Interventi a gamba tesa

Marquez è mondiale: ora sono 8, ad un titolo da Rossi

marquez mondiale

EPA/RUNGROJ YONGRIT

 


Marc Marquez non vince, bensì stravince l’8° mondiale di carriera, il 6° nella classe regina.


A soli 26 anni il pilota di Cervera si trova a un titolo di distanza dal suo grande idolo prima, acerrimo nemico dopo: Valentino Rossi.
Se si guarda il panorama della MotoGp sembra quasi scontato dire che Marquez sul suo camino verso la gloria e l’infrangimento di tutti i record non troverà grandi ostacoli, come d’altronde non ne ha trovati fino ad oggi. Marc può stare simpatico o meno, può risultare solare o finto, ma nemmeno un cieco potrebbe rimanere indifferente davanti all’abbagliante talento di questo ragazzo. Come tutti i grandi, anche Marc ha i suoi sostenitori e i suoi detrattori, ma questo non deve mettere in dubbio il merito del pilota, d’altronde perfino Dante Alighieri aveva numerosi denigratori. Lasciamo che Marc vada avanti a scrivere la sua opera, così capiremo anche quanto sarà lunga: per il momento siamo al capitolo 8.

La Gara

Dall’ampio tema del mondiale, ritorniamo nel dettaglio di questa corsa.
Il GP di Thailandia ci ha regalato una gara che pare essere la copia della corsa andata in scena a Misano un mese fa. Al via prendono il largo in 3: Quartararo, Marquez e Vinales, quest’ultimo però rimane sempre timido e arretrato, un po’ in disparte mentre i primi due lottano per la vittoria, finchè Marquez non tira fuori gli artigli all’ultimo giro e agguanta la vittoria.

Pagelle:

Marc Marquez, fuori classifica
Cosa possiamo dire esattamente? L’elogio al talento di questo ragazzo non è per noi materia nuova. Insomma, quante volte nel corso degli ultimi campionati ci siamo ritrovati a lodare il pilota Honda? Ecco, a proposito, se c’è qualcosa su cui porre l’attenzione per dare un valore in più alla vittoria di Marc è proprio il risultato ottenuto dai suoi colleghi di box. Infatti, se Marquez vince mantenendo un ritmo infernale per tutta la corsa, il primo degli altri piloti Honda è Nakagami in 10° posizione, poi c’è Crutchlow 12° ed infine troviamo Jorge Lorenzo 18° a 55 secondi, in sella alla stessa moto di Marc. Nelle mani di Marc la Honda da mezzo mediocre diventa bolide di prima classe. Sembra quasi un incantesimo, uno di quelli oscuri e ancestrali, col quale Marc deve probabilmente aver venduto la propria anima in cambio di una vita coronata di vittorie.

Ma torniamo alla gara. Sebbene nelle prove libere un high side abbia provocato grande dolore fisico a Marc, in gara questo incidente sembra non avere avuto conseguenze. Come un segugio è rimasto incollato al posteriore di Quartararo fino all’ultimo giro, per poi sorpassarlo con grande maestria e tagliare primo il traguardo. Cosa avrebbe reso questa giornata ancora più perfetta (sempre che fosse possibile)? Se gli fosse riuscito quel sorpasso all’esterno su Quartararo tentato a pochi giri dalla fine.
Comunque niente da dire: chapeau Marc.

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Fabio Quartararo, voto 9
La Yamaha potrebbe aver trovato una promessa per il futuro. Il giovane pilota francese, infatti, sta imparando molto in fretta il mestiere della MotoGP e soprattutto sta imparando a non temere di sguazzare nella vasca coi pescecani. Certo, qualcuno potrebbe far notare che una vittoria non è ancora arrivata, che comunque nelle fasi finali della corsa Marc riesce spesso a beffarlo, ma non si può non apprezzare un giovane pilota che tiene testa a Marc Marquez fino alla fine. Da elogiare il tentativo di sorpasso all’ultima curva dell’ultimo giro, peccato che non sia andato a buon fine. Fabio riprova, sarai più fortunato.
Un’altra sua caratteristica che ci piace molto è che riesce a mantenere dei tempi velocissimi, potrebbe essere il nuovo Hammer (richiamandoci a Lewis Hamilton) o il nuovo Martillo (per ricordare i bei tempi in cui Lorenzo andava forte).

Maverick Vinales, voto 6,5
Queste Yamaha ufficiali non vanno un granchè, ma la cosa più ambigua è che abbiano prestazioni inferiori a quelle del team satellite Yamaha. Nulla da togliere a Maverick che ci prova sempre e alla fine non arriva mai distante dai primi (ieri a solo 1,380 s), però la moto ufficiale ha dei seri problemi e andrebbero risolti: un’altra stagione dal tono così basso non fa bene alla casa, non fa bene ai piloti e nemmeno a noi spettatori. Prestazione, comunque, buona di Vinales che riesce a seminare il suo compagno di squadra e che da metà gara in poi batte tempi interessanti, tanto da recuperare più di un secondo sul duo di testa.

Andrea Dovizioso, voto 6
Gara sottotono del Dovi che su questa pista non ha trovato un buon feeling. Dopo una brutta qualifica, il Dovi in gara riesce a rimontare in poche curve fino alla 4° posizione, da qui però non si scollerà più sino al traguardo.
Insomma, anche quest’anno Dovi e la Ducati hanno dovuto arrendersi alla superiorità del binomio Marquez-Honda e lo hanno fatto con un bel gruzzolo di gare d’anticipo rispetto alla fine della stagione.
Speriamo che il prossimo anno il Dovi e la sua Rossa tornino a giocarsela fino alla fine.

Valentino Rossi, voto 4
Dopo una brutta qualifica rovinata da una caduta, Valentino sembra ritrovare un po’ della sua consueta grinta domenicale in partenza e recupera 3 posizioni nel giro di poche curve. Questo slancio iniziale però viene però annullato da un drastico calo di prestazione che subentra dopo nemmeno 10 giri. Nelle immagini si vede chiaramente il posteriore perdere aderenza e muoversi da una parte e dall’altra. Questo repentino calo delle performance della gomma posteriore non è una novità, ma pare che nei box non si sia ancora riusciti a trovare una soluzione. Consigliamo a Rossi di stare attento alla sua Yamaha ufficiale, perchè Quartararo prima o poi arriverà ad insidiare il suo posto.


 

Nata a Brescia nel 1996. Fin da piccola si allontana dai giochi, sostituendoli con Valentino Rossi e Michael Schumacher. Studia Lettere Moderne all’Università Cattolica e nella sua vita è riuscita a guadagnarsi un retweet da parte di Paolo Beltramo, con tanto di 15 esaltanti minuti di fama come profetizzò Andy Warhol nella celebre frase "In the future everyone will be world-famous for 15 minutes".