Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 16a giornata


TOP

Caicedo: pagato meno di una multipla usata. Nonostante le parole di Inzaghi, meno considerato dello zio Michele a un convegno sulla famiglia moderna. Eppure, nonostante questo, letale come un super alcolico per il fegato. Grosso, ingombrante e pesante. Servono trecento galloni di gasolio per staccarlo da suolo ma il risultato sono tre punti a tempo ampiamente scaduto e un biglietto di sola andata per il paradiso. #Goduria, voto: Re Mida

L’uomo dell’ultimo minuto…

Vlahovic: non ci puntava neanche sua madre e infatti Skriniar lo marca senza neanche premere cerchio per cercare di fregargli il pallone. Ci crede lui e tanto basta, continua la sua corsa senza timore e poi scarica una saracca al sette dove un complice Handanovic (questo tiro è il suo evidente tallone d’Achille, vedasi Dybala a San Siro) lascia passare senza fare troppe domande. Montella gli vorrà sicuramente più bene e la sua storia personale si arricchisce di una bella pagina. #Campeon, voto: Trattore

Kulusevski: senza parole. Goleador, assistman, faticatore in mezzo al campo. Più che un giocatore sembra il remake di MacGyver. Trova sempre la soluzione più intelligente al rompicapo più complesso nel momento più difficile. I compagni se lo contendono più di una tessera premium Pornhub #RegaloDelCielo, voto: Premium

FLOP

Skriniar: imballato peggio delle Panda anni ’70. Organizza una scampagnata alla quale invita Vlahovic che evidentemente l’ha colpito, peccato si giochi al Franchi, manchino due minuti e ci siano in palio tre punti fondamentali. Ma Milan è in modalità figlio dei fiori e non se la sente di chiudere la porta in questo freddo inverno. #Cuoroni, voto: San Francesco

“In modalità figlio dei fiori” cit.

Insigne: invisibile come la finanza a Cervinia. Non crossa, non tira, non aiuta in costruzione ma neanche in difesa. In effetti non si capisce la sua utilità nell’economia del gioco del Napoli. Porta la fascia da capitano, toglie la fascia da capitano. Fine, un po’ pochino. #Deludente, voto: Quo vado

Mazzarri: essere recuperati di tre goal quando ti va bene succede al Bentegodi, quando ti va male ti costa una Champions. Mazzarri sul tre a zero se la ghigna in panchina, confidando al suo secondo “Nun temo più manco la pioggia”. Farà la fine di una faraona per la cena e il caso vuole che per larga parte il coltello glielo spinga proprio Faraoni. Mazzarri e lungimiranza, concetti astratti #Astrazione, voto: Filosofia metereologica

Fine delle trasmissioni. Per ora.


 

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.