Interventi a gamba tesa

Roland Garros 2019: The Preview

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Siamo alla vigilia del più importante torneo dell’anno su terra rossa e, insolitamente, non sembra esserci un solo, ineluttabile, favorito. Dal punto di vista dei titoli vinti c’è stata un’insolita alternanza, ci sarà un’altra sorpresa anche a Parigi? Quali aspettative hanno gli italiani? Chi può prevalere? Vediamolo!


Domenica 26 Maggio comincerà ufficialmente il Roland Garros 2019, evento principe della stagione tennistica sulla terra, nonché uno dei quattro tornei del Grande Slam, i più importanti e remunerativi dell’anno. Le qualificazioni sono già partite, ma noi ci concentreremo solamente sui protagonisti che saranno ai nastri di partenza del Main Draw. Prima un breve introduzione al torneo.

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L’impianto tennistico più celebre di Francia.

Storia breve del torneo

La prima edizione dell’Open di Francia risale al lontano 1891, in un torneo con soli cinque partecipanti e vinto dal britannico H. Briggs (il nome completo non è registrato negli annali). Il torneo guadagna crescente fama, fino a divenire, come detto, uno degli eventi di punta della stagione tennistica. Viene disputato su terra, unico slam, e di conseguenza è terra di conquista per i fondocampisti, rimanendo ostico ai grandi giocatori di volo, da McEnroe a Sampras, passando per Becker e Edberg. Primatista di vittorie è per distacco Rafael Nadal, con undici successi, seguito da Bjorn Borg, con sei. Bisognerebbe citare anche il francese Max Decugis, trionfatore otto volte, ma tutte a cavallo fra ottocento e novecento, in un periodo poco assimilabile a quello che è il tennis degli ultimi sessant’anni almeno (periodo in cui hanno giocato Borg e, molto più tardi, Nadal). Tra i trend topic del pre-torneo c’è anche la domanda: Nadal arriverà a dodici titoli? Ne parliamo più avanti.

Location

Il torneo si disputa nella cornice dello Stade Roland Garros, impianto tennistico situato nel XVI arrondissement di Parigi, vicino al parco del Bois de Boulogne. I campi principali erano tre: il Philippe Chartier, che è il campo centrale, il Suzanne Lenglen, il secondo stadio, e il Court 1, con 3.800 posti per gli spettatori. Novità dell’edizione 2019 un nuovo campo, con 5.000 posti, intitolato a Simonne Mathieu, che sostituirà il Court 1, il quale sarà demolito dopo il torneo 2019. Tutti i campi sono rigorosamente in terra rossa.

I protagonisti

Passiamo ora alla parte più succosa: i giocatori che partono per essere protagonisti.

Rafa Nadal

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È quasi scorretto vincere così tanti titoli…

Il maiorchino, undici volte vincitore come detto sopra, è il campione uscente nonché favorito. La prova di forza messa in mostra a Roma lo pone un gradino sopra gli altri, e la formula dei tre set su cinque esalta la sua solidità mentale e la sua tenuta fisica. Non è stato un Nadal impeccabile però quello che si presenta a Parigi. Negli ultimi due anni arrivava a Parigi con una sola sconfitta e con tre titoli come bottino sulla terra. Quest’anno ha dovuto aspettare l’ultima possibilità (Roma) per portare a casa un trofeo, e, sorprendentemente, ha già all’attivo ben tre sconfitte, due delle quali per due set a zero. Chiaramente, prima di vendere la pelle di Nadal a Parigi bisogna usare tutta la cautela del mondo. L’esperienza dello spagnolo può fare la differenza, infatti, fra i suoi principali rivali, l’unico ad aver trionfato qui è Novak Djokovic, mentre gli altri due giocatori con un Roland Garros in bacheca, Federer e Wawrinka, partono un gradino sotto. Nel 2017 ha vinto senza perdere neanche un set, nel 2018 ne ha lasciato solamente uno per strada (a Diego Schwartzmann). Il 2019 potrebbe essere più combattuto, ma il favorito rimane lui.

Dominic Thiem

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Fidatevi, a Barcellona ha giocato da paura.

Forte di un titolo a Barcellona, Thiem arriva a Parigi con confidenza e con il desiderio di fare l’ultimo step dopo il secondo posto del 2018. La sua versione in terra catalana è stato probabilmente il picco più alto di un giocatore su terra, insieme a Nadal a Roma, in un torneo del 2019. L’austriaco ha giocato un ottimo torneo a Madrid, perdendo dopo due tiebreak in semifinale dal futuro vincitore Novak Djokovic, mentre ha deluso le aspettative a Roma, dove è stato eliminato al primo match dal sempre insidioso Verdasco (scagliandosi contro l’organizzazione, da lui definita scandalosa, non senza ragione). Una grossa incognita per Thiem: contro Nadal riuscirà ad essere competitivo anche nel tre su cinque? Mentre al meglio dei tre set ha dimostrato di essere quasi pari negli ultimi anni, al meglio dei cinque ha sempre preso batoste (in tre match contro lo spagnolo a Parigi non ha mai vinto un set). Vediamo, quest’anno come mai prima potrebbe essere la sua occasione.

Novak Djokovic

Il vincitore degli ultimi tre Slam, Wimbledon e Us Open 2018 e Aus Open 2019, sogna di completare i quattro Slam in fila per la seconda volta in carriera. Per ora le sue performances sul rosso sono state incoraggianti, vittoria a Madrid e finale a Roma. E soprattutto in quest’ultima partita, nonostante la sconfitta subita da Nadal, si deve considerare che Djokovic aveva avuto un tabellone ben più impegnativo ed era rimasto in campo cinque ore più del maiorchino. A parità di fatica accumulata sarebbe andata diversamente? Impossibile dirlo, ma impossibile anche escluderlo. A livello di esperienza e di attitudine alla vittoria in uno slam, Djokovic è l’unico alla pari di Nadal (ci sarebbe anche Federer, ma non pare così competitivo su questa superficie). Lo scorso anno si era scontrato contro un incredibile Cecchinato a livello di quarti di finale. Quest’anno l’impressione è che voglia andare fino in fondo. E che abbia i mezzi per provarci davvero.

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È il giocatore più completo, basterà per battere il King of Clay?

La seconda fila

Facciamo una breve carrellata di quei giocatori che non partono con i favori del pronostico, ma che hanno sicuramente qualcosa da dire in questo torneo. Con un pizzico di fortuna e con un buon tabellone chissà cosa potrebbe accadere…

Stefanos Tsitsipas

Il giocatore che, dopo i tre sovracitati, ha dato le migliori impressioni è sicuramente il giovane talento greco. Finale a Madrid, semifinale a Roma. Da aggiungere una vittoria nel torneo ATP 250 di Estoril. Dopo un inizio stentato fra Montecarlo e Barcellona, Tsitsipas si è guadagnato il sesto posto nel ranking ATP, oltre allla considerazione di “primo outsider”, grazie anche all’inaspettata vittoria su Nadal nella semifinale di Madrid. La sua tenuta nel tre su cinque è stata ottima in Australia, dove ha raggiunto la semifinale. E, nonostante una dura sconfitta ad opera del maiorchino, il suo rimane un grande exploit. Per il greco molto dipenderà anche dal tabellone, con una buona strada nei primi turni potrebbe rappresentare una vera e propria mina vagante per i super-big.

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Considerando età e risultati, siamo davanti a un talento assoluto.

Fabio Fognini

Passiamo brevemente in casa nostra per parlare del miglior giocatore italiano degli ultimi vent’anni, il trionfatore del Master 1000 di Montecarlo, Fabio Fognini. Sarebbe potuto stare anche sopra Tsitsipas, ma un lieve infortunio ne ha condizionato la forma nei tornei successivi a quello monegasco. Ciononostante, Fabio è nel miglior momento della carriera dal punto di vista dei risultati, e la vittoria su Nadal nel principato gli dà la sicurezza di potersela giocare con tutti. Un ottimo risultato non è impossbile. Incrociamo le dita e speriamo in un grande torneo del nostro italiano!

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Se Fabio gioca al suo meglio, non parte battuto contro nessuno.

Roger Federer

Lo stupore iniziale nel vedere il più grande giocatore di sempre tra gli outsider è giustificato, ma ragionandoci la scelta è abbastanza logica. Federer non giocava su terra da due anni. Le motivazioni erano semplici: superficie troppo dispendiosa e poche probabilità di successo. Nonostante le smentite, chi scrive rimane convinto che questa sarà l’ultima annata di Re Roger, e che questa novità della terra sia semplicemente una maniera di salutare e di non farsi mancare nulla in quello che dovrebbe essere l’anno conclusivo di una carriera straordinaria. Siamo molto lontani dagli standard dei bei tempi andati. In due tornei (Madrid e Roma) non è mai arrivato in semifinale, e, nonostante abbia messo in mostra un buon tennis, la formula della partita allungata a tre set su cinque lo sfavorisce. Per lui vedo o una prematura eliminazione o al massimo una seconda settimana dove lascia al primo avversario “tosto”. Rimane outsider perché ha già vinto qui e perché è lui, ma non ci punterei sopra.

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Sono passati dieci anni, paiono davvero troppi. Perfino per lui.

Chi altro?

Per i candidati a fare un bel torneo abbiamo i soliti nomi (Nishikori, Wawrinka, Cilic…) e anche qualche nuovo (Medvedev ha messo in mostra spunti interessanti, soprattutto a Montecarlo e Barcellona…). I tornei maschili raramente lasciano spazio agli outsiders, e al massimo questo succede a livello Master 1000. Negli Slam la solidità è l’esperienza la fanno da padrone. Quello che posso immaginare è al massimo che qualche sorpresa si elevi a livello di semifinale (ricordiamo Cecchinato l’anno scorso). Andare oltre è estremamente improbabile. Lo sport non è una scienza esatta, ma nel tennis gli upset a livello Slam sono stati decisamente rari in tempi recenti (guardate quanti Slam i Fab 4 hanno lasciato per strada negli ultimi 15 anni…).

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Okay Stan avevi vinto, ma quei pantaloncini…

Quello che non ti aspetti più

Stiamo parlando di uno dei tennisti meno in forma del momento: Alexander Zverev. Il tedesco, campione delle Finals 2018, è da tempo immemore indicato come il futuro luminoso del Tennis mondiale. A livello di due su tre ci siamo, a livello di tre su cinque è disastro. Eliminato sempre prima delle semifinali, per un giocatore che vinse il suo primo 1000 nel 2017, poco dopo aver compiuto vent’anni, non è un bilancio soddisfacente. La storia del Tennis si fa con gli Slam, non con i Master 1000. Unico dato a favore di Sasha, la sua miglior performance a livello di Slam è stata qui a Parigi lo scorso anno (eliminato da Thiem ai quarti). Nei tornei su rosso di quest’anno (di livello superiore agli ATP 250) non ha mai superato i quarti, soffrendo alcune inopinate eliminazioni (tra cui quella dal nostro Berrettini a Roma). Tutto punta contro di lui, vuoi mica che sia la volta buona?

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Un 2019 deludente potrà svoltare proprio quando meno te l’aspetti?

Infine, un pronostico.

Concludiamo con un pronostico (anche senza tabellone, perché non è ancora stato sorteggiato). Per me, scusate la banalità, a trionfare sarà Nadal. Arriverà in semifinale senza perdere un set, per poi lasciarne uno a Thiem e due a Djokovic in finale. Se l’austriaco dovesse capitare sorteggiato dalla parte del serbo, a spuntarla sarebbe Nole in cinque set, per poi capitolare contro Rafa in una finale di quattro set. Però io amo le sorprese, quindi spero vivamente di sbagliarmi. Il sogno sarebbe finalmente Thiem, perché, oltre a spezzare l’egemonia del maiorchino, rappresenterebbe un altro passo verso il cambio generazionale. Cambio da cui sono ancora stati esentati gli Slam, sempre nelle mani dei soliti noti. D’altra parte il successo di Nole rappresenterebbe un evento eccezionale, sia per il quarto titolo Slam in fila, sia perché dimostrerebbe che il serbo è il dominatore indiscusso del tennis al momento. Se il successo dovesse arridere a qualcun’altro, già da sola la notizia avrebbe dei caratteri di straordinarietà. Allora sotto a chi tocca, perché, comunque che vada, questo torneo dello slam non potrà essere mai banale!


Nato a Monza il 22/01/1992. Segue lo sport fin da bambino, soprattutto il calcio. Si innamora del tennis negli anni delle scuole medie, anche e soprattutto grazie all'immenso Re Roger Federer, di cui è fan sfegatato. Tifoso del Milan fin da piccolo. Laureato in Matematica. Segue anche lo sci durante la stagione invernale.

4 Responses to “Roland Garros 2019: The Preview”

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