Interventi a gamba tesa

Caccia alla plusvalenza


Con questo pezzo si chiude l’analisi economica di Sportellate sul calcio europeo e italiano. Con un po’ di presunzione abbiamo analizzato i “business model” delle società calcistiche basandoci sui dati economici delle squadre nostrane ed europee. Con questo ultimo scritto vogliamo predire cosa potrebbe accadere nel prossimo mercato. Ah, se vi interessa approfondire il tema Fair Play Finanziario e vi siete persi gli articoli precedenti lì trovate ai seguenti link: articolo 1, articolo 2, articolo 3 e articolo 4.


Sarà lui il sacrificato per alleggerire il bilancio dai costi di CR7

Partiamo dalla Juve: con l’acquisto di CR7 la Juve ha piazzato sicuramente un colpo importante da un punto di vista commerciale e sportivo. Anche se per ora non ha dato i suoi frutti soprattutto sul lato sportivo, allo stesso tempo però la Juve si è portata a casa dei costi che il suo livello attuale di ricavi non può sostenere se non facendo ricorso alle plusvalenze. La Juve per non essere sanzionata dal FFP dovrà per forza di cose far ricorso alle plusvalenze sia con i giovani che con i tanti esuberi della propria rosa. Questo percorso è già iniziato a gennaio con le cessioni di Audero alle Samp e Sturaro al Genoa. Soprattutto quest’ultima operazione per la valutazione del giocatore, rimasto fermo per un anno, ha fatto molto discutere, ma va sottolineato come anche in questo caso si tratta di un trasferimento incrociato con Romero del Genoa che prenderà la strada opposta per una valutazione, probabilmente pari ai 40/45 milioni, valutazione eccessiva per il calciatore in se ma che ingloba il valore di Sturaro che verrà restituito al Genoa generando plusvalenze per entrambe le società e miglioramenti di bilancio per ambo le parti.

Nonostante queste due cessioni e altre minori già avvenute, tipo Cerri,  ci aspettiamo che la Juve ceda altri giocatori per recuperare almeno 60 di milioni ulteriori in plusvalenze al fine di poter rientrare senza problemi nei limiti del FFP di quest’anno – il pareggio di bilancio serve soprattutto per l’anno successivo quando non ci sarà più l’utile di due anni fa nel triennio di valutazione – e continuare con la propria campagna di rafforzamento. Chi potrebbe agevolare questa situazione sono Dybala, Sandro e Pjanic oltre ai tanti prospetti della primavera. Oltre a queste uscite e all’acquisto di Ramsey è difficile prevedere altri ingressi alla CR7 quest’anno, quindi ci si aspetta un rafforzamento del reparto difensivo con un centrale ulteriore a Romero per 35 milioni e un centrocampista ulteriore per 40 milioni e altre operazioni di contorno. Risulta evidente quindi, come il mercato in entrata dei bianconeri dipenderà principalmente dalle uscite e dalle occasione che il mercato potrà offrire. Discorso che vale un pò per tutte le società. 

Interpreterà ancora Cavani nel prossimo film?

Passando al Napoli, si può tranquillamente dire che la squadra guidata da Ancelotti non andrà incontro ad una profonda rivoluzione della rosa. Non bisogna aspettarsi, come da politica societaria, grossi investimenti ma sicuramente un paio di colpi da 40/50 milioni arriveranno in casa azzurra, soprattutto perché non ci sono grossi limiti finanziari a impedire questi investimenti. Più che altro, come sempre, dipende dalle scelte del patron e se – anche quest’anno –  vorrà essere lui il Cavani azzurro o ne acquisterà uno. Se vuole provare a vincere sicuramente lui da solo non basta. 

Addio certo, solo un miracolo lo può tenere a Milano.

Saliamo a Milano sponda Inter. Qui la situazione è più interessante sopratutto perché la società è uscita dal SA e quindi avrà più libertà di manovra. Oltre all’arrivo di Godin la rosa dovrà andare incontro a una trasformazione radicale. Gli investimenti maggiori saranno a centrocampo e sugli esterni dove potrebbero essere assestati due colpi da 60 milioni più altri giocatori minori per completare il reparto. Situazione a parte invece per l’attacco: tutto ruota attorno a Icardi, la sua partenza necessiterebbe di un investimento. Difficile che i soldi vengano spesi per Lukaku, più facile per una “vecchia punta” che permetta di mantenere gli ammortamenti, gli intangible sotto controllo e faciliti gli investimenti negli altri reparti. Il tutto dipende dal modulo di Conte: se opterà per le due punte allora il budget per l’esterno verrà dirottato in quel settore.  Oltre all’ex capitano partirà, probabilmente, anche Perisic che permetterebbe un’importante plusvalenza. Ci saranno sicuramente uscite minori e, come negli ultimi anni, vanno tenuti d’occhio i trasferimenti incrociati  soprattutto con la Fiorentina, il Cagliari e la Sampdoria. In questo senso i giovani che verrano inseriti, sempre con re-compra, saranno quasi sicuramente Bastoni e Radu, ma occhio anche ai gioiellini Pinamonti ed Esposito.

Ormai Suso è l’indiziato numero 1 per generare la prima plusvalenza del mercato rossonero.

Spostandoci sull’altra sponda del Naviglio troviamo difficoltà nell’analizzare la situazione del Milan a causa del rinvio della sentenza riguardante il FFP. Nonostante ciò, per rientrare delle ultime onerose campagne acquisti e contando l’arrivo a Gennaio di Paquetà e Piatek non dovrebbero esserci grossi colpi. In uscita Suso, Kessie e Donnarrumma sono gli indiziati per sistemare le perdite di Conto Economico, mentre in entrata la politica sarà simile a quella della Roma di Sabatini: acquisti a basso costo, soprattutto di giovani calciatori, finalizzati alla plusvalenza, sperando poi che il campo porti alla tanto agognata qualificazione Champions. In quest’ottica il lavoro di Giampaolo sarà fondamentale. 

Andando a Roma sulla sponda giallorrossa non si aspettano enormi differenze rispetto agli ultimi mercati: cessioni su cessioni per generare plusvalenze, su tutti Dzeko e Manolas. Come già detto più volte il mercato della Roma non dipende direttamente da scelte societarie o dal FFP, ma dalla struttura societaria delle voci costi e ricavi. Infatti, con i ricavi commerciali bassissimi e costi di gestione che assorbono tutte le entrate per sopravvivere alla norme economiche, le plusvalenze sono l’unica ancora di salvezza. Quindi occhio alle voci uscite, mentre per le entrate ci si affida al talento di Petrachi.

Lotito regalerà qualche colpo a Inzaghi?

Passando ai biancazzurri, come per il Napoli, le scelte di mercato e gli investimenti più che dal bilancio sono limitati dalle scelte di Lotito. Qualora il presidente volesse iniziare a investire in maniera tale da garantire alla squadra una rosa da Champions dal punto di vista economico non ci sarebbero grandi problemi. Inoltre, con il Milan che entra in regime di FFP, anche se non si sa ancora con quale sentenza, e con la Roma in fase calante e i soliti problemi economici, gli investimenti in casa Lazio potrebbero innalzarla in maniera fissa a quarta forza del campionato. 

Resta o parte? Questa la grande domanda a Bergamo.

Chiudiamo con la sorpresa delle ultime stagioni l’Atalanta Il suo modello di Business è limpido e sotto la luce del sole: valorizzazione dei giovani per garantire plusvalenze. Nonostante le parole del presidente “non parte nessuno” è facile ipotizzare la cessione di Mancini e uno tra Hateboer e Castagne. La campagna in entrata non sarà piena di fuochi d’artificio, ma sempre secondo la logica di giocatori a basso costo che possono essere facilmente valorizzati. Sia noi che Gasperini ci aspettiamo un paio di colpi da Champions soprattutto a centrocampo e in attacco. Inoltre, a questi due colpi “promessi dal presidente”, si aggiungeranno altri colpi in caso di partenza di Ilicic o Zapata. 

Chi farà registrare la plusvalenza maggiore?

Questo, è quanto ci aspetta quest’estate da un punto di vista economico sui possibili movimenti di calciomercato, delle squadre che ambiscono ai 4 posti Champions. Come per gli altri anni assisteremo a ipervalutazioni di giovani promesse e scambi incrociati a cifre folli. Non ci dobbiamo stupire di tutto ciò, ne reclamare alla Fifa o alla UEFA in nome della moralità e di maggiore sorveglianza: questo è il calciomercato ai tempi del Financial Fair Play. Che la caccia alla plusvalenza possa incominciare.


 

Nato nel 1994 a Treviglio (BG), laureato in Management presso l'Università L. Bocconi. Tifoso interista dalla nascita e amante del calcio, un poco di buona musica non guasta mai. Collaboratore @Sportellate.