Interventi a gamba tesa

Pagelle del GP di Russia

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Sembrava che quest’anno la Russia dicesse bene alle Rosse, invece a Sochi arriva un’inaspettata doccia gelida. La fortunosa doppietta Mercedes cancella i sogni del Cavallino.


Ci avevamo preso gusto, così tanto che già sabato cominciavamo a fantasticare su un altro fantastico uno-due rosso in quella che fu la terra rossa per eccellenza. Invece la sfortuna, e una strategia non perfetta, ci costringe a raccontare una doppietta d’argento. Da uno spiraglio, teorico, per riaprire la lotta mondiale alla definitiva chiusura è bastato un ritiro nel momento meno opportuno. A ogni modo il materiale per le nostre pagelle non è mancato.

Hamilton, voto 9. I vincenti hanno anche culo. A Sochi quest’anno poteva vincere solo così: con una strategia impeccabile e con un bel colpo di fortuna. Se si scorre la sua carriera a partire da Interlagos 2008 è evidente che il ragazzo è dotato anche in questo senso.

Albon, voto 8. La vita in un team dove c’è Max Verstappen non è una delle cose più semplici sulla Terra. Sono soccumbuti in tanti anche con più esperienza. Ma lui non ha pagato pegno e si batte senza timori reverenziali. In Russia ha chiuso quinto appena dietro a Verstappen andando come un missile e riparando a una qualifica così così. Una nuova rivalità interna al team Red Bull si intravede all’orizzonte.

Vettel, voto 8. In partenza scatta come fosse lanciato da una catapulta: manovra da manuale, testa della corsa e scacco a Leclerc. Tutto bello, tranne che gli accordi in Ferrari erano altri e che la vettura lo lasci a piedi nel momento giusto per far perdere il podio a lui e la gara alla Ferrari.

Magnussen, voto 7. Siamo di manica larga, certo. Ma dopo la valanga di sfighe di quest’anno acciuffare qualche punto se non è un miracolo poco ci manca. Per guidare la Haas edizione 2019 bisogna essere uomini veri e Kevin lo è.

Bottas, voto 7. La differenza tra Ferrari e Mercedes è anche nel clima interno. Bottas, “the normal man”, è il compagno che tutti vorrebbero. Veloce, consistente e accomodante. In Russia sforna un’altra gara da scudiero perfetto. Con lui al suo fianco Hamilton andrebbe a correre anche su Marte.

Leclerc, voto 6. In gara era più lento del compagno e senza giochi di squadra sarebbe rimasto dietro. In partenza si fa uccellare lasciando a Vettel la scena. Ha poco da lamentarsi.

Grosjean, voto 5. È tornato a guidare come sa, peccato che la sua gara dura lo spazio di qualche minuto. Il tempo di dare gas e finire per toccarsi con Ricciardo. Peccato.

Gasly, voto 4. La sua crescita subisce una brutta battuta d’arresto in Russia. In casa del “missile” Kvyat non riesce mai a essere competitivo e le prende pure dal compagno di squadra. Uno dei più indecifrabili enigmi della storia recente della F1.

Raikkonen, voto 3. Già in questa pista le Alfa Romeo era un mezzo disastro, ci voleva anche il suo contributo per realizzare il pasticcio perfetto. Parte malissimo e viene pure penalizzato per falsa partenza. Finisce nelle retrovie e lì ci resta. Peggio di così.

Ferrari, voto 2. Benissimo per la ritrovata competitività, malissimo per la gestione dei piloti. Non è uno bel biglietto da visita mettere in pubblica piazza le frecciatine tra Vettel e Leclerc. Come diceva il vecchio detto: i panni sporchi si lavano in casa. Per tornare al vertice serve saper fare anche questo.

Voto 1 ai circuiti cittadini come questo dove il pilota più decisivo risulta quasi sempre Bernd Maylander che, per chi non lo sapesse, è quel pazzo che si è preso l’incarico di guidare la Safety Car.


 

Francesco Andreose, classe 1984, veronese di nascita, milanese d’adozione. Oggi si occupa di comunicazione e social media, ma la sua vera passione è il pallone, soprattutto quello che rotola in provincia. Più bravo con la penna che con i piedi, simpatizza con i perdenti e quando può non si esime dall’essere bastian contrario. All’aridità di numeri e statistiche preferisce la descrizione di un’emozione, la narrazione di un gesto che infiamma una curva. Il tifo per l’Hellas Verona gli ha insegnato a soffrire fin da piccolo.