Interventi a gamba tesa

Marquez e l’incubo dell’ultima curva: beffato da Rins a Silverstone

Anche ieri sera, come è già successo due settimane fa, Marc Marquez è andato a dormire con un pensiero disturbante in testa, quello della tendenza personale a essere superato all’ultima curva.

Anche questa volta, infatti, il fenomeno spagnolo è riuscito a contenere il rivale Alex Rins per tutta la durata della corsa prima mantenendo un passo molto veloce per mettere in difficoltà l’avversario poi, nella parte finale di gara, cercando di giocare d’astuzia. Sorpassi, contro-sorpassi, rallentamenti in piena curva: sembrava tutto calcolato per mettere in difficoltà il pilota Suzuki e portarlo all’errore. Ma questa ragnatela di manovre mirate a far cedere i nervi all’avversario ha danneggiato, alla fine, il suo stesso autore, permettendo a Rins di sfruttare una mossa ambigua di Marc all’ultima curva e di vincere la gara per un soffio.

Oltre alla lotta serrata per il primo posto, i punti salienti della gara sono stati la caduta di Quartararo che ha coinvolto anche Dovizioso (una brutta botta per il Dovi che ha passato la notte in ospedale a Coventry), la quasi totale assenza delle Yamaha nella lotta per la vittoria e il ritorno di Jorge Lorenzo che, reduce da un’operazione, non è riuscito a esprimere il proprio potenziale.

Il pagellone:

Alex Rins, Voto 10

In sella alla sua Suzuki Alex aveva dimostrato durante le prove libere di avere un buon passo, ma nemmeno nei sogni più nascosti di Davide Brivio c’era l’idea che Rins riuscisse a tenere testa a Marc Marquez e riuscisse a portarsi a casa il premio più ambito, quello dorato. E invece è successo, così, senza nessun preavviso.
L’ottima ciclistica della Suzuki unita alla capacità di guida di Rins hanno dato vita ad un lavoro perfetto nelle parti guidate della pista, caratterizzato da staccate profonde e cambi di direzione veloci. Sui rettilinei, invece, nonostante la scia favorevole, la Suzuki non è mai riuscita a superare in velocità il motore Honda.

Dopo essere rimasto incollato al posteriore della Honda per tutta la gara, negli ultimi giri Alex Rins ha dimostrato grande maturità nel reggere la pressione mentale impostagli da un Marquez che ha tentato di tutto per far cedere i nervi dell’avversario. Il pilota Honda infatti ha giocato “sporco”, compiendo tante piccole manovre volte a spingere l’inseguitore verso l’errore: curve molto lente, traiettorie inusuali,frenate improvvise per farsi superare e poter poi ri-sorpassare l’avversario. Insomma, Rins è sopravvissuto in una trama di mosse astute messa in piedi da Marquez. All’ultima curva (in cui Alex è entrato in seconda posizione) ha sfruttato la lentezza dell’avversario, intenzionato a portare il connazionale verso l’esterno e magari a farlo uscire leggermente di pista, come successo al penultimo giro, per sorpassarlo all’interno con una velocità di reazione ammirevole e passare sul traguardo in prima posizione per un pugno di millesimi.

Abbiamo, dunque, assistito a un capolavoro firmato da Alex Rins. La ciliegina sulla torta è stata la gioia incontenibile esplosa nel box Suzuki alla fine della corsa; tra i vari tecnici e manager del box va menzionato Roberto Brivio che non è riuscito nemmeno a guardare la gara per via dell’ansia e ha passeggiato per la pit lane per 45 minuti.

Marc Marquez, Voto 7

Un brutto voto non si può dare ad un pilota come Marc che quando “va male” arriva secondo, dunque un 7 pare un buon compromesso.

Su una pista come Silverstone che non è usualmente etichettata come una pista Honda, Marquez è comunque riuscito a far sentire il suo ruggito dal venerdì alla domenica. Il passo dimostrato nelle prove libere lasciava ben poche speranze agli avversari e la pole conquistata sabato sembrava aver ormai chiuso qualsiasi spiraglio per gli altri piloti. E invece la storia ha seguito un percorso diverso e ha dimostrato non solo che Marquez può essere battuto anche quando fa i compiti perfetti il venerdì e il sabato, ma che nel corpo a corpo delle ultime curve si fa spesso trovare impreparato.
Così Marc Marquez, il pilota destinato a infrangere tutti i record di questo sport, per la seconda gara di fila si lascia scivolare la vittoria tra le mani all’ultima curva. Nella ragnatela di tensione e astuzia che Marc ha provato a intessere nella fase finale della gara, alla fine ci è rimasto intrappolato lui stesso.

Nonostante ciò, deve essere sottolineato che Marquez va a Misano con un bel bottino di 78 punti di vantaggio su Andrea Dovizioso in campionato. Insomma, se è insoddisfatto per il sorpasso finale subito, può consolarsi pensando che la pratica mondiale è quasi già chiusa.

 

 

Maverick Viñales, voto 7

Per essere Silverston una pista Yamaha, le Yamaha si sono viste ben poco. Unico barlume di luce in questo buio giapponese è stato Maverick Viñales che ci ha proposto una bella gara, caratterizzata però dai difetti di sempre. Il pilota spagnolo è un gran manico e su questo nessuno può dire nulla, ma ha sempre avuto la brutta abitudine di appisolarsi in griglia di partenza, vivere in dormi-veglia per i primi 10 giri e solo successivamente svegliarsi totalmente e andare e rincorrere chi davanti combatte per il podio. E ieri è andata proprio così. Una partenza sotto tono ha relegato Maverick a combattere con Morbidelli e Miller nelle prime fasi di gara, ma ciò non è stato sufficiente a impedirgli di fare un gran recupero nella seconda parte, superando il compagno di squadra Valentino Rossi e andando quasi a riprendere i due piloti in testa. In questa seconda parte della corsa Mack ha mantenuto un passo incredibile (costantemente sul 2′ oo” basso), come se lui non soffrisse i problemi di consumo gomme che hanno afflitto tutte le altre moto dello schieramento negli ultimi giri.

 Valentino Rossi, voto 4.5

Valentino non aveva dimostrato un passo da alieno nelle prove libere e il secondo tempo in qualifica è sembrato un colpo di fortuna anche a lui, però i tempi non erano pessimi e ci si aspettava che riuscisse a tirare fuori il coniglio dal cappello in gara e lottasse con i primi. Questo, però, non è successo e Valentino si è ritrovato da solo in gara, in 4° posizione, lontano dai primi e lontano anche dal suo compagno di squadra che dopo averlo superato lo ha abbandonato nella solitudine più totale. Va bene la solitudine dei numeri primi, ma se si vuole portare a casa qualche risultato bisogna buttarsi nella mischia e lottare.

Le premesse per portare a casa una bella gara questa volta sembravano esserci, ma il Dottore non è riuscito a concretizzarle.

 

Andrea Dovizioso, S.V.

Quanta sfortuna questo Dovi che per la seconda volta in questa stagione viene falciato.
Partendo in terza fila, Andrea doveva riuscire a giostrarsi bene tra gli avversari nelle prime fasi della gara, purtroppo però già alla prima curva il ducatista si  trovato la moto di Quartararo davanti e non ha potuto far niente per schivarla. La caduta di Andrea è stata brutta e preoccupante, considerata la violenza con cui è caduto al suolo, ma per fortuna sembrano non esserci gravi conseguenze se non una brutta botta al fianco destro. Il pilota rimarrà, comunque, all’ospedale di Covntry fino a domani in osservazione. A lui mandiamo un augurio di pronta guarigione.

Nata a Brescia nel 1996. Fin da piccola si allontana dai giochi, sostituendoli con Valentino Rossi e Michael Schumacher. Studia Lettere Moderne all’Università Cattolica e nella sua vita è riuscita a guadagnarsi un retweet da parte di Paolo Beltramo, con tanto di 15 esaltanti minuti di fama come profetizzò Andy Warhol nella celebre frase "In the future everyone will be world-famous for 15 minutes".