Interventi a gamba tesa

A Brno si corre il MarquezGP: pole da urlo e vittoria in semi-solitaria


In Repubblica Ceca si è assistito a uno di quegli episodi che ti fanno aggrappare alla sedia e trattenere il respiro: non stiamo parlando della gara di domenica, ma della pole position di sabato firmata da Marc Marquez. Il cielo di Brno era brutto e la pista era molto umida, ma poiché aveva appena smesso di piovere quei pazzi del team di Marquez e Marc stesso hanno deciso di fare all-in e mandare il pilota in pista con le gomme slick. Una mossa rischiosa, anzi davvero pericolosa, che però ha fruttato un bottino importante: una pole position di 2,5” sul secondo in griglia, cose da matti.

Alle sue spalle parte Miller, un altro pilota che quando c’è da fare i matti non si tira mai indietro e infatti anche lui ha guadagnato la posizione in griglia di partenza girando con le slick. Dovi partiva 4°, Rins 6°, Rossi 7° e Vinales 9°.
La gara è stata caratterizzata da condizioni difficili: la pista era parzialmente bagnata, ma si stava asciugando e questo ha portato tutti i piloti a scegliere di usare le gomme slick per tutti e 20 i giri.

Al via Morbidelli e Mir cadono subito a causa di un contatto, mentre il resto dei piloti mantiene, in linea generale, le posizioni di partenza. In pochi giri si crea un gruppetto di 4 che saluta il gruppo e comincia a martellare giri su giri con tempi infernali, creando subito un gap tra sé e gli inseguitori: si tratta di Marquez, Dovizioso, Miller e Rins.

Ma andiamo con ordine e presentiamo il pagellone:

Marc Marquez, voto 10

Qui la faccenda sta diventando noiosa, questo pilota non ha più concorrenza. Ormai abbiamo spettacolo nelle prime posizioni solo quando Marquez autonomamente decide di dare spettacolo e ultimamente ciò non significa nemmeno più bagarre ma significa dimostrazione del suo talento da extraterrestre. Così l’apice del divertimento di questa settimana è arrivato da un Marc solitario che ha deciso di regalarci un giro bomba, in qualifica, con le slick sul bagnato. Che dimostrazione di temerarietà e di noncuranza del pericolo.
Per il resto non c’è mai stata una vera possibilità per gli avversari di lottare con lui, nemmeno gli sforzi di Dovizioso in gara sono stati sufficienti per tentare un attacco sul bolide MM93. Anche questa volta abbiamo assistito ad un MarquezGP.

Andrea Dovizioso, voto 8

In gara il Dovi stringe i denti e tenta con tutti i mezzi di restare vicino a Marquez impedendone la fuga per la maggior parte della corsa, soprattutto nelle prime fasi della gara quando lo spagnolo firmava continuamente giri sui tempi di 1,56 alto e 1,57 basso, mantenendo un ritmo infernale e insostenibile per quasi tutti gli altri piloti. Poi la gomma posteriore di Dovizioso ha cominciato il proprio declino e la Ducati del forlivese ha iniziato a dare problemi e a muoversi molto nelle fasi di frenata e di accelerazione. Niente da fare quindi per il pilota italiano che, pur arrivando secondo, perde punti in campionato ed ora è a -63 da Marquez.
Bisogna dire che, in generale, le Ducati stanno ottenendo meno vittorie rispetto allo scorso anno e il Dovi sembra doversi arrendere, sempre di più, al dominio del suo concorrente. Cosa è cambiato dagli ultimi due campionati? Marquez commette meno errori ed è più costante o la Ducati non ha i mezzi per competere con la Honda dello spagnolo in questo 2019?

 

Jack Miller, voto 9

Dopo un sabato da urlo in cui il pilota inglese conquista il secondo posto in griglia grazie all’audacia di osare le gomme slick, il pilota in gara conferma tutta la sua solidità. Superato in partenza dal Dovi e da Rins, riesce a recuperare nel finale la terza posizione sullo spagnolo con una bella lotta a due giri dalla fine. Insomma, come sempre il pilota australiano ha saputo gestire benissimo la moto in condizioni difficili.

Alex Rins, voto 7

Ormai siamo abituati a vedere Alex tra i primi come siamo abituati a bere il caffè la mattina. Eccezion fatta per le ultime due gare in cui ha buttato via punti importanti, Alex continua a confermarsi come pilota di punta della Suzuki (Mir invece, qui a Brno, si è adagiato sull’asfalto alla prima curva del Gran Premio) e come giovane talento in MotoGP. Peccato solo per il degrado delle gomme che gli ha fatto perdere il podio a vantaggio di Miller nel finale, per il resto gara impeccabile dello spagnolo che è riuscito fino alla fine a non farsi distanziare troppo da Marquez e da Dovi là davanti.

Cal Crutchlow, voto 7

Dopo una partenza non delle migliori e una prima parte di gara a metà classifica, Cal si ringalluzzisce come se si fosse improvvisamente ricordato che non c’è pilota migliore di un inglese per gestire situazioni atmosferiche difficili e quindi intraprende una buona rimonta che lo porta a superare Rossi per la 5° posizione e a tentare quasi un recupero sui quattro in testa. Il recupero non gli riesce purtroppo, ma intanto Cal porta a casa buoni punti e strappa un sorriso a Cecchinello.

 

Yamaha: Rossi voto 5.5 / Quartararo voto 7 / Maverick Vinales voto 3

Questa Yamaha ormai regala prestazioni degne di un apecar alla gara della festa della salsiccia. Mai davvero competitiva, mai veloce e allora ci chiediamo a cosa serve avere due ottimi piloti se poi si può puntare solo alle posizioni del gruppo “dei secondi”. Certo, Rossi e Vinales probabilmente non sono ora in condizione psichica e fisica per giocarsela alla pari con Marquez, ma la Yamaha non regala loro nemmeno la speranza di poterci provare. In questo ennesimo brutto weekend Valentino chiude sesto, dopo aver perso il gruppo di testa nelle prime fasi a causa della difficoltà dimostrata nel superare Pol Esprgaro e la sua KTM, mentre Vinales demolisce tutte le speranze nate con il buon warm up della mattina, combattendo sempre intorno alla metà della classifica e passando sul traguardo in decima posizione.
Bravo invece Quartararo che mantiene un ottimo passo per tutta la gara e rischia nella seconda parte di far impensierire Rossi per la sua posizione. Alla fine arriva settimo.

Pol Espargaro, voto 8

Fa fare pazze cose alla sua KTM e per molti giri riesce a mantenere la 5° posizione, creando grossi disagi a Valentino Rossi che, pur avendo un passo più veloce, non riusciva a trovare uno spazio nelle traiettorie di Pol in cui infilarsi. Bravissimo Espargaro che prova a stare in posizioni della classifica a cui la sua moto è poco abituata.

Nata a Brescia nel 1996. Fin da piccola si allontana dai giochi, sostituendoli con Valentino Rossi e Michael Schumacher. Studia Lettere Moderne all’Università Cattolica e nella sua vita è riuscita a guadagnarsi un retweet da parte di Paolo Beltramo, con tanto di 15 esaltanti minuti di fama come profetizzò Andy Warhol nella celebre frase "In the future everyone will be world-famous for 15 minutes".