Interventi a gamba tesa

Pagelle del GP di Spagna

13.05.2018 – Race, 1st place Lewis Hamilton (GBR) Mercedes AMG F1 W09, 2nd place Valtteri Bottas (FIN) Mercedes AMG F1 W09 and 3rd place Max Verstappen (NED) Red Bull Racing RB14


Il Circus della F1 arriva in Europa ma i valori mostrati finora rimangono gli stessi: Mercedes davanti e gli altri a inseguire. Anche in Spagna gli alfieri della Stella a tre punte fanno doppietta con Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. Ecco le nostre pagelle.


La Ferrari arrivava in Spagna con tante novità tecniche ma soprattutto decisa a interrompere il domino Mercedes, ma già dal venerdì si vedeva chi avrebbe condotto le danze. Sempre loro: Valtteri Bottas e Lewis Hamilton. In qualifica è davanti il finlandese, in gara Hamilton ribalta la frittata. Scatta come una molla al via, portandosi in testa e demolendo gli avversari. Irraggiungibile da tutti, Bottas in primis. Terza vittoria per lui e quinta doppietta su cinque gare per la Mercedes. La gara degli altri la vince Max Verstappen, terzo alla fine.

Noi siamo rimasti in scia al gruppone e, come sempre, abbiamo provato a dare i voti al weekend di Montmelò.

Dave Robson, ingegnere di pista Williams, voto 10. Per l’innocenza con cui nel dopogara dichiara senza tanti giri di parole: “Another difficult race for us but both drivers did well to avoid trouble and bring both cars home.” E stesso voto per il social media manager della scuderia che su questa frase decide di fare un post. Se non riuscite a vincere con la forza, provate con l’ironia.

Hamilton, voto 9. Non prende 10 solo perché in qualifica le busca da Bottas. Sei decimi dal compagno di squadra il sabato potrebbero ammazzare il morale di chiunque. Non di Lewis che il giorno dopo parte a catapulta, sfoggiando un ritmo gara da marziano. Spaziale.

Vince (quasi) sempre lui.

gp di spagna

Verstappen, voto 8. Il 2019 di Max è l’anno della maturità. Corre da veterano consumato: sta lontano dai guai al via, dove lascia “sfogare” il duo Mercedes e Vettel, e recupera una posizione proprio sul tedesco, poi per tutta la gara è un martello. Terzo posto a Montmelò e terzo in campionato. Chi, un paio di anni fa, lo avrebbe voluto fuori dalla Formula 1, si batta tante volte il petto e chieda scusa.

Magnussen, voto 8. Un po’ come Max Verstappen; è riuscito a fare, in Formula 1, quel che il padre non è riuscito: correre ad alti livelli. La Haas è una buona vettura e lui la porta dove dovrebbe stare, con tenacia, piede pesante e modi decisi se serve, come quando si difende da un attacco disperato di Grosjean, “accompagnandolo” fuori pista.


Bottas, voto 7. Gran qualifica, gara onesta persa subito al via. La verità è che sul passo di gara è sempre lontano dal compagno di squadra. Comunque sia la Mercedes di quest’anno è un’astronave e a lui e Hamilton non resta che il compito di agire come due piloti venuti da altri pianeti. Verso altre galassie.

Sainz, voto 7. Aspettava con ansia la gara di casa e l’attesa è stata ripagata con una prestazione eccellente che l’ha visto chiudere ancora una volta in zona punti. Se la McLaren continuerà a crescere si potrà divertire.

Kvyat, voto 6. Perché lo si prende troppo spesso per il culo. Perché non sarà un fulmine di guerra ma in questa Formula 1 ci può stare. In Spagna porta a casa un nono posto che senza il pasticcio dei box poteva addirittura esser qualcosa di più. Alla faccia di chi gli vuole male.

Ferrari, voto 5. Tre mesi fa sulla stessa pista la SF90 aveva messo dietro gli avversari, illudendo un po’ tutti. Erano i test invernali, contavano e contano come il due di bastoni quando in tavola c’è denari. Dopo 5 gran premi, le doppiette di quelli là sono cinque, il distacco dalle rosse sembra già incolmabile. Prossimo step: attrezzarsi per i miracoli.

Renault, voto 4. Corsa in coppia per Daniel Ricciardo e Nico Hulkenberg, francobollati l’uno all’altro ma fuori dai punti. Lontani anche alla McLaren di Sainz. Va bene che il cliente ha sempre ragione ma stavolta è un po’ troppo.

gp di spagna

Voto 3 ai meccanici della Toro Rosso che cadono del pero quando vedono rientrare Kvyat. Perché si aspettavano Albon e non hanno le gomme pronte. Il russo deve aspettare come dal benzinaio, sgranando improperi in ogni lingua conosciuta.

Voto 2 al ritorno della Formula 1 in Europa che avrebbe dovuto, il condizionale è d’obbligo, svelare i veri valori. L’ha fatto e la musica è sempre la stessa: là davanti se la giocano sempre i due con la tuta d’argento e a guardare la gara si sbadiglia più che a un concerto di cori gregoriani. Per fortuna questo maggio freddo scaccia l’idea di una siesta.


Francesco Andreose, classe 1984, veronese di nascita, milanese d’adozione. Oggi si occupa di comunicazione e social media, ma la sua vera passione è il pallone, soprattutto quello che rotola in provincia. Più bravo con la penna che con i piedi, simpatizza con i perdenti e quando può non si esime dall’essere bastian contrario. All’aridità di numeri e statistiche preferisce la descrizione di un’emozione, la narrazione di un gesto che infiamma una curva. Il tifo per l’Hellas Verona gli ha insegnato a soffrire fin da piccolo.