Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 10a giornata


TOP

Immobile: ha più goal rispetto a qualsiasi altra azione umana si possa compiere, impressionante. Nonostante uno stato di salute più precario di quello di un soldato che combatte in Somalia, Ciruzzo si carica la Lazio sulle spalle e continua a segnare gran goal e macinare chilometri. Se Iron Man è morto per davvero, fossimo negli Avengers un pensierino ce lo faremmo. #DoctorCiro, voto: Pacific Rim

E siamo a quota 12 gol in appena 10 partite…

Joao Pedro: che fosse bravo l’abbiamo sempre saputo, come abbiamo sempre saputo della sua incostanza brasiliana. Quest’anno chissà per chi o perché, Joao la scannella con una certa regolarità. Porta tre punti anche contro il Bologna e fa stappare ichnuse non filtrate in quantità alla Sardegna Arena. Bravo così Joao, diventa grande. #maturità, voto: patente di guida

Zaniolo: da quando l’ha battezzato Capello ha iniziato a sfornare prestazioni, goal e assist in serie. Un talento cristallino da strofinarsi gli occhi e un crack garantito al fantacalcio a patto di limitare i gialli. Bello, bellissimo da vedere, e concreto, concretissimo da sentire per gli avversari. Buon futuro, Italia. #youngavengers, voto: montagne verdi

FLOP

R: Becao: tolto che l’Udinese ha preso 11 goal in due partite che non sono proprio un dettaglio per chi quella difesa dovrebbe guidarla. Rodrigo appare più confuso di un camaleonte in una vasca di smarties. Falli, gialli, rigori. Ne fa più di Bertoldo in Francia. Una giornata di riposo forzato è la scleta migliore. Per tutti. #calamità, voto: ma anche no

Non mollare Rodrigo.

Belotti: discorso simile a quello di Becao-Udinese, il Toro è più in stallo da in un caccia abbattuto e prende goal con una regolarità disarmante se si pensa al bunker dell’anno scorso, ma se il capitano è quello meno in palla di tutti due domandine andrebbero poste. Forza Gallo, l’Italia e il Toro hanno bisogno di ben altra garra e ben altro apporto. #confuso, voto: Tonino Carotone

Rabiot: sette milioni e mezzo. Sette milioni e mezzo. Sette milioni e mezzo. Sette milioni e mezzo. Sette milioni e mezzo. Sette milioni e mezzo. Sette milioni e mezzo. Netti. #passadalvia, voto: monopoly

Fine delle trasmissioni.
Per ora.


 

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.