Interventi a gamba tesa

Al Sachsenring Marquez stravince: 10° vittoria consecutiva per lui in terra tedesca

Al Sachsenring abbiamo assistito a una spaccatura interna alla classe regina: una MotoGP che come l’UE viaggia a due (forse 3) velocità. C’è la MotoGP di Marc Marquez, uno sport a sé con un solo protagonista che, quando i semafori si spengono, è in grado di abbandonare il resto della compagnia per andare a vincere in solitaria. 


Anche in Germania è andata così: Marc ha distaccato così tanto gli inseguitori da potersi permettere un arrivo sul traguardo a braccia incrociate, senza fretta e senza paura: solo lui può concedersi una tale dimostrazione di superiorità.
Alle sue spalle troviamo il secondo gruppetto della MotoGP, composto da quei piloti che in questa gara tedesca sono rimasti umani (non alieni come Marc) ma con una marcia in più rispetto a tutti gli altri: si tratta di Vinales (2°), Crutchlow (3°), Rins e Quartararo; peccato che gli ultimi due si siano adagiati sulla ghiaia, abbandonando il campo di battaglia.
Dal 4° posto in giù troviamo gli umani, coloro che hanno combattuto e ci hanno fatto divertire per tutta la gara ma che, osservando i tempi, non sono mai stati in grado di insediare le posizioni da podio: Petrucci (4°), Dovizioso (5°), Mir (6°), Miller (7°) e Rossi (8°).

Passiamo quindi al pagellone:

Marc Marquez, voto 9

Dopo una pole da paura conquistata con il record della pista, in gara il pilota della Honda fa il Marquez della situazione e svanisce dalla vista degli inseguitori, mantenendo un passo infernale. Passa sul traguardo con 4,5 secondi di vantaggio su Vinales e mostra al pilota Yamaha di non avere problemi a tornare al proprio posto (il gradino più alto del podio ovviamente) dopo la “sconfitta” di Assen.
Perché voto 9? Perché così non vale,vincere così facilmente, senza bagarre, toglie spettacolo e divertimento a questo sport; sebbene non sia colpa di Marc ma degli altri piloti, un dieci ce lo si guadagna a suon di gomitate e di sportellate in pista.

Inarrestabile Marquez

Cal Crutchlow, voto 9

Finalmente Cal riesce a non rotolare nella sabbia e a portare a casa un buon risultato. L’inglese è un gran manico, ma ha il brutto vizio di buttare tutto all’aria nel finale; questa volta però è riuscito a capitalizzare l’ottima prestazione e a conquistare il podio. Nel finale è sembrato scalpitante, sempre incollato a Maverick, ma purtroppo a 2 giri dalla fine ha commesso un errore che ha cristallizzato la sua terza posizione.
Complimenti a Cal per il suo terzo posto e per aver fatto tornare il sorriso a Cecchinello!

Maverick Vinales, voto 8

Un altro buon weekend per lo spagnolo della Yamaha che riesce a portare a casa un ottimo risultato.
Come lui stesso ha ammesso nel post gara: “il secondo posto era il miglior posizionamento possibile qui al Sachsering. Marc era imprendibile”. Maverick ha lottato con i denti per mantenere la sua seconda posizione, soprattutto nel finale quando Cal Crutchlow è entrato in modalità mastino e gli ha fatto sentire il fiato sul collo per diversi giri prima di commettere un errore che ha permesso a Maverick di passare sul traguardo secondo.
Tanto di cappello a Vinales per questa prestazione, soprattutto se paragonata a quella del compagno di squadra Valentino Rossi che probabilmente si sentiva già in spiaggia con un mojito in mano e non ha combinato niente di buono.

Le Ducati, voto 6

Petrucci e Dovizioso sono arrivati rispettivamente 4° e 5°, a più di 16 secondi da Marquez, non sono i risultati che ci si aspetta da chi dovrebbe provare a competere per il mondiale. Purtroppo sembra che alla Ducati manchi qualcosa quest’anno, non sembra capace di mantenere le prestazioni necessarie a lottare per la leadership del mondiale. Dovizioso nel post gara si è lamentato del turning: “la Ducati non ha velocità a centro curva e questo è un problema che va risolto, anche se ci vorrà molto tempo”; inoltre, lamenta un po’ di insofferenza verso il metodo di sviluppo della Ducati: “Noi dall’anno scorso non siamo peggiorati, ma non siamo nemmeno migliorati, mentre le altre squadre hanno fatto dei notevoli passi avanti”. Insomma, c’è tanto lavoro da fare se si vuole provare a recuperare punti in classifica e se si vuole lottare per il mondiale nel 2020.

Le Suzuki, voto 7

Rins è riuscito a stare tra le prime posizioni e a combattere coi denti per circa metà della gara, dimostrando ancora una volta di avere la stoffa del campione. Peccato che poi sia caduto rinunciando ad un buon risultato per la seconda volta di fila (era già successo ad Assen). Gli si richiede un po’ più di concentrazione.
Mir fa una bella gara, divertente e frizzante, riuscendo a combattere per la 4° posizione con un gruppetto di piloti esperti e aggressivi come il Dovi, Petrucci, Miller e Rossi. Chiude 6°.

Rossi non c’è

Valentino Rossi, voto 4

Non c’è niente da fare in questo weekend tedesco, serve una vacanza e serve dimenticarsi di alcune prestazioni di questa prima parte della stagione. Dopo una brutta qualifica in cui “conquista” l’11° posizione in griglia, Valentino non riesce mai ad entrare in gara e pur rimanendo fino alla fine nel gruppetto di quelli che si scornano per il 4° posto, non riesce mai ad essere incisivo con la sua Yamaha e resta spettatore passivo dello spettacolo che si svolge a pochi metri da lui.
Passa il traguardo in ottava posizione, sicuramente non è ciò che ci si aspetta da lui.

Nata a Brescia nel 1996. Fin da piccola si allontana dai giochi, sostituendoli con Valentino Rossi e Michael Schumacher. Studia Lettere Moderne all’Università Cattolica e nella sua vita è riuscita a guadagnarsi un retweet da parte di Paolo Beltramo, con tanto di 15 esaltanti minuti di fama come profetizzò Andy Warhol nella celebre frase "In the future everyone will be world-famous for 15 minutes".