Interventi a gamba tesa

10 cose pazzesche che forse succederanno nel 2020 tennistico


Il 2020 tennistico si preannuncia ricco ed eccitante, con tanti protagonisti finalmente maturi per un ruolo di primo piano e un conflitto generazionale sempre più aspro, un menù raffinato a cui aggiungere la ciliegina olimpica.


Odio gli elenchi: se potessi fare un elenco delle cose futili che non tollero, gli elenchi occuperebbero una posizione d’onore, appena fuori dal podio. Li trovo semplicistici e superficiali, buoni come il fumo negli occhi o come le briciole da gettare ai pesci per poi fregarli o ben che vada lasciarli a bocca asciutta. Sono sempre stato snob con gli elenchi, li ho guardati dall’alto in basso, ma la verità è che dietro il mio disprezzo c’è il disagio per qualcosa che mi manca. Eh sì, perché gli elenchi sono facili, fruibili e vanno sempre di moda; sono leggeri, ma al tempo stesso implicano idee chiare e capacità di sintesi, orchestrate da una mente limpida dotata di un linguaggio pulito. Lo ammetto, la mia è tutta invidia, perché io gli elenchi non li so fare: quando mi metto a ragionare su una cosa, invece di semplificarla la complico, e mentre la sviscero mi perdo per strada ciò che all’inizio ero certo di capire, trovandomi poi nelle nebbie. Ma ho deciso di sfidarmi e di comprare ciò che disprezzo, perciò ecco qua il mio elenco predittivo-tennistico 2020: dieci sentenze grasse, malsane e goduriose come la crema al mascarpone – magari non del tutto verosimili, ma provviste di una visionaria impalcatura che le tiene in piedi.

L’erba di Halle, uno dei tornei pre Wimbledon

1) Prima di sbracare affronto il discorso più serio. Non sono religioso, ma se lo fossi non mi farei problemi a portare l’istanza all’attenzione di quelli che vivono là sopra, nominabili o meno, nelle versioni greche e latine, sacre o temporali, profane o spirituali: Roger Federer deve vincere Wimbledon. Non c’è bisogno di gloria, di vendetta o chissà cosa, al limite va bene anche una vittoria a tavolino, oppure immeritata, scivolosa e sporca di fango, ma ci vuole la nona, altrimenti il mondo diventerà un cubo e smetterà di girare.

Federer con il piatto del secondo, mai molto apprezzato.

2) Mi spiace, ma quest’anno niente Slam per Djokovic. Lui fa finta di non sapere il motivo, ma una stagione dietro la lavagna non gliela leva nessuno, so che ci rimarrà male, ma se ne faccia una ragione, sono cose che capitano, come quando a monopoli ti becchi la carta vai in prigione senza passare dal via. Tra l’altro qualche sconfitta sarà funzionale all’operazione simpatia a cui tanto tiene.

Novak Djokovic ha vinto quattro degli ultimi sei Slam

3) Adesso la sparo grossa: un pazzo neofita degli elenchi si azzarderà a prevedere che Nadal, per la prima volta dal Pleistocene, non vincerà il Roland Garros. Dominic Dominator Thiem trionferà sulla terra parigina, togliendosi quell’aura di incompiuto per scolpire il suo nome sull’albo d’oro più monotono del neozoico. Nadal si consolerà sbranando lo slam della grande mela al grido di cemento Newyorkese is new terrarossa.

Nadal ha battuto Thiem nelle ultime due finali del Roland Garros

4) Coco Gauff farà qualcosa di sensazionale, tipo ballare il valzer con Roger a Wimbledon. Per la cronaca, all’epoca avrà ancora sedici anni.

Cori Gauff si rivelata al mondo nell’ultima edizione di Wimbledon

5) Sento che Marion Viertler, nata nel 2001 nella provincia di Bolzano, fresca vincitrice di ITF egiziano, farà qualcosa di fervidamente sinneriano, così avremo da fare per gli anni a venire con questa fantastica coppia di italiani teutonicamente esotici.

Marion Viertler occupa il numero 996 della classifica WTA

6) Dopo un 2019 di maturazione, Denis Shapovalov solleverà un master 1000, forse già uno del sunshine double, forse più avanti.

Shapo ha vinto il suo primo torneo Atp a Stoccolma

7) In Australia succederà qualcosa. I vecchi saranno carichi e in benzina, programmati a puntino, ma i next gen vorranno dimostrare che possono vincere uno Slam prima che loro decidano spontaneamente di ritirarsi per noia nel 2036. In tutto ciò il giovane Sinner sarà particolarmente irriverente e potrebbe infilarsi nella crepa di questo contrasto generazionale. Ha pochissima esperienza nei cinque set e zero pressione, per cui gliela metto io e me lo aspetto quantomeno in semifinale, anche se il vero obiettivo sarebbe vederlo come il classico diciottenne che ammazza tutto il triumvirato in un colpo solo.

Jannik Sinner ha vinto le Atp next gen finals 2019 a Milano

8) Ho già assegnato tutti gli Slam e non mi è rimasto niente per Medvedev… eppure me lo vedo bene come il primo numero uno extra Fabfour (l’ultimo è stato Andy Roddick, deposto il 2 febbraio 2004 da King Roger).

Danil Medvedev, grande protagonista dell’estate 2019

9) Alle ultime finals di Londra ci saranno Federer, Nadal, Djokovic, Sinner, Medevedev, Tsitsipas e Zverev, con Berrettini e Shapovalov a scannarsi fino alla fine per l’ottava piazza.

Matteo Berrettini è stato il primo italiano alle finals dopo Panatta (75) e Barazzutti (78)

10) Se per caso qualcuno trovasse tutto ciò noioso, ci penserà il vecchio Nick Kyrgios a far brillare qualche petardo, regalando perle che non si possono prevedere in un elenco. Avrà comunque un magic moment e vincerà la medaglia d’argento alle olimpiadi. Non dico chi si accollerà l’oro per lasciare almeno un briciolo di suspense a questo 2020.

Alla voce genio e sregolatezza compare l’immagine di Nick Kyrgios

Come mi sento dopo aver vergato il primo elenco che non sia quello della spesa? Molto bene, devo dirlo ora capisco perché voialtri vi sollazzate di continuo con liste e classifiche… è proprio un’attività che riempie di soddisfazione: corro ad aggiungerla alla top ten delle scoperte del 2019.


 

Nicola Balossi Restelli, annata 1979, vive a Milano con una moglie e tre figli e si divide tra scrittura e giardinaggio. La sua insana passione per lo sport ha radici pallonare e rossonere, anche se la relazione più profonda e duratura è stata quella con la palla a spicchi, vissuta sui parquet (si fa per dire) delle minors milanesi dagli otto ai quarant’anni, quando ha appeso le scarpe al chiodo. Gravemente malato anche di tennis e di Roger Federer, ne scrive talvolta su https://rftennisblog.com/.