Interventi a gamba tesa

Pagelle del GP del Canada

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In Canada la spunta ancora una volta la Mercedes, vince Hamilton aiutato anche da una decisione dei giudici di gara che ha fatto discutere. Il vincitore morale è Sebastian Vettel, ma i numeri raccontano un’altra storia. Ecco le nostre pagelle.


C’eravamo tutti illusi, a un certo punto credevamo che il Gran Premio del Canada fosse la tappa giusta per vedere la Rossa cogliere la prima vittoria di questa tribolata stagione. Invece è andata come nelle ultime sei gare: vittoria Mercedes con Lewis Hamilton anche se il traguardo l’ha tagliato per primo Sebastian Vettel. Sulla sua testa una zavorra di 5 secondi di penalizzazione per una manovra pericolosa su Hamilton, dopo un rientro da un fuori pista, che vale il secondo posto reale. Davanti a Leclerc a chiudere uno dei podi più discussi della F1. Il Gran Premio del Canada offre materiale abbondante per le pagelle che però abbiamo stilato a bocce ferme per non far parlare solo la pancia.

In un modo o nell’altro vince sempre lui.

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Hamilton, voto 10. Chi vince non si discute. A Montreal mette a segno la terza vittoria consecutiva e prende il largo nel mondiale. Sfrutta l’unica possibilità che aveva: pressare Vettel e indurlo all’errore. Lui fa il suo, i giudici di gara lo aiutano a fare il resto. Comunque sia il solito rullo compressore.

Vettel, voto 9. Certo, si può cavillare. Si può dire che se non avesse sbagliato in quel maledetto 48esimo giro non ci sarebbe state discussioni. Resta il fatto che il tedesco subisce una decisione dei giudici di gara eccessivamente severa che gli distrugge un capolavoro. A fine gara non ci sta e sposta il cartello con l’1 dalla vettura di Hamilton per metterlo sulla piazzola destinata alla sua rossa, poi sale sul podio a prendersi gli applausi invocando il giudizio popolare. Senza paura come chi sa che non ha nulla da perdere. Ci piace la sua umanità e il suo carattere in un giorni in cui la Formula 1 sembra aver perso sé stessa.

Ricciardo, voto 8. Bentornato. Tra i muretti di Montreal si trova meglio rispetto a Montecarlo e dopo una qualifica superba si rende protagonista di una gara pazzesca. La Renault 2019 è quel che è ma veder come tira le staccate Daniel è una gioia per gli occhi. Il piede è sempre caldo.

Stroll, voto 7. Il canadese, quatto quatto, porta a casa due punti, lo fa davanti al pubblico amico, correndo in maniera semplice ed entusiasmando la fidanzata e la mamma che lo seguono dal box. Non è un fenomeno, lo sanno tutti, ma un onesto professionista che ancora una volta dimostra che può stare in F1 con i migliori piloti del mondo.

Leclerc, voto 6. Corre con maturità, senza strafare e senza commettere errori. Porta a casa un podio difendendosi da Bottas ma soprattutto punti importanti per il team in chiave classifica costruttori.

Bottas, voto 5. Il finlandese patisce il caldo. Dà l’impressione di essere in fase di scioglimento: la temperatura in pista si alza sempre di più e lui sembra sul punto di liquefarsi. Siamo alla terza scoppola consecutiva presa da Hamilton, che a questo punto ha ristabilito l’ordine nel suo reame.

Gasly, voto 4. C’era anche lui? Non ce n’eravamo accorti. La Red Bull non è troppo a suo agio in Canada ma il buon Pierre non fa molto per invertire la rotta. Chiude ottavo, dietro a Verstappen, alle due Renault e a un giro dal battistrada. Grandi punti di domanda sul suo futuro.

Giovinazzi, voto 3. Dispiace continuare a bastonarlo ma anche questa volta il pilota italiano delude. L’Alfa Romeo si è persa per strada ma lui ci mette del suo cercando di accorciare la sua ascesa, baciando il famoso muro prima ancora di essere un campione. Vorremmo sbagliarci, ma il “nostro” Antonio è già un fantasma in questa F1.

Voto 2 a chi ha proposto un sedile a Robert Kubica e a lui che ha deciso di riprovarci con l’incoscienza di un teenager convinto di poter ben figurare dopo 9 anni di assenza e soprattutto al volante di un Williams imbarazzante.

Voto 0 alla direzione di gara. Il giudizio sull’episodio tra Vettel e Hamilton è molto controverso e sembra eccessivamente severo nei confronti del tedesco. Anche le tempistiche per la decisione sono da rivedere: dal fatto alla decisione finale passano 10 giri, un’eternità sufficiente per falsare il Gran Premio. Si poteva lasciar correre, come successe a Monaco nel 2016 tra Hamilton e Ricciardo, forse ne avrebbe giovato l’immagine della Formula 1.


Francesco Andreose, classe 1984, veronese di nascita, milanese d’adozione. Oggi si occupa di comunicazione e social media, ma la sua vera passione è il pallone, soprattutto quello che rotola in provincia. Più bravo con la penna che con i piedi, simpatizza con i perdenti e quando può non si esime dall’essere bastian contrario. All’aridità di numeri e statistiche preferisce la descrizione di un’emozione, la narrazione di un gesto che infiamma una curva. Il tifo per l’Hellas Verona gli ha insegnato a soffrire fin da piccolo.