Interventi a gamba tesa

Tutti i grattacapi di Giampaolo


Benvenuto, Mister Giampaolo. Come già saprai, da queste parti tira un’aria incerta da parecchio tempo ormai. Pare che tocchi proprio a te ripartire da zero, per l’ennesima volta sì, ma questa per davvero. Tuttavia, hai qualche patata bollente per le mani e dovrai trovare la collocazione più adeguata a coloro che sono stati i leader estemporanei e casuali del Milan negli ultimi anni. In ordine sparso, a seguire, eccoti una bella lista dei principali nodi da sciogliere.


Suso

Saltiamo i convenevoli… tanto i meriti e i limiti dello spagnolo li conosciamo ormai fin troppo bene. L’ala rossonera è reduce da una stagione come sempre altalenante, anche se tutto sommato produttiva (7 gol e 10 assist in serie A), ma mai del tutto all’altezza della situazione. Suso vorrebbe essere riconfermato e freme di mostrare tutte le sue qualità al nuovo tecnico, ma questo potrebbe non bastare. Difatti è molto probabile che l’esterno venga tagliato fuori dallo schema di gioco dell’abruzzese, che intende puntare sullo schieramento a due punte supportate dal trequartista. Già in passato, particolarmente sotto la gestione di Mihajlovic (al quale siamo vicini in questo momento delicato), sono emerse le difficoltà dello spagnolo di collocarsi a ridosso degli attaccanti, il che ne riduce la flessibilità e l’adattabilità all’eventuale nuovo modulo. Come del resto appare rischioso l’arretramento dello spagnolo sulla mediana, date le sue esigue capacità di contenimento e l’idea di gioco che ha in mente il tecnico, basato in particolare sull’organizzazione del centrocampo e sul fraseggio corto.

D’altro canto, a quanto pare Suso non ha nessuna pretendente al momento volenterosa di sborsare i 38 milioni fissati nella clausola rescissoria. Per questo circolano voci su un possibile, ma assai difficile, scambio con l’ex pupillo di Giampaolo alla Samp Schick. Tale operazione è sicuramente poco vantaggiosa per il Milan, non solo vista la stagione del ceco, ma anche per la sovrabbondanza in attacco che ne deriverebbe. C’è da dire che se il nuovo tecnico riuscisse a riportare il giocatore ai livelli visti alla Sampdoria, affianco ad un bomber come Piatek, il Milan si troverebbe veramente ad avere una delle migliori coppie d’attacco del campionato. In alternativa, stuzzicante l’idea di intavolare uno scambio con Pastore più un ragguaglio economico.

Più dentro che fuori.



Cutrone

Il ragazzo è considerato un patrimonio della società, amatissimo dai tifosi e con una cattiveria agonistica fuori dal comune. Le sue caratteristiche, tipiche di una prima punta, lo rendono di fatto alternativo a Pjatek, che giammai perderà la maglia da titolare. Per la verità, l’italiano è sempre stato considerato una seconda scelta di fronte agli attaccanti di razza che hanno abitato lo spogliatoio di Milanello e l’utilizzo da seconda punta non ha quasi mai sortito gli effetti desiderati. Il rischio che si corre è dunque quello di perdere l’opportunità di creare una plusvalenza da un lato e di bruciarsi la carriera dall’altro. La quotazione del numero 63 del Milan si aggira intorno ai 25-30 milioni, ragion per cui viene considerato uno dei sacrificabili dalla società.

Quindi, anche se Patrick vorrebbe rimanere a tutti i costi, difficilmente ciò accadrà: l’attaccante è bramato sia dalla Fiorentina che dal Torino, dove potrebbe certamente trovare spazio, oltreché in quest’ultima ipotesi giocarsi anche l’Europa League. Infine, dalle ultime indiscrezioni trapela il desiderio della dirigenza di inserirlo nel difficile scambio, in aggiunta ad un’offerta economica, con Joaquin Correa della Lazio. Ma si sa che è più facile trattare col diavolo in persona che con Lotito. Va in ogni caso tenuto in considerazione che si tratta pur sempre di un ragazzo molto promettente e con ampi margini di crescita. Sembrerebbe più opportuno al momento cederlo in prestito, assicurandosi quindi la possibilità che possa trovare lo spazio necessario per accumulare un maggiore minutaggio ed acquisire più esperienza, per poi magari tornare in rossonero da giocatore completo.

Più fuori che dentro.



Biglia

Uno degli acquisti di maggiore spicco della coppia Fassone-Mirabelli, strappato quasi di forza alla Lazio per 20 milioni complessivi, salvo poi non trovare mai lo spazio atteso negli schieramenti rossoneri. Complici i soliti numerosi infortuni, un pò il ballottaggio quasi mai vinto con Bakayoko nell’ultima stagione, un pò la persistente difficoltà di ambientamento, l’esperienza milanista dell’argentino non è mai decollata del tutto. Difatti, la voglia di lasciarsi è reciproca e priva di rancori. L’unico inghippo è che l’intenzione di Maldini e Boban era quella di rifilarlo alla Fiorentina nell’affare Veretout, mentre i dirigenti viola insistevano per tenere separate le due trattative, fino a far sfumare l’accordo tra le due società. Il  mediano francese, fortemente voluto da Giampaolo, è infatti in procinto di approdare alla Roma. Tuttavia, ciò non esclude che il numero 21 rossonero possa comunque fare le valigie per Firenze, rideterminando i termini dell’accordo. In ogni caso la dirigenza rossonera vorrebbe evitare di creare minusvalenze (la quotazione dovrebbe essere superiore a 6 milioni) specie in questa fase delicata nella gestione dei bilanci, ma non vorrebbero nemmeno trattenere un giocatore che si pone  ai margini del progetto tecnico dell’allenatore e quindi non si sente parte integrante della rosa.

Quasi certamente fuori, pronto per la spiaggia.



André Silva

Un altro colpo in gran stile dell’epoca del “passiamo alle cose formali” costato niente meno che 38 milioni, che ha portato pochi fatti e tante aspettative. Dopo un anno da flop in serie A, l’attaccante sembrava pronto per il riscatto in prestito al Siviglia, dove però non è riuscito ad andare in doppia cifra. Infatti, dopo un inizio stagione da urlo con 7 gol nel solo mese di settembre (tripletta all’esordio), il portoghese è precipitato nell’anonimato più totale, fino ad essere accusato di fingere un infortunio. L’interesse del Milan in questo caso è quello di trarre il massimo profitto in tutti i sensi dalla proprietà del suo cartellino, che sia in termini monetari o di gioco. L’abbondanza di alternative in attacco impone l’esigenza di fare delle scelte e in tal senso il portoghese piace a Giampaolo, che potrebbe affiancarlo a Piatek per formare una linea offensiva letale per la prossima stagione, proprio come piace al tecnico. D’altro canto, il ragazzo fino ad ora non ha mai offerto garanzie circa la costanza del suo rendimento, rimanendo tuttora una scommessa. Qualora non arrivassero soluzioni tangibili per trovare un compagno di reparto degno per il polacco, non è da escludersi che si possa puntare su Silva, a meno che il Marsiglia, già fortemente interessato al giocatore, non presenti un’offerta capace di solleticare l’interesse di Maldini. Il Milan è disponibile a trattare, ma solo a patto che si tratti di una cessione a titolo definitivo, che gli permetta di incassare una somma vicina a quella sborsata per l’attaccante due anni fa.

Un pò dentro, un pò fuori.



In bocca al lupo, Mister Giampaolo

Questi sono soltanto alcuni dei problemi che dovrai affrontare per riportare il Milan ad essere una squadra che vince, convince e fa divertire i suoi tifosi. Sappiamo che il lavoro non ti spaventa e siamo certi che farai di tutto per tirare fuori il meglio dai giocatori a disposizione, ma la società dovrà darti una mano, col mercato in entrata, ma soprattutto con quello in uscita. Ai posteri l’ardua sentenza.

Khrystyna Gavrysh, 4.9.90, nata in Ucraina e cresciuta in Italia. Laureata in Giurisprudenza a Ferrara ed attualmente dottoranda in diritto internazionale all’Università di Padova. Grande appassionata di diritti umani, di Quentin Tarantino e di sport. Milanista fino al midollo, ovviamente per colpa dell’usignolo di Kiev, e incapace di rivedere un gol di Superpippo senza farsi venire la pelle d’oca.