Interventi a gamba tesa

Pagelle del GP del Belgio

 

A Spa-Francorchamps arriva la prima vittoria in carriera per Leclerc e il primo squillo stagionale per la Rossa. È l’epilogo di un weekend dominato ma stravolto dalla morte di Hubert in F2.


La prima vittoria di Leclerc in Formula 1 doveva arrivare. È arrivata nel momento peggiore, nel weekend che fa registrare la morte del giovane pilota di F2 Anthoine Hubert, nei giorni in cui un’ombra di tristezza spegne ogni sorriso. Arriva un successo vero, voluto fin dalla pole di sabata e difeso in gara dagli attacchi di un agguerrito Hamilton.

A Spa, dopo un periodo di vacanza tornano anche le nostre pagelle:

Leclerc, voto 10. Il primo squillo in F1 doveva arrivare prima o poi, ed è arrivato in un weekend difficilissimo. La morte dell’amico Anthoine Hubert è una botta tremenda che costringe il monegasco a trattenere le lacrime dietro la visiera abbassata e a onorare Anthoine con la vittoria. La prima in F1, correndo da ragioniere come faceva il collega meno famoso: senza rischiare troppo, ma risultando dannatamente efficace.

Albon, voto 8. Va bene la Red Bull di quest’anno è una macchina uscita bene e far meglio di Gasly non sembra un’impresa galattica, ma il thailandese di Londra ha impressionato per la tranquillità con cui ha gestito una gara problematica. Partito dal fondo è risalito fino al quinto  posto a suon di sorpassi e manovre da manuale. Se il buongiorno si vede dal mattino…

Norris, voto 8. Un altro che quest’anno sta facendo vedere numeri da fuoriclasse. Esce indenne dal caos della partenza e poi con intelligenza si issa fino al quinto posto prima che il suo motore decida di abbandonarlo a pochi chilometri dall’arrivo.

Hamilton, voto 7. Nella prove libere di sabato distrugge la sua Mercedes costringendo il team a un lavoro extra e in qualifica non è mai della partita.  Ma in gara torna il mastino di sempre anche quando sembra decisamente in giornata no.

Vettel, voto 6. In qualifica le prende da Leclerc. In gara prova a riscattarsi anticipando la prima sosta e portandosi in testa alla corsa. Ma il suo ritmo è altra cosa rispetto al monegasco ma anche agli alfieri Mercedes. Morale: deve lasciare la prima posizione a Leclerc e soccombere a Hamilton e Bottas.

Gasly, voto 6. Retrocesso alla Toro Rosso nel peggior weekend possibile. Il francese si butta tutto alle spalle e risponde con un dignitoso nono posto: il compagno di squadra Kvyat chiude davanti, ma per questa domenica è difficile chiedere di più



Bottas, voto 5. Il solito vecchio Valtteri, fresco di rinnovo è protagonista di un’anonima gara di guardaspalle. È pagato per questo però che palle.

Giovinazzi, voto 4. A che serve correre con il coltello tra i denti, esibirsi in sorpassi da novello Villeneuve Gilles, se poi all’ultimo giro quando, sei al nono posto, stampi l’Alfa Romeo sulle barriere? Peccato perché il talento c’è.

Haas, voto 3. Magnussen e Grosjean non saranno due fenomeni ma sono due buoni piloti.  Vederli viaggiare in coppia per le curve di Spa alla merce delle staccate altrui è di una tristezza rara. Tolta la Williams la Haas è la peggiore vettura del lotto.

Francesco Andreose, classe 1984, veronese di nascita, milanese d’adozione. Oggi si occupa di comunicazione e social media, ma la sua vera passione è il pallone, soprattutto quello che rotola in provincia. Più bravo con la penna che con i piedi, simpatizza con i perdenti e quando può non si esime dall’essere bastian contrario. All’aridità di numeri e statistiche preferisce la descrizione di un’emozione, la narrazione di un gesto che infiamma una curva. Il tifo per l’Hellas Verona gli ha insegnato a soffrire fin da piccolo.