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3 min

- di Jacopo Landi

Top of the Flop, 6a giornata

Top

Ribery: “ma figurati, a 36 anni se lo lasciano andare è perché è bollito...” Le ultime (poco) lungimiranti parole famose. Un folletto di classe e personalità, mai così concreto in carriera. Segna un goal di bellezza esagerata che per tipologia richiama vagamente quello di Cassano col Bari contro l’Inter, con Frank che in questo caso ne manda due al bar prima di spiazzare Donnarumma con una naturalezza quasi magica. A questo c’è da aggiungere vagonate di personalità e la naturale alchimia che ha stabilito con Chiesa oltre al fatto che riesce a far giocare meglio i compagni. Di acquisti buoni se ne fanno tanti, a condizioni così vantaggiose molto pochi. #mostruoso, voto: il professore

Sensi: c’è o non c’è te ne accorgi subito. Con Brozovic sono il 90% della rivoluzione interista. Corre senza sosta, sempre lucido e pericoloso in fase di conclusione. Un folletto inesauribile. Segna, fa segnare, per fare di più dovrebbe trovare una cura al mutismo selettivo di Handanovic. Se 25 milioni per acquistarlo in estate sembravano tanti, a neanche fine settembre, sembrano un prezzo da saldo estivo. #Pepita, voto: 25 milioni di baci

Ad oggi, uno dei migliori 2-3 centrocampisti del nostro campionato.

sensi top flop

Gomez: coast to coast che neanche il Concorde ai bei tempi. Va bene che il Sassuolo si difende meno di una pornostar col pelato di Brazzers ma il Papu fa un’azione e marca un goal assolutamente senza senso, portando alla memoria il re della disciplina, sua maestà Nicolino Berti. Si capisce subito che ha voglia di giocare, segna, fa assist, galleggia tra le linee risultando imprendibile. Un Gomez così speriamo di rivederlo presto anche in Europa. #Euro10, voto: Lamborghini Gallardo


Flop

Kolarov: un cecchino infallibile. Fallisce. Scherzi a parte a Lecce va in scena un Kolarov stanco, provato dai tanti chilometri di questo filotto iniziale. L’età non più giovanissima e il modulo esasperato di Fonseca possono aver contribuito. Poco male, l’errore non incide sui tre punti e come personalità Kolarov rimane indispensabile per questa Roma e il suo processo di maturazione. Certo che ci sono rigori e rigori e ieri sarebbe stato meglio non topparlo. #ArcangeloGabriele, voto: Santa Maria

Di Francesco/Andreazzoli: diciamo che nessuno dei due può far leva su un capitale umano di livello, soprattutto DiFra, però le idee tattiche e la convinzione delle squadre mostrate finora sono davvero approssimative. Piange il cuore a vedere Genova ridotta così e due allenatori talentuosi non capire quale gatta pelare. Speriamo che entrambi si riprendano quanto prima, sotto tutti i punti di vista. #Confu©ion, voto: io speriamo che me la cavo

Giampaolo: non so cosa fosse quello che è andato in scena ieri sera a San Siro ma sono abbastanza sicuro che non fosse calcio. Gente ammucchiata che corre dietro a un pallone che non vede mai. Il carattere di un Toninelli qualsiasi e l’idea di gioco tipica di un gioco brutto che quasi non esiste. Ora, chi ci legge sa quanto poco crediamo nei “maestri di calcio” ma anche volendo ammetterli, Giampaolo ci dovrebbe spiegare le sue idee o in quale diavolo di lingua sta cercando di trasmetterle alla squadra. Giampi, caro, tra i grandi misteri della vita c’è la titolarità di Chalanoglu, quando vuoi spiegarcela noi siamo qui, batti un colpo. #Depressione, voto: Gasparri 

Che disastro Giampi... Che disastro...

giampaolo top flop

Fine delle trasmissioni.

Per ora.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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