, , 23 Settembre 2019
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Top of the Flop, 4a giornata

Top

Ciccio Caputo: oggi si traveste da Gesù lui che invece del vino trasforma l’acqua in birra. Opportunista ed elegante, Ciccio nostro è un attaccante di provincia per tutte le stagioni. Esaltato dall’offensivismo di De Zerbi e da un Berardi in stato di grazia; promette di toccare vette ancora più alte dell’anno scorso. Intanto a Ferrara fa giù più paura del pagliaccio di It. #CicciONE, voto: 10 e lode

E via di birra Ciccio nostro

Antonio Conte: cattivo come il tetano, ruffiano come un corteggiatore di Uomini e Donne e letale come una ex moglie. Satura l’ambiente post Slavia e pre derby a livelli ultra tossici e lo fa volutamente per far arrivare i suoi carichi da Dio. Se la partita finisse trentordici a molto poco nessuno avrebbe nulla da ridire ma Candreva e D'Ambrosio non sono per le cose scontate. Quando cala il sipario lascia gli applausi alla propria truppa come solo i grandi. Bravo Antonio, primo esame passato con 30 e lode #BacioAccademico

Lorente: arrivato nel silenzio disinteressato di una Napoli inspiegabilmente sorniona, ci ha messo meno di un erpes genitale a farsi riconoscere. Sempre al posto giusto, sempre letale, con educazione e col sorriso. Spagnolo per caso ma napoletano per carattere, Fernando è quella faccia pulita che solo i principi Disney indossano. Noi lo applaudiamo in silenzio, orgogliosi. #PrincipeAzzurro, voto: lieto fine

Flop

Rodriguez: più inutile di un libro della De Lellis o un film sulla Ferragni. Constatato che il derby non intende sbloccarsi decide di farlo lui, per gli altri. Non spinge, non contiene, non fa diagonali. Fa solo chignon ai capelli ma potrebbero benissimo essere i peli del culo. Non si capisce come al suo nome possano essere legate le parole “calciatore” e “professionista”. Il Demo Morselli elvetico per noi non dovrebbe più calpestare niente che non sia il prato di San Patrignano. #Spia, voto: 30 denari

Sveglia Ricardo, sveglia!

Pjanic: incensato come il Re Mida che trasforma in oro tutto quello che tocca, per ora più che randellate e gialli, quelli sì luccicanti, non ha saputo raccogliere. Impalpabile come una scoreggia in metropolitana all’ora di punta, non smista, non accorcia, non fa una mazza, insomma. Se fosse più inutile probabilmente si chiamerebbe Lucas Biglia. controfigura, voto: 4 km all’ora

Montella: quando non vinci una partita dallo scioglimento dei Beatles, anche oggi in vantaggio di due goal togli tutte le punte e ti fai rimontare da un terzino ma tu non ti perdi d’animo e rispolveri Paolo Fox parlando della Dea Bendata. Montella è un allenatore semplice, si è formato con le vhs di Mazzarri “come perdere quando piove” e “fino al vantaggio avversario non abbiamo demeritato”. Immagina una Fiorentina con un allenatore vero, ehhhhhhh  #Imagine, voto: 666


 

Autore

  • Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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