Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 3a giornata


Top: 

Zapata: devastante, non ci sono altre parole. Decide di vincerla e la vince con un fendente di rara precisione e potenza. Fa ridere solo perché contro ha lo Zapata ex Milan, cugino per altro, che sembra proprio… speciale come cugino. Scherzi a parte è devastante, anche quest’anno metterà in imbarazzo parecchi centrali. #IraDiDio, voto: 150 kg

Mamma mia che botta.

Lorenzo Pellegrini: da qualche parte ho letto “un dieci col numero 7” e qui la chiuderei. Coast to coast, fosforo, conclusioni e passaggi spesso illuminanti. Quando cerchi il centrocampista moderno Pellegrini è sempre presente. Fondamentale per il gioco di Fonseca e il rendimento della Roma. Pilastro fondamentale anche per l’Italia.#‘Cezzionale, voto: il maratoneta

Donnarumma/Bologna: una vitaccia quella del Donnarumma bresciano. Attaccante di provincia offuscato persino nel cognome dal più celebre Giggione milanista. Eppure tira castagne a destra e manca, per altro di pregevolissima fattura. Ieri il Brescia l’ha data su anche e soprattutto per la vaccata di Dessena, ma con un Donnarumma così la salvezza è sicuramente un traguardo possibile. #DonnaRara, voto: 10 e lode

Raramente nello sport si vedono squadre così simbiotiche col proprio tecnico. Solitamente quando questo accade c’è dietro una profonda scossa emotiva. Il Bologna non fa eccezione anche se di questa scossa ne avremmo fatto tutti a meno. E però i ragazzi di Sinisa si rifiutano mentalmente e spiritualmente di darla su a chi che sia e infatti anche ieri l’hanno riacciuffata. Sinergia e cuore, questo è il calcio che ancora ci piace #CiVuoleCuore, voto: 110 dieci e un bel bacio accademico

E dopo la vittoria, tutti a festeggiare con Sinisa…

Flop:

Lazio: si riassume tutto nelle parole di Simone Inzaghi “non siamo ancora una grande squadra”. Peccato però perché con gente come: Immobile, Luis Alberto, Correa e Milinkovic basterebbe davvero un pelino di cattiveria e concentrazione in più per evitare di buttare via punti che ogni anno a fine anno risultano così dannatamente pesanti. #Sperperaggio, voto: 4

De Paul: quando sei il leader tecnico e la tua squadra non sta sfigurando a San Siro ma tu hai piani diversi e inizi a tirare ceffoni che Bud Spencer e Terence Hill possono accompagnare solo. Probabilmente se Rodrigo non ha ancora fatto il salto in una grande squadra (che tecnicamente meriterebbe ampiamente) è per la sua fragilità psicologica. A questo giro contribuisce tanto, troppo, alla sconfitta dell’Udinese. Un leader dovrebbe pensare e agire in maniera diversa. #Fragile, voto: 2

“Ma come, io?”

Giampaolo: in un colpo solo si attira i malumori di spogliatoio e tifosi, boccia il mercato estivo e riesce a portare a casa tre punti contro il Verona agognati neanche stesse giocando la finale Mondiale contro il Brasile. Partendo dall’assunto che chi scrive apprezzava moltissimo il lavoro svolto da Gattuso, pare evidente lo stato confusionale del tecnico nei confronti della propria rosa che viene svezzata come una primavera e fatica tremendamente a esprimere un calcio accettabile. Giampaolo ha tanto, tantissimo da lavorare, questi sei punti ad ora sono la cosa migliore da cui ripartire. #Longobarda, voto: 5 meno meno

Fine delle trasmissioni. Per ora.


 

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.