti sono Paquetà che mi permette di rientrare di 33 milioni, Piatek ormai esubero che mi permette di rientrare di altri 32 milioni e Kessiè inutile al modulo per altri 25 milioni. In questo modo mi avvicinerei ad una campagna acquisti con 100 milioni da poter spendere.

In difesa per il ruolo di ibrido gli obiettivo sono: Akanji del Dortmund per 35 milioni, Ginter del Friburgo per 35 milioni anche lui e Izzo del Torino con una valutazione di 25 milioni. Per il ruolo di centrocampista centrale andrei su un giocatore di esperienza e fisico che permetta a Bennacer di crescere ma allo stesso tempo di completare la mediana con caratteristiche differenti. I nomi sono Xhaka dell’Arsenal valutato 30 milioni, Matic e Javi Martinez per 20 milioni e infine Fernandinho valutato 10 milioni. Infine per il ruolo di esterno/seconda punta/trequartista destro punterei tutti su un giocatore di alto livello che possa permettermi di fare il salto di qualità i nomi in questo caso sono: Ziyech dell’Ajax per 50 milioni, Muller del Bayern Monaco per 32 milioni o Willian del Chelsea per 32 milioni.

Viste le necessità le scelte si concluderebbero su questi giocatori:

  • Ginter del Friburgo per 35 milioni
  • Fernandinho per 10 milioni dal City
  • Ziyech per 50 milioni dall’Ajax

Questi acquisti permetterebbero di migliorare la rosa per esperienza e qualità e con Ibra potere dare una rincorsa positiva verso la Champions, o quantomeno l’Europa League.

Il mio falso 433.


 

La redazione di Sportellate.it nasce in un attico riminese nell'estate del 2012. Oggi è la voce di una trentina di ragazzacci da tutta Italia. Non ama prendersi troppo sul serio.