Interventi a gamba tesa

I 10 giocatori da non acquistare all’asta del Fantacalcio


Il mercato è finito, gioiamo insieme! Se fate parte di quella setta che prima che chiuda il calciomercato non muove nemmeno un dito, sarete in procinto di preparare l’asta. Questo articolo è scritto apposta per voi.


Sia chiaro: la lista non contiene i vari Empereur, Bereszynski, Rossettini, Klavan, Mattia Destro, Robin Olsen e via discorrendo verso le viscere più nere della Serie A. Sono nomi in parte provocatori, azzardati, nomi che nelle vostre aste con alta probabilità andranno via a cifre considerevoli. Il nostro consiglio è quello di evitare i trappoloni, o magari il fatidico “flop dell’anno”, spauracchio demoniaco del fantallenatore. Quindi se ci volete bene evitate questi nomi. Se invece ci volete davvero tanto bene, prendeteli  solo per lo sfizio di dimostrarci di avere avuto torto.

Iniziamo.

1 – Fabio Quagliarella

(di Andrea Giachi)

Potrebbe sembrare una follia sconsigliare l’acquisto del capocannoniere della scorsa stagione, chiusa con 26 reti, che per inciso è anche il leader e il rigorista della sua squadra. Ma dopo due annate estremamente prolifiche che hanno fruttato 45 gol in Serie A, Fabio Quagliarella sarà uno dei giocatori più quotati all’asta e rischiate di acquistarlo ad una cifra che stramaledirete per tutta la stagione fantacalcistica. La questione non è meramente anagrafica, anche se stiamo parlando di un giocatore che a gennaio compirà 37 primavere, ma è legata soprattutto al cambio della guida tecnica della Samp. Perso Marco Giampaolo, che ha deciso di imbarcarsi in una complessa avventura al Milan, Ferrero ha deciso di puntare su Eusebio Di Francesco, voglioso di riscatto dopo un’annata decisamente sottotono (eufemismo) a Roma. Il profeta di Sambuceto ha portato in dote il suo quasi inderogabile 4-3-3, all’interno del quale l’attaccante centrale è spesso isolato e deve sobbarcarsi una mole di lavoro decisamente importante per aprire gli spazi ai compagni. Non proprio il sistema di gioco ideale per Quagliarella, che ha dimostrato di dare il meglio con un altro giocatore al suo fianco. Inoltre, il gioco fatto di fraseggi e triangolazioni di Giampaolo ne esaltava le qualità tecniche, mentre la spasmodica ricerca della verticalità del nuovo tecnico potrebbe penalizzarlo.  A questo aggiungiamo che gli attaccanti centrali non hanno mai segnato moltissimo con Di Francesco (chiedere a Dzeko per conferme) e che dovrebbe arrivare, nello stesso ruolo, il suo feticcio Defrel. Tutto lascia presagire un’annata decisamente più complessa e avara di soddisfazioni per il capocannoniere dell’ultima Serie A.

Nel migliore degli scenari possibili, Quagliarella riuscirà, anche grazie agli 8 rigori segnati, a portare stoicamente a casa un bottino di 15 reti e potrebbe costituire un ottimo secondo attaccante per la vostra rosa fantacalcistica. Nel worst case scenario, che in fondo è quello che si avvicina di più al pronostico, finirà ad immalinconirsi tra tribuna (per via di vari infortuni muscolari dovuti alla pessima preparazione) e panchina, vittima illustre del continuo evocare “il mio calcio” da parte del tecnico. Il suo fantomatico calcio non si vedrà mai, così la Samp, complici le poche idee lì davanti, si troverà invischiata nella lotta per non retrocedere ed a Marzo esonererà Di Francesco puntando sull’esperienza di Beppe Iachini. La salvezza arriverà all’ultima giornata in un triste 0-0 contro la Fiorentina e Quagliarella chiuderà con 6 reti all’attivo.

2 – Luis Muriel

(di Matteo Orlandi)

Luis Muriel è come “How I Met Your Mother“. Un inizio prorompente, un progetto magari non originale, con tanti paragoni illustri, ma fresco, pieno di promesse e divertente. Poi più vai avanti e più inizi a capire che le cose si stanno mettendo male, che i personaggi ristagnano nei loro difetti e che tutte quelle aspettative che avevi all’inizio erano forse un po’ esagerate. Luis Muriel è il giocatore della Serie A ad aver segnato più gol nella prima giornata di campionato. Ne ha fatti sei. Due la scorsa settimana alla Spal, due saggi di tecnica, due fulmini imparabili a fil di palo che hanno ribaltato la partita. Luis Muriel è l’uomo che ha segnato più gol nella prima giornata perchè è l’uomo dell’illusione.

La “cotta” per Luis Muriel, una delle malattie più diffuse tra fantallenatori.

Un talento a tratti imbarazzante, una completezza tecnica con pochissimi eguali in Italia, eppure qualcosa non va. La trama delle sue stagioni ricorda quella di 50 volte il primo bacio, il film dove Adam Sandler deve conquistare ogni giorno Drew Barrymore perchè lei non ricorda cosa sia successo il giorno prima. È sempre tutto uguale. Arriva tirato a lucido con la nuova maglia, mette insieme quattro, cinque gol nelle prime giornate, la Gazzetta pubblica il solito articolo che lo paragona a Ronaldo e tutto sembra pensare che sarà la sua annata, che non smetterà mai di sverniciare i difensori avversari, di tirare missili terra aria nel sette, di mantenere una forma fisica accettabile. Tutti ci crediamo, tutti pensiamo che sia un fuoriclasse, tutti ci siamo cascati e tutti ci abbiamo puntato. Adesso si parla anche dell’effetto Gasperini, di una rinascita definitiva che lo consacrerà come quel campione che tutti almeno un istante abbiamo pensato che sia. Peró sapete che vi dico? Per quest’anno puntate pure su qualcun’altro.

3 – Aaron Ramsey

(di Andrea Ravasi)

Arrivato alla Juve a parametro zero e con la nomea di grande giocatore, tutti si aspettano da lui una grande stagione sia in campo che al fantacalcio. Guardando un attimo i suoi numeri però scopriamo che a livello di bonus non ha un grande rendimento. Ha chiuso la stagione in Premier con 4 gol e 6 assist, per un centrocampista offensivo un po’ pochini a mio avviso, soprattutto per essere considerato un top a centrocampo. Inoltre, il centrocampista si ritrova con qualche acciacco fisico sin dalla scorsa stagione che non gli ha permesso di avere una preparazione adeguata e che lo porterà al massimo della forma verso la metà del girone di andata facendoci perdere, a livello fantacalcistico le prime giornate (ricordiamo che l’anno scorso ha perso 10 partite di campionato senza mai essere squalificato un’enormità in termini fantacalcistici). In aggiunta considerando che le Juve gioca con un 4-3-3 che tende a diventare 4-4-2, Ramsey potrebbe essere penalizzato e limitato nelle sue doti di inserimento e tiro a “rimorchio”. Concentrandosi bene all’asta si riescono a fare pescate molto migliori del gallese a un prezzo minore: come potrebbe essere Kurtic o magari allo stesso prezzo dell’ex Arsenal è meglio investire su un centrocampista come Fabian Ruiz che assicura un rendimento maggiore, pensando che i top come Gomez, Chiesa e Milinkovic vadano via a un prezzo maggiore. Quindi state attenti e non fatevi fregare dalla chiamata del gallese.

4 – Hakan Çalhanoğlu

(di Andrea Costanza)

Se dovessi evitare un giocatore starei alla larga dal Sultano. Hai scoperto l’acqua calda, chi se lo compra Hakan Çalhanoğlu, penserete voi. Avete ragione. E però qualche giocatore d’azzardo, con sprezzo del rischio e del pericolo, potrebbe essere tentato di prenderlo a poco sfruttando la sua quotazione al ribasso e sperando in una sua rinascita, anzi, per meglio dire, nascita nel Milan. Fatta eccezione per una breve parentesi sotto la gestione Gattuso in cui è stato determinante ai fini della qualificazione in Europa League, non ha mai impressionato. Da potenziale top-player a eterna incognita, il passo è stato breve.

Peccato, il Çalha ha ottimi piedi, visione di gioco, benché non sia un metronomo calmo e riflessivo capace di dettare i tempi in mezzo al campo, bensì un verticalizzatore frenetico e spesso sconclusionato. Infatti in qualità di playmaker davanti alla difesa, nella prima di campionato, si è trovato come un pesce fuor d’acqua. Da mezzala rende poco visto che tende ad ammosciarsi subito essendo, tra l’altro, piuttosto deficitario nella fase d’interdizione. Come esterno non convince, sebbene abbia dato prova di potersi adattare. Come trequartista, paradossalmente lui che è un trequartista, non è mai stato utilizzato ed è un ruolo attualmente occupato da Suso e volendo anche da Paquetá. Doti balistiche che possono permettervi di ottenere i tanto agognati bonus ne possiede, in teoria; nella pratica, come ben sapete, il discorso si fa più complesso. Il ragazzo è emotivamente fragile. Il suo profilo psicologico assomiglia alla risoluzione di quella diavoleria che è il cubo di Rubik. Ovvero un casino.

5 – Mario Balotelli

(di Leonardo Salvato)

Nel 2015 salutai il ritorno al Milan di Mario Balotelli domandandomi “Ancora tu?”: è sorprendente scoprire che a quattro anni di distanza, ora che Balotelli è tornato nuovamente a disposizione delle nostre fantasquadre, le stesse perplessità che mi accompagnarono allora si ripresentino praticamente identiche.  In verità non abbiamo poi tutti i torti nell’avere una percezione tanto negativa nei confronti di Supermario: l’ex enfant prodige nerazzurro ha vissuto da allora una stagione eufemisticamente poco esaltante nel Milan di Mihajlovic e due esperienze in Francia ove il suo rendimento è stato un pendolo che oscillava fra giornate da finalizzatore implacabile e drammatici black-out mentali che gli son valse tante sanzioni disciplinari (l’ultima delle quali lo obbligherà a guardare dalla tribuna le prime quattro gare di Serie A del suo Brescia). Abbiamo dunque toccato già una delle principali controindicazioni per quanto riguarda Balotelli e il fantacalcio: il numero altissimo, degno di un mediano, di cartellini in cui ogni anno Mario incappa (9 gialli e uno rosso durante la stagione 2013-2014, l’ultima in cui ha racimolato un numero sufficientemente alto di presenze), e quindi numerosi malus che possono costar caro di giornata in giornata.

Ma non è questa l’unica cosa a cui far fronte nel momento in cui si “ingaggia” Balotelli nella propria fantarosa: come per ogni personaggio ultra-mediatico, anche per Balotelli bisogna mettere in conto la considerazione che ha di lui l’opinione pubblica (nel nostro caso il pagellista che darà i voti dopo ogni gara), che inevitabilmente farà da filtro ulteriore quando si dovranno giudicare le sue prestazioni in campo. D’altronde il passato ci insegna che è già stato così: il giudizio nei confronti di Supermario è infatti più severo e meno disposto a soprassedere su eventuali brutte prestazioni o errori tecnici, specie se decisivi ai fini dell’andamento della gara (sempre prendendo in analisi la stagione 2013-2014, la media voto è stata fra le più basse di tutti gli attaccanti). Prendendo Balotelli dunque si prende un attaccante di una piccola, ovvero una squadra che spesso non si farà problemi a chiudersi in difesa e ad accontentarsi di un pari, magari anche capace di garantire fra i 10 e i 12 gol, ma i cui bonus saranno bilanciati in negativo da un consistente numero di malus e vagonate di votacci che puniranno, le giornate in cui non sarà in grado di timbrare il cartellino. Quanto può essere utile alla vostra squadra un giocatore del genere, con un nome importante e pagato ben più di profili a lui molto affini?

Beh, in un articolo che lo sconsiglia per il Fantacalcio, non ce la vuoi mettere una bella foto di Mario che scende dal Ferrarino?

6 – Alexis Sanchez

(di Matteo Tencaioli)

Si, hai letto bene. Alexis Sanchez. Proprio lui, quello che insieme a Di Natale ha formato una delle migliori coppie della Serie A. Quello che ha giocato nel Barcellona, poi è volato a Londra, a Manchester ed ora è sbarcato a Milano. Il migliore marcatore della nazionale cilena, capace di strappare uno stipendio di 12 milioni di euro netti allo United. Quindi? Perchè dovrebbe fallire al Fantacalcio? Intanto parliamo di un giocatore che da un anno e mezzo si trascina stancamente nei campi della Premier. Colpa della squadra, dice qualcuno, ma se gli inglesi sono disposti a pagare il 60% del suo stipendio all’Inter pur di liberarsene qualche dubbio viene, soprattutto perchè arriva in prestito secco: segno che non si tratta di un’idea a lungo termine, ma più probabilmente di un impiego part-time, magari per far valere la sua esperienza in Champions League (quella che per il Fantacalcio non conta).

Di questa coppia troppi ricordi però, occhio alla lacrimuccia…

Vogliamo essere ottimisti? Siamo certi che a 31 anni si voglia rimettere in gioco grazie alla cura Conte? Va bene. Fingiamo che sia il migliore Sanchez di sempre e guardiamo le statistiche. All’Udinese fece 12 goal nella sua stagione migliore ed un totale di 9 nelle due precedenti, complice qualche infortunio qua e là. Va bene, è un assist-man e prende voti molto alti. Ma vale la pena per il prezzo che lo pagherete, magari chiamato quando gli attaccanti cominciano a scarseggiare e l’asta si farà calda? La varrebbe se replicasse la straordinaria stagione all’Arsenal in cui fece 30 reti, ormai tre anni fa, ma rischiate di trovarvi in rosa un giocatore pagato il doppio di Ciccio Caputo che non farà la metà di suoi goal.

Sono pronto ad essere smentito, perchè puntare sul flop di un campione è sempre un rischio, ma se dovesse capitare non dite che non vi avevo avvertito…

7 – Franck Ribery

(di Carlo Cecino)

Dribbling sopraffini, tecnica eccelsa e assist prelibati. Nell’immaginario collettivo quando si pensa a monsieur Franck Ribéry si hanno negli occhi le sue gesta da danzatore con la palla tra i piedi mentre sbalordisce le platee internazionali in maglia Bleu o con il Bayern Monaco. Ma bisogna essere realisti, quel talentuoso numero sette è ormai un campione finito in soffitta perché, ahimé per lui e per tutti gli amanti del fùtbol, il contachilometri sta viaggiando oltre i limiti consentiti pure per Scarface. Ciò nonostante, è impossibile non essere abbagliati dall’approdo di un fuoriclasse – come lo è stato il 36enne di Boulogne-sur-Mer – in Serie A, ancor di più se si considera che difenderà i colori della Fiorentina, quelli di un team alla ricerca di palcoscenici più consoni alla propria gloriosa storia.

C’è tanto hype attorno a Franck, è indiscutibile, perché il suo arrivo porta anche dal punto di vista del marketing e del valore assoluto della rosa un certo upgrade al club del presidente Commisso, ma non si può non tener conto di alcuni fattori fondamentali correlati al Fantacalcio: Ribéry non è mai stato un goleador, conosce molto bene le infermerie e gli staff medici, e soprattutto al fanta non si vince con il romanticismo. Vedere il neo-numero 7 fiorentino sgusciare tra i difensori della Serie A e saltarli come birilli potrebbe risultare una visione platonica, considerando che Ribéry viene da tante problematiche fisiche e le difese del campionato italiano sono tra le più ermetiche da far aprire. Per di più, l’ultima volta che il nuovo pupillo della tifoseria toscana è andato in doppia cifra di marcature risale a cinque anni fa. Sicuramente il folletto ex OM sarà utile per la crescita dei talenti Sottil e Vlahovic – in fase di maturazione in riva all’Arno – ed inoltre calamiterà su di lui attenzioni prima destinate totalmente a Chiesa, tuttavia spendere fiumi di crediti per un Ribéry che porterà in dote alla vostra fantarosa quattro reti, quattro assist e voti alterni (oltre ai singolari acciacchi prima di Fiorentina-Brescia o Fiorentina-Hellas che tanto vi daranno fastidio) non sarà redditizio.

P.s. Ricordatevi infine che il tecnico della viola è Vincenzo Montella…e la Fiorentina non ha Thiago Alcantara, Lewandowski, Neuer ecc ecc.

Franck è sconsigliato anche per chi cerca di fare una squadra carina da vedere.

8 – Josip Ilicic

(di Giacomo Gieda)

La stagione 2018-2019 di Ilicic è stata a dir poco stupefacente: 12 reti, 7 assist, una media voto costante e un ottimo jolly per ogni rosa. Lo sloveno ha trovato in Gasperini e nella Dea una maturità che a 31 anni in tanti, troppi, consideravano ormai impossibile. Eppure il sottoscritto, abbonato fedele sin dal primo anno a Palermo ha deciso di non rilanciare per lui, al punto da consigliare a chiunque di non farlo: perché? Le motivazioni sono più semplici di quanto si creda: in primis, l’Atalanta vivrà una stagione storica con la prima partecipazione alla Champions League, ed è molto probabile che in campionato Ilicic venga lì dove possibile risparmiato.

In secondo luogo era e rimane un giocatore molto fragile fisicamente: il rischio di infortuni di breve-media entità è sempre dietro l’angolo, ed è proprio in quest’ottica che Gasp ha provato e riprovato (con scarsi risultati ahimé) Pasalic nel ruolo, così come le due punte con Muriel, più facile da integrare con Zapata come abbiamo visto nel dominante secondo tempo con la Spal. Infine, ragionando in maniera squisitamente fantacalcistica, saranno in tantissimi a contendersi il numero 72 nerazzurro: investire tantissimi crediti in un giocatore il cui estro e talento sono indiscutibili, ma che potrebbe in ottica impegni europei trovare meno spazio in campionato è una scelta poco saggia.

9 – Krzysztof Piątek

(di Andrea Ravasi)

L’hype fantacalcistico per Piatek dopo l’ottima stagione dell’anno scorso è ai massimi, come dimostra la sua quotazione nel listone – secondo solo dopo CR7 – ma secondo me il polacco non vivrà i fasti dello scorso anno, per cui è un giocatore su cui non puntare. La prima considerazione che mi porta all’affermazione precedente è il fatto che nel Milan Piatek lo scorso anno ha segnato 9 gol, soprattutto nel prime uscite, per poi avere una flessione del rapporto con la porta complice il fatto che i difensori prestano molta più attenzione quando giocano contro il Milan. In aggiunta, l’effetto sorpresa è svanito e se agli inizi della scorsa stagione nessun difensore probabilmente conosceva le sue doti di realizzatore quest’anno mi aspetto che molti centrali ne abbiano preso le misure per limitare le sue doti realizzative. Infine, giungiamo ai problemi del Milan in fase di costruzione: con il 4-3-1-2 i rossoneri hanno innumerevoli problemi ad arrivare in zona gol dovuti all’assenza, in modo particolare, di un vero trequartista e di una seconda punta. Inoltre, la mancanza di terzini di spinta limita la manovra rossonera.

Piatek risulta quindi l’unica soluzione offensiva del Milan che se limitata blocca la vena realizzativa dell’attacco rossonero. Fantacalsiticamente parlando avere il maggior terminale di una squadra è sempre un’ottima cosa, ma per il prezzo che nelle aste avrà Piatek, con rilanci vertiginosi non vale la pena spendere, sia perché è difficile che lui si ripeterà sia per i problemi rossoneri. Quindi la domanda che dovrete porvi, tenute conto le premesse iniziali, è la seguente: Sono disposto a spendere un terzo del mio budget per avere in rosa la punta dell’ottava forza del campionato? Se anche per voi la risposta è no puntate su Belotti, Zapata o Pinamonti che andranno via a un prezzo minore e avranno lo stesso rendimento realizzativo.

Se non ve la ricordavate, ricordatela.

10 – Wojciech Szczęsny

(di Alessandro Ginelli)

Ci sono almeno tre motivi per non comprare Wojciech Szczesny al Fantacalcio 2019/20. Il primo è presto detto: volete mettere la difficoltà di scriverlo sulla lista degli acquisti oppure cercarlo su Wikipedia ogni volta che nei gruppi Whatsapp vi volete lamentare dei gol presi? Una fatica che ci si puó tranquillamente risparmiare. Questo anche perchè in soccorso arrivano gli altri due motivi ad avvalorare la tesi secondo cui non è questo l’anno per svenarsi per Wojciech. Uno porta il nome di Gigi Buffon, romantico cavallo di ritorno che ha rimesso piede in Italia con un obiettivo chiaro in mente: giocare almeno 8 partite e battere il record di presenze di Paolo Maldini. Quest’intenzione (semi)dichiarata ai quattro venti potrebbe portarvi non pochi problemi in sede d’asta, con gli avversari pronti a farvi spendere cifre folli per il “pacchetto portieri Juve”. Infine acquistare quest’anno Szczesny (e ridaje con la difficoltà del nome) vi porrebbe di fronte l’incognita sulla nuova fase difensiva della Juventus, che con la cura Maurizio Sarri dovrà necessariamente modificare il proprio modo di pensare, e che almeno nei primi tempi potrebbe soffrire l’assimilazione dei nuovi concetti di difesa in avanti, spalancando praterie nella retroguardia bianconera ed inducendo qualche malus in più per il numero uno polacco con il nome di un router. Quindi, tutti insieme: cosa rispondiamo a chi ci chiede se lo prendiamo al Fantacalcio? Not today.


 

La redazione di Sportellate.it nasce in un attico riminese nell'estate del 2012. Oggi è la voce di una trentina di ragazzacci da tutta Italia. Non ama prendersi troppo sul serio.