Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 9a giornata

muriel top flop

TOP

Muriel: DE VA STA NNNNN TE. Davanti si trova la difesa dell’Udinese in versione Philadelphia al paté d’olive però il colombiano tra tacchi smarcanti e lucida freddezza contribuisce in maniera totale a battere sui chiodi della bara che seppellisce un’Udinese troppo brutta per essere vera. La cura Gasp inizia a dare i propri frutti e Luis appare anche più asciutto. Giocatore clamoroso, l’unico che ricordi in certe movenze e nella propria velocità il fenomeno brasiliano Ronaldo. Non è male neanche, comunque, riuscire a non far rimpiangere Zapata. #terrificante, voto: uragano

Immobile: e per fortuna che Inzaghi ha parlato di un dolore al ginocchio fino all’inizio della partita con la Fiorentina. Ciro si carica l’attacco della Lazio sulle spalle, fa segnare, fa girare la manovra ma constatato che nessuno la butta dentro in pieno recupero ci pensa lui. Più dei goal insaccati ha solo i chilometri percorsi, un turbodiesel letale. #o’immortale, voto: revolver

E dopo il gol di ieri sono 77 in A in biancoceleste. Eguagliato il mito Chinaglia…

Karamoh: che il giovane esterno ex Inter potesse fare una partita del genere a San Siro e contro l’Inter di Conte non ci credevano neanche i parenti più stretti. Appare fin da subito tarantolato ai limiti della possessione da parte di Garrincha. Segna e regala un cioccolatino a Gervinho poi i difensori iniziano, complice l’arbitro, a sbatterlo come un tappeto e lui capisce la mal parata e mitiga la propria azione ma se questo è il suo potenziale, resta un fattore. #sorpresa, voto: iva al 30%

 

FLOP

Calabria: ora va bene che lo punisce anche la fisiognomica che quando lo guardi in faccia è perennemente più triste di Giampaolo (che non è proprio Mister Simpatia) però regalare certe palle quando sei più in difficoltà di Casa Pound con la democrazia mi pare davvero eccessivo. Se poi a questo aggiungete che le pezze dovrebbe metterle Musacchio capite bene che il quadro è disarmante. #crisidel’29, voto: televoto salvezza

Sorridi Davide, sorridi!

Tudor: quando perdi trentordici a uno e il tuo apporto al pomeriggio è 1) togliere l’unico che ha segnato e 2) dire che prima dei 7 goal in campo si è vista la miglior Udinese della stagione, forse un paio di domande te le dovresti porre. Ieri sembrava Real Madrid contro la nazionale cantanti, il problema è che solo una delle due squadra ha fatto beneficenza e questo nonostante la palese simpatia che Kjaer prova per il bianconero. #benemanonbenissimo, voto: madonna dell’incoroneta

Montella/Ribery: quando parliamo di allenatori protagonisti intendiamo esattamente quello che è avvenuto ieri sera. Fiorentina in controllo e anzi vicina al raddoppio, in un attimo Montella decide di togliere il migliore in campo (invece di un Chiesa senza più benzina) e la Fiorentina perde. Da lì in poi inizia uno show di Ribery che va bene ma anche un po’ meno che non sei Hugh Jackman in “The greatest show”, tutto troppo esasperato. Paga la squadra, il pubblico, la città. Non ci piace. #demenza, voto: circo degli orrori.

Fine delle trasmissioni. Per ora.


 

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.