Interventi a gamba tesa

Pagelle dal GP di Monaco

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Cambia il tracciato, non cambia (o quasi) il risultato. A Monaco vince ancora Lewis Hamilton dopo una gara carica di emozioni, Vettel raccoglie un secondo posto che viste le circostanze è il massimo raggiungibile. Sugli scudi Max Verstappen e Charles Leclerc che hanno sfoggiato un atteggiamento da piloti d’altri tempi. I nostri voti ai protagonisti del Gran Premio.


Il Circus arriva a Montecarlo, uno dei GP più affascinanti del campionato e capace negli anni di regalare sorprese. Questa volta però non accade. A tagliare il traguardo per primo è ancora Lewis Hamilton che corona un weekend stratosferico iniziato con la pole sabato. Dietro di lui Vettel che ringrazia la penalità a Verstappen e riscatta parzialmente un fine settimana grigio per la Rossa. Il pasticcio di sabato con Leclerc è emblematico della confusione strategica che regna a Maranello. Poi Bottas che stavolta esce ridimensionato e Verstappen che, insieme a Leclerc, è la nota più bella di questa F1 avara di piloti spettacolari. Ma ecco come cosa riportiamo sul registro dopo la tappa nel Principato.

Hamilton, voto 10. Sabato, all’ultimo momento buono, stampa un giro monstre e si prende la pole. Davanti a tutti, anche in qualifica, dopo che negli ultimi tempi sembrava un po’ appannato. In gara controlla uno scatenato Verstappen che nel finale rischia di buttarlo fuori rovinandogli l’emozione di tagliare per primo il traguardo, con quel casco rosso con la L bianca di Lauda. Colui che l’ha voluto fortemente in Mercedes.

Il bel tributo di Lewis ad uno dei più grandi.

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Gran Premio di Monaco, voto 10. Non crediamo troppo nella forze spirituali, né nella retorica dei defunti che guardano dall’alto e in qualche modo intervengono. Crediamo che se Niki Lauda fosse ancora di questo mondo si sarebbe divertito un sacco a vedere questa gara d’altri tempi. Dove Hamilton e Verstappen si sono dati battaglia fin sotto la bandiera a scacchi e dove un giovane monegasco di nome Leclerc si inventa un sorpasso che sembra tracciato con la bacchetta magica. Insomma, noi che siamo ancorati a questa terra e poco propensi alla dimensione ultraterrena, ringraziamo Monaco per le emozioni che ci ha dato. Nuove finalmente e non più tratte dalla bacheca dei ricordi.

Verstappen, voto 9. Spina sul fianco costante piantata sul costato di Hamilton. Max è terribilmente efficace e fa rendere al meglio la Red Bull. Ci prova fino all’ultimo giro, fino ad arrivare al limite invalicabile di un contatto che a Montecarlo vuol dire fine dei giochi. Fino a rischiare di mandare in frantumi la sua e la gara di Hamilton. Ci ha provato con un gesto estremo alla chicane delle Piscine; la manovra non è riuscita ma doveva esser fatta. È l’essenza del motorsport e dovrebbe tornare a esserlo anche nella Formula 1 che ha costruito la sua storia in duelli come questi.

Vettel, voto 8. Generoso in un weekend che avrebbe tramortito un cavallo. Il botto in Q3 il sabato e le difficoltà con una Ferrari non troppo a sua agio nel circuito del Principato, son cose da togliere il sonno. Fa quel che può, correndo con piglio e soprattutto senza errori. Porta a casa il massimo e in questo momento per lui è già una vittoria.


Leclerc, voto 7. Tutto di romanticismo. Il sorpasso su Grosjean è un capolavoro, ma quel che piace di più è l’atteggiamento con cui scende tra le stradine monegasche. Le sue stradine. Il team gli complica la gara, quindi a lui non resta che provare a guadagnare in pista il maltolto con la leggerezza di chi non ha nulla da perdere. Non gli va bene, che importa? Anche a Gilles Villeneuve è andata storta tante volte, eppure la Formula 1 si ricorda ancora di lui.

Sainz, voto 7. Balla Carlos, balla come sai. Fra i guardrail di Montecarlo fa danzare la sua McLaren, portandola nuovamente davanti alle Renault “ufficiali”. Al sesto posto, prima tra i normali.

Gasly, voto 6. Con un fenomeno in squadra è difficile non sfigurare, lui ci prova dimostrando buone doti nel giro secco: sua la palma di più veloce in gara che vale un punto. Non male comunque per uno che sembra già destinato a una vita da gregario.

Bottas, voto 5. Ci si aspettava qualcosina di più da lui, invece incappa nella prima gara grigia della stagione. Beffato in qualifica da Hamilton è sfortunato nel ritorno in pista dopo il primo pit-stop con la toccata con Verstappen ma soprattutto il danneggiamento del cerchio. Terzo alla fine e soprattutto un po’ più lontano da Hamilton. Peggio di così.

Ferrari, voto 3. Che non sia stagione lo si sa da prima di arrivare a Montecarlo, che quelli della Stella a tre punte siano irraggiungibili pure, ma arrivare a metterci del proprio con un’insostenibile tracotanza è troppo. L’idea di trattenere Leclerc ai box durante la Q1 mentre tutti in pista miglioravano è da galera.

Giovinazzi, voto 2. Abbiamo aspettato tanto per rivedere un italiano in F1 ma non per trovarlo costantemente nelle retrovie a combattere, toccandosi, con Kubica e la sua Williams, la macchina più lenta del circus. Senza speranze.

Williams, voto 0. Neanche nel lento Montecarlo riescono a togliersi dal fondo, non fanno gara a sé perché nell’asfalto del Principato chi sta davanti non scappa più di tanto. Così brutto da sperare finisca in fretta il campionato.


Francesco Andreose, classe 1984, veronese di nascita, milanese d’adozione. Oggi si occupa di comunicazione e social media, ma la sua vera passione è il pallone, soprattutto quello che rotola in provincia. Più bravo con la penna che con i piedi, simpatizza con i perdenti e quando può non si esime dall’essere bastian contrario. All’aridità di numeri e statistiche preferisce la descrizione di un’emozione, la narrazione di un gesto che infiamma una curva. Il tifo per l’Hellas Verona gli ha insegnato a soffrire fin da piccolo.