Interventi a gamba tesa

Il punto della situazione sullo stadio di San Siro


Milan e Inter da svariati mesi stanno trattando con il comune di Milano per la costruzione del nuovo stadio. È giunto il momento di fare il punto della situazione dopo mesi di trattative.


Partiamo dal principio: lo stadio Giuseppe Meazza è un simbolo del calcio italico, è un simbolo della città di Milano e rappresenta in egual maniera l’identità di entrambe le squadre cittadine ma San Siro, chiamato così dall’omonimo quartiere, è uno stadio vecchio. Inaugurato nel 1926 e restaurato a più riprese tra il 1955 e in occasione dei mondiali di calcio del 1990 è un impianto ormai obsoleto che si allontana dai moderni standard per gli stadi europei.

Entrambe le squadre milanesi hanno forti interessi affinché venga approvata dal Comune la costruzione del nuovo stadio. L’Inter di Suning è in fase di espansione commerciale, gli ottimi risultati ottenuti sino ad ora sul campo andrebbero accompagnati dalla costruzione di un moderno impianto che possa fare da cornice ad un rilancio globale del brand dopo il non esaltante periodo con Thohir. Allo stesso modo, il fondo Elliott potrebbe voler investire risorse ed energie per far approvare la costruzione del nuovo impianto aumentando così il valore societario ai fini di una futura vendita.

Vista l’unità di intenti, a partire da questa estate, le due società milanesi si sono lanciate con alcuni sondaggi presso importanti studi d’architettura, i due nomi caldi che hanno già presentato alcuni rendering sono l’americano Populos e l’architetto David Manica in collaborazione con Progetto CMR Sportium.

Il progetto di Populos chiamato “La Cattedrale” dovrebbe riprendere il motivo delle guglie del Duomo di Milano

Lo stadio “Anelli di Milano”  di Manica-CMR-Sportium dovrebbe simboleggiare l’unione calcistica tra le due squadre meneghine.

Costi stimati per la costruzione del nuovo impianto: 1200 milioni di euro, cifra che dovrebbe essere ripartita tra le due squadre.

I problemi iniziano a questo punto della vicenda e sorgono tra le due società calcistiche e il Comune di Milano, attuale proprietario dell’impianto sportivo, e riguardano le sorti dell’attuale stadio. Nelle intenzioni dei due team l’attuale San Siro andrebbe abbattuto per far spazio al nuovo e futuristico impianto che sorgerebbe nello stesso luogo del precedente, per dare una sorta di continuità ideologica allo stadio che verrà. Il Comune di Milano non è così sicuro di volerlo abbattere e nemmeno i milanesi, secondo un sondaggio commissionato da La Gazzetta dello SportSWG  il 59% dei milanesi si pronuncia sfavorevole all’abbattimento del vecchio stadio seppur il 63% del campione intervistato ritenga necessario che Inter e Milan costruiscano una nuova casa.

Cosa fare quindi del vecchio stadio se non abbatterlo? Il Comune ha avanzato la proposta di utilizzarlo per progetti sportivi collaterali, una nuova casa per le squadre femminili di Milan ed Inter ma la rifunzionalizzazione del vecchio impianto farebbe lievitare i costi e ciò lascia parecchi dubbi. Nel progetto presentato da Manica il vecchio impianto dovrebbe diventare un parco pubblico aperto alla cittadinanza costruito fedelmente sulla vecchia pianta di San Siro ed edificato esattamente a lato del nuovo terreno di gioco ma la soluzione non convince appieno la giunta milanese.

Un altro punto di scontro con il Comune guidato da Beppe Sala riguarda il rispetto del Progetto di Governo del Territorio. Secondo gli attuali parametri del PGT il rapporto tra superficie e metri cubi edificabili dovrebbe attestarsi sotto lo 0,35 mentre gli attuali progetti presentati sforano di circa il doppio le metrature consentite (0,68). Questo perché oltre allo stadio entrambi i progetti prevedono l’edificazione di strutture collaterali quali: ristoranti, alberghi e negozi per lo shopping in linea con i recenti impianti quali l’Allianz Stadium di Torino o il New White Hart Lane di Londra. Con la delibera del consiglio comunale avvenuta venerdì 8 novembre, il comune invitava Milan ed Inter a ripresentare lo studio di fattibilità perseguendo come obiettivo primario quello del:

“mantenimento  dell’attuale impianto che preveda, in via prevalente, funzioni di interesse pubblico e generale – privilegiando quelle sportive – e funzioni complementari a carattere privato, nei limiti della superficie ammessa”

La comune reazione delle squadre è stata quella di prendersi del tempo per effettuare ulteriori considerazioni, edificare il nuovo stadio nello stesso luogo del vecchio darebbe continuità ma le condizioni imposte dal Comune potrebbero renderlo sconveniente. I club non escludono nuove location per il futuro impianto, una valida alternativa sarebbe stata trovata nella sede delle ex acciaierie Falck a Sesto San Giovanni un luogo da poter riqualificare qualora dovesse sfumare il progetto del nuovo Meazza.

Le ex-acciaierie Falck di Sesto San Giovanni.


 

Studio storia. Vivo tra Milano e Pavia, mi interesso di libri, persone, cose, auto e fogli di giornale.