Interventi a gamba tesa

Pagelle del GP del Giappone

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In un tappa dominata dalla paura per il tifone, sembrava potesse arrivare una gioia per il Cavallino: invece si è passati da una prima fila tutta rossa ad una vittoria sfumata nel volgere di poche ore.


Ultimamente sembra che la Ferrari ci abbia preso gusto. Un fulmine in qualifica, giusto per alzare il gradiente dell’entusiasmo dei suoi tifosi, una delusione puntuale in gara, dove conta solo il risultato. È successo in Russia, si è ripetuto in Giappone: dalla prima fila e il profumo di una doppietta, alla sconfitta. Certo, a Suzuka le Mercedes erano migliori nel passo gara ma l’esitazione di Vettel al via e il nervosismo di Leclerc hanno contribuito a spegnere sul nascere ogni sogno di gloria. Detto questo, noi ci siamo divertiti a dare i voti ai protagonisti.

Bottas, voto 10. Alla partenza sembra che al posto della power-unit abbia un motore a propulsione pronto a mandarlo in orbita. Invece va in testa al gruppo e da lì nessuno lo scrolla più fino alla bandiera a scacchi. Sarebbe bello vederlo con un’altra vettura e con un compagno di squadra meno ingombrante.

Albon, voto 9. È una delle sorprese di questa stagione. Anche in Giappone corre con intelligenza, riuscendo a dosare velocità e precisione di guida. Senza sbavature, arpiona un quarto posto che tiene alto l’onore Honda nel Gran Premio di casa.

Ricciardo, voto 8. La Renault di quest’anno è quel che è: alterna buone prestazioni ad altre imbarazzanti. Nel primo caso, Ricciardo è sempre presente, pronto a tirare staccate da paura e a far divertire noi che lo vediamo casa sprofondati sul divano e che certe scariche di adrenaline non le proveremo mai.

Vettel, voto 7. Qualifica da urlo e pole position come ai vecchi tempi. Poi al via si impianta e solo la sorte gli evita una squalifica in gara per jump start. Avrebbe perso comunque ma quell’errore in partenza pesa eccome, anche sul morale.

Hamilton, voto 6. È nella fase “tirare a campare”, lontano dalle grane in attesa di metter le mani sul suo sesto titolo.

 

Leclerc, voto 5. Binotto imputa la sua brutta partenza, all’esitazione di Vettel che, a suo dire, l’avrebbe impallato. Sta di fatto che il monegasco, vedi toccata con Verstappen, ci mette del suo. Deve raffreddare i bollenti spiriti altrimenti rischia di limitare un potenziale enorme.

Alfa Romeo, voto 4. Anche a Suzuka il Biscione non è stato in grado di mordere come ci aveva abituati all’inizio della stagione. Lontani dai migliori sempre. Urge moto d’orgoglio per l’ultima fase della stagione.

Kubica, voto 3. Accusare la Williams di fare apposta a provocare problemi è come sparare sulla croce rossa. Il team è allo sbando totale ed è un miracolo sia riuscito ad arrivare fino a questo punto della stagione. Più che altro dovrebbe biasimare sé stesso per aver prestato il fianco ad un’avventura simile. Narciso.

Voto 2 al movimento automobilistico giapponese che da troppo tempo non produce un pilota degno di poter scendere in pista in Formula 1. L’omaggio Toro Rosso alla leggenda nazionale Naoki Yamamoto è più un’operazione simpatia che altro. Non ci sono infatti possibilità che il giapponese approdi in F1, visto che – parole di Chris Horner – non soddisfa i criteri necessari per aver un sedile nel Circus. Ridateci Sato e Kobayashi.


 

Francesco Andreose, classe 1984, veronese di nascita, milanese d’adozione. Oggi si occupa di comunicazione e social media, ma la sua vera passione è il pallone, soprattutto quello che rotola in provincia. Più bravo con la penna che con i piedi, simpatizza con i perdenti e quando può non si esime dall’essere bastian contrario. All’aridità di numeri e statistiche preferisce la descrizione di un’emozione, la narrazione di un gesto che infiamma una curva. Il tifo per l’Hellas Verona gli ha insegnato a soffrire fin da piccolo.