Interventi a gamba tesa

Pagelle del GP degli Stati Uniti


Negli Stati Uniti, va in scena la passerella di Lewis Hamilton. A vincere è il compagno Valtteri Bottas, ma è lui il campione del mondo per la sesta volta. Male le Ferrari: fuori Vettel, Leclerc chiude quarto.


Ad Austin si impone Valtteri Bottas ma i flash sono tutti per Lewis Hamilton che, con il secondo posto, conquista il suo sesto mondiale e arriva sugli scarichi della leggenda Schumacher. Nella pista texana va in scena il solito copione: il sabato sembra che il gap tra Ferrari e Mercedes sia ridotto, in gara la casa della Stella a tre punte mette tutti in riga, Rosse comprese. Ma come si sono comportati i protagonisti? Cerchiamo di capirlo con le nostre pagelle.

Hamilton, voto 10. Chi vince ha sempre ragione e Lewis ha vinto tantissimo. Ha avuto la miglior macchina del lotto, vero, ha battagliato con avversari non sempre all’altezza, vero, ma la cattiveria con cui scende in pista il britannico è da campionissimo. Ricorda un certo Michael che dopo Austin è un po’ più vicino.

Bottas, voto 9. “Filastrocca del gregario corridore proletario, che ai campioni di mestiere deve far da cameriere, e sul piatto, senza gloria, serve loro la vittoria.” Le parole sono del grande Gianni Rodari, ma sembrano perfette per Valtteri Bottas. A Austin agguanta la più classica delle vittorie di Pirro. La gloria e il vero successo sono del capitano Hamilton.

Verstappen, voto 8. Se da una vettura ci può cavare il 110% lui lo fa, sempre e comunque. In questo è il migliore. Non si risparmia mai e, smussata l’aggressività dei primi anni, ora è un pilota pronto per vincere qualcosa di importante. Se succederà con la Red Bull, solo il tempo ce lo dirà.

Albon, voto 8. Tenere testa a Max Verstappen basta a finire sugli scudi. Ne vedremo delle belle il prossimo anno.

Ricciardo, voto 7. Dategli una macchina degna, vi prego! Ad Austin Daniel dimostra ancora una volta di essere un gran piede e di meritare di competere con i migliori.



Leclerc, voto 6. Un quarto posto che sa di glutammato: sì quello del dado di questo brodino texano che serve solo a scaldare lo stomaco di Charles.

Vettel, voto 6. Una qualifica magnifica, vanificata da una gara che da subito è in salita. L’ennesimo ritiro della stagione è solo il certificato di un’annata da dimenticare alla svelta.

Ferrari, voto 5. Ennesimo weekend iniziato con un carico di speranze e chiuso dopo neanche 24 ore con un pieno di rimorsi e musi lunghi. Il Cavallino è sulla strada giusta, ma per arrivare in vetta il sentiero è ancora bello lungo.

Kvyat, voto 4. C’è chi ha nostalgia per il suono dei V12, o per le battaglie tra Prost e Senna e chi per le manovre al limite dell’ultimo Maldonado. Ecco, il buon Daniil ha pensato bene di rendere omaggio al venezuelano centrando Perez all’ultimo giro. Calma ragazzo!

Voto 3 alla Formula 1 che ci fa divertire un po’ di più, – in futuro, con le nuove regole lo farà sempre di più – però alla fine vincono sempre loro. Che palle!


 

Francesco Andreose, classe 1984, veronese di nascita, milanese d’adozione. Oggi si occupa di comunicazione e social media, ma la sua vera passione è il pallone, soprattutto quello che rotola in provincia. Più bravo con la penna che con i piedi, simpatizza con i perdenti e quando può non si esime dall’essere bastian contrario. All’aridità di numeri e statistiche preferisce la descrizione di un’emozione, la narrazione di un gesto che infiamma una curva. Il tifo per l’Hellas Verona gli ha insegnato a soffrire fin da piccolo.