Interventi a gamba tesa

Pagelle del GP d’Italia

A Monza è festa Ferrari con Charles Leclerc che conquista una vittoria straordinaria dopo aver respinto gli attacchi di Hamilton e Bottas. 


8 settembre 2019, l’autodromo di Monza è testimone della nascita di un nuovo astro del firmamento della F1: Charles Leclerc. Il monegasco della Ferrari dopo la pole di sabato è autore di una gara stratosferica. Resiste prima agli attacchi del mastino Hamilton e poi al redivivo Bottas conquistando la seconda vittoria consecutiva della stagione, anche grazie ad una grande strategia di squadra. Ma soprattutto lasciando un segno indelebile nella storia di questo Gran Premio e della Formula 1. Ecco le nostre pagelle del weekend più emozionante della stagione.


Leclerc, voto 10. A Monza è nata una supernova. La stella più luminosa. Charles Leclerc non vince una corsa compie un capolavoro. C’è tutto: velocità, intelligenza, cattiveria. Il modo in cui si difende da Hamilton è da manuale della tecnica di resistenza, ricorda altre battaglie, altri tempi. Al limite, qualche volta oltre. Uno spettacolo quel viso pulito a fine gara e quell’italiano dall’accento francese che già fa sognare.

Bottas, voto 9. Corre da ragioniere, lontano dai guai, lasciando agli altri i bollenti spiriti. Tratta bene le gomme e nel finale si gioca la vittoria con Leclerc. Dopo qualche gara sottotono il finlandese torna quello di inizio stagione: regolare e intelligente.

Hamilton, voto 8. La battaglia con Leclerc ipnotizza gli occhi degli spettatori. Ci prova in tutti i modi ma il monegasco è più duro di lui. In crisi di gomme è protagonista di un dritto alla prima variante che gli costa il secondo posto che comunque avrebbe ceduto a Bottas con gomme migliori. Per la prima volta, oggi, il suo trono sembra vacillare.

Albon, voto 8. Ecco un’altra stellina nata in questa stagione . Sempre più a suo agio con la Red Bull acciuffa un sesto posto che è figlio di una gara superlativa che ha il suo acme nel primo sorpasso ai danni di Sainz. Un trattato di manovra.

Ricciardo e Hulkenberg, voto 7. Nel tracciato brianzolo le gialle francesi volano e i due alfieri ne approfittano issandosi al quarto e quinto posto, scacciando malelingue e dubbi. Se la vettura è a posto la coppia risponde e si toglie grandi soddisfazioni. I piedi sono pesante e si vede.



Giovinazzi, voto 7. Il ragazzo è in palla, lo si era visto – errore a parte – anche a Spa. A Monza, nel gran premio di casa, corre una gara perfetta sfruttando al massimo la sua Alfa Romeo e chiudendo meritatamente nono. Bene così.

Norris, voto 6. Nella giornata dei fenomeni, ci si aspettava qualcosa anche da lui. La McLaren non lo aiuta, ma nemmeno lui fa molto per mettersi in luce.

Gasly, voto 5. Chiamate un esorcista. Il ragazzo è perso, completamente in balie degli eventi. Il cambio di sedile non gli ha restituito tranquillità e, mentre Albon con la sua ex vettura si mette in mostra, lui si perde nelle retrovie. Irriconoscibile.

Haas, voto 4. Continua l’involuzione del team statunitense. Anche a Monza Grosjean e Magnussen si aggiungono alle chicane del tracciato.

Vettel, voto 3. È tornato il vecchio Vettel, quando si alza il gradiente della tensione lui si scioglie. Questa volta comprometto la sua corsa nelle prime battute con un uscita di pista e con un rientro in pista kamikaze. Delusione fortissima.

Francesco Andreose, classe 1984, veronese di nascita, milanese d’adozione. Oggi si occupa di comunicazione e social media, ma la sua vera passione è il pallone, soprattutto quello che rotola in provincia. Più bravo con la penna che con i piedi, simpatizza con i perdenti e quando può non si esime dall’essere bastian contrario. All’aridità di numeri e statistiche preferisce la descrizione di un’emozione, la narrazione di un gesto che infiamma una curva. Il tifo per l’Hellas Verona gli ha insegnato a soffrire fin da piccolo.