Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 14a giornata

top flop

TOP

Immobile: Segnerebbe comunque un goal in più rispetto a qualsiasi parola si possa trovare e questo al netto di una manciata di rigori lasciati o regalati, se preferite, ai compagni. Terminale letale e catalizzatore del bel gioco in una Lazio che in campionato è l’unica a riuscire nel mantenersi a una distanza accettabile dalle locomotive Inter e Juventus. Ciro segna da tutte le posizioni e in tutti i modi. Se avesse fatto il finanziere in Italia saremmo liberi dall’evasione fiscale. #Sentenza, voto: ineluttabile

Lautaro Martinez: idem come sopra, vive la sua vita una doppietta alla volta e a occhio e croce quando torna a casa si avvicina facile facile al poker. Completo, cattivo e rognoso. Un Aguero ma più bello da vedere. Con Lukaku si integra meravigliosamente riuscendo a esaltare il lavoro dei compagni. Più che al mercato l’Inter deve guardare al suo contratto e a estenderlo il più possibile. #ReMida, voto: gold

Che goduria…

Pellegrini: il pallone che recapita a Kluivert arriva dritto dritto da una puntata di X-Files. Centrocampista moderno ma comunque pazzesco. Un martello in attacco, un pendolo nell’impostazione e una saracinesca in difesa. Se facesse altro lo scambierebbero per una scopa Dyson. #MilleServizi, voto: 110 e lode

FLOP

Buffon/DeLigt: per la serie “vai tu che vado io” ieri a Torino è andato in scena un pezzo da film di Chaplin al quale mancava solo la musica adatta. Una matrioska di ictus che ha portato al goal Ciccio Caputo e al conseguente sorpasso in classifica da parte dell’Inter. A occhio e croce non il Sarri ball che si aspettavano a Torino #ObladìObladà, voto: Vettel-Leclerc

E anche il buon Cuadrado ci ha messo del suo.

Grosso: il cambio di panchina più insensato della storia termina nell’unico modo pronosticabile: con la cacciata dei mercanti dal tempio e il ritorno di Eugenio Corini. In calce: è verissimo che Fabione Grosso si è trovato ad affrontare tre partite rognose ma non segnare neanche un goal forse è un po’ troppo. Buon viaggio, che sia un’andata o un ritorno. #Eugenio, voto: ben tornato

Piatek: al pistolero hanno fregato le munizioni, non c’è altra spiegazione. Non segna più neanche nelle partitelle del giovedì e in quelle ci sono portieri volanti presi dalla strada. Il Milan nel caso non riuscisse a riprendere Ibra dovrebbe andare a bussare a Pietro Paolo Virdis, quello i goal li segnerebbe anche senza una gamba, un gomito e una narice. #ScherziPolacchi, voto: spuntato

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.


 

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.