Interventi a gamba tesa

La precocità di Elmas ci dice molto sul suo conto

elmas

Eljif Elmas ha compiuto da pochi giorni 20 anni, età in cui un calciatore è ancora argilla fresca tutta da plasmare e con una carriera interamente proiettata al futuro. D’altro canto a 20 c’è davvero poco o nulla alle proprie spalle, se non consideriamo l’universo a sè del calcio giovanile: ciò però non vale per il centrocampista azzurro, che può già mettere a bilancio 116 partite ufficiali fra club e nazionale, condite da 15 gol.


Non sono tanto questi numeri però a rendere conto della straordinaria precocità con cui Elmas ha bruciato le tappe, quanto il fatto che abbia saputo imporsi in fretta in contesti difficili come Fenerbahce (il derby intercontinentale “fa tremar le vene e i polsi” anche ai veterani, figuriamoci agli adolescenti) e Napoli. Ovvero una delle squadre dall’approccio più conservativo in Italia, che può vantare un’ossatura di base che ha già superato il lustro in cui spesso è stato difficile inserirsi per i nuovi acquisti, specialmente se giovani.

Elmas ha (per ora) avuto successo là dove in molti (Rog, Diawara ma anche giocatori che lontano da Napoli hanno fatto benissimo come Duvan Zapata) prima di lui hanno fallito miseramente: il giovane macedone è riuscito a ritagliarsi parecchi minuti, guadagnando uno spazio sempre maggiore all’interno delle rotazioni di Ancelotti. Non un semplice ricambio buono per il turn-over prima delle coppe europee ma una pedina sempre più importante nello scacchiere dei partenopei.

E, per quel che può valere, ad Elmas è bastata una sola partita da titolare per guadagnarsi uno spazio nelle nostre considerazioni sparse.

Cosa ci dice di Elmas questa sua capacità di bruciare le tappe? Quando si è di fronte a un giovane che è riuscito a percorrere in maniera così repentina la sua scalata al calcio professionistico spesso il profilo in questione è quello di un diamante grezzo, dotato di un talento particolarmente sviluppato in un fondamentale specifico che gli permette di emergere e che farà da base per la sua maturazione. Al contrario Elmas ha già accumulato nel suo bagaglio tecnico un gran numero di competenze: presentato al suo arrivo al Napoli come trequartista moderno che ama ricevere tanti palloni e svariare lungo tutto il fronte offensivo, in azzurro ha giocato esclusivamente nel cuore del centrocampo, spesso in luogo di Allan, ereditando dal brasiliano il delicato ruolo di ago della bilancia in una squadra che troppo di frequente finisce per spaccarsi in due.

Un mediano con licenza di sganciarsi in avanti per sfoggiare tutte le sue qualità tecniche in conduzione.

La cosa sorprende solo in parte: al Fenerbahce infatti Elmas è stato utilizzato praticamente in tutti i ruoli della mediana, privilegiando il ruolo di trequartista ma non sfigurando come esterno sinistro né come mezzala in un centrocampo a tre. Tuttavia durante la sua esperienza turca aveva palesato qualche difetto di troppo quando si trovava nella zona nevralgica del campo, facendo ipotizzare quindi una certa difficoltà in una mediana a due uomini come quella partenopea.

Come molti giocatori con vocazione offensiva, anche quando si trova a difendere Elmas tende a farlo puntando subito al pressing aggressivo sul portatore palla, senza pensare troppo al posizionamento dei compagni. Cosa che può creare dei problemi se, come in questo caso, la pressione va a vuoto e la squadra si sbilancia.

La crescita del ragazzo, dopo pochi mesi di Serie A, procede in modo graduale ma ininterrotto: le statistiche difensive fatte registrare in queste prime 5 presenze in Serie A pongono il rendimento del neo-azzurro in linea con quello degli altri colleghi di reparto (fatta eccezione per il solito Allan). Una crescita che non ha lasciato indifferente neppure il c.t. della nazionale macedone, il quale a proposito del suo assistito sentenzia: “Dopo un mese l’ho trovato già migliorato”. In effetti da quando è in azzurro Elmas ha giocato sempre e soltanto nella posizione sulla carta meno congeniale per lui, offrendo di volta in volta garanzie importanti. Che si tratti di giocare dall’inizio per garantire equilibrio, o di un subentro a gara in corsa per gestire il risultato, il ventenne azzurro si è sempre fatto trovare pronto, balzando all’occhio per la tranquillità con cui gestisce il pallone nella zona nevralgica del campo.

E per la sua notevole faccia tosta: guardate come gioca il suo primo pallone toccato in Serie A. Al suo ingresso, il Napoli sta vincendo una complicatissima gara contro la Fiorentina, e l’ingresso di Elmas per Allan è mirato a dare forze fresche e garantire una più facile gestione della sfera per contenere l’arrembaggio dei viola.

Ci troviamo insomma di fronte a un giocatore la cui precocità ci dice già molto delle sue qualità: personalità che trasuda in ogni sua giocata, sicurezza nei propri mezzi non comune fra i suoi coetanei, grazie alla quale non si tira indietro quando si tratta di forzare una giocata, ma al contrario cerca con insistenza la soluzione più diretta per avvicinare il pallone alla porta avversaria, accolandosi con serenità eventuali rischi e pericoli.
Ma, soprattutto, una straordinaria voglia di emergere, di lavorare giorno dopo giorno per migliorarsi e spingersi ogni volta al di là dei suoi limiti, di “dimostrare di essere sempre all’altezza della situazione”, citando ancora il selezionatore macedone.

In conclusione, la precocità di Elmas è quella di un giovane talentuoso che studia da centrocampista totale, che ambisce legittimamente a raggiungere il vertice e non vede l’ora di farlo. In questa scalata al successo sulla quale il giovane macedone si è incamminato Napoli può rappresentare una tappa fondamentale per la sua carriera: alle pendici del Vesuvio infatti Elmas trova Ancelotti, uno dei migliori maestri possibili per un giovane centrocampista, che può riuscire ad affinarne i numerosi talenti e smussarne i residui difetti. La sfida sembra allettare parecchio il tecnico di Reggiolo, il cui parere positivo ha dato l’accelerata decisiva alla trattativa col Fenerbahce (che, prima di accettare l’offerta di 16 milioni più bonus, avevano registrato un interessamento anche da parte dell’a.d. nerazzurro Marotta).
La speranza a Castelvolturno è ovviamente quella di replicare, per quanto possibile, lo straordinario lavoro che ha portato Fabian Ruiz a diventare, nel giro di una stagione, uno dei migliori esponenti del suo ruolo nell’intero panorama calcistico europeo.

Riuscirà il macedone ad iscriversi all’esclusivo club dei giovani centrocampisti più promettenti del continente? Riuscirà Ancelotti a ripetersi? Sono domande cui solo il tempo potrà dare risposte: tempo che, a vent’anni appena compiuti, può e deve essere un alleato prezioso per Elmas. Il quale, dal canto suo, non è abituato a perdere tempo, e sembra ancora una volta pronto e determinato ad azzannarlo con la consueta voracità.


 

Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.