Interventi a gamba tesa

Le partite più lunghe nella storia degli sport

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LONDON, ENGLAND – JUNE 24: John Isner of USA celebrates winning on the third day of his first round match against Nicolas Mahut of France on Day Four of the Wimbledon Lawn Tennis Championships at the All England Lawn Tennis and Croquet Club on June 24, 2010 in London, England. The match is the longest in Grand Slam history. (Photo by Suzanne Plunkett-Pool/Getty Images)


La lista delle partite più lunghe di sempre, di alcuni degli sport a noi più cari.


Game. Set. Match.

Tutti gli appassionati di sport collegano queste tre parole alla conclusione di una partita fra due protagonisti di una battaglia sportiva. Espressioni che segnalano ad esempio la fine ed il termine di una sfida di tre sport importanti come il tennis, il basket o la pallavolo. Sport che non hanno una linea temporale ben strutturata e tempi effettivi da rispettare che intubano le gesta degli atleti in delimitati archi di ore e minuti. Perché sì, anche la pallacanestro può durare un’infinità se le due contendenti non riescono a rompere la perenne parità. E sebbene le partite di tennis o di pallavolo abbiano più o meno delle durate standard, negli anni si è assistito a incontri interminabili.

La cosa migliore del tennis è che non puoi giocare con l’orologio. (Andre Agassi).

Non c’è forse definizione più sensata di quella di Agassi per descrivere quest’aspetto del tennis, uno sport che non ha limiti di durata e nel quale, anche quando si è sotto di due set e di cinque game a zero nel terzo parziale con l’avversario che ha tre match point, si ha la possibilità di recuperare. Punto dopo punto e break su break si può ribaltare una situazione che pare definitivamente perduta. Così un match di tennis arriva a durare infinite ore, che tengono col fiato a sospeso tutti gli appassionati della pallina gialla.

E nella storia, il tennis ha regalato partite interminabili, nelle quali stanchezza e tensione hanno prevalso sulla tecnica, ma in cui i tennisti protagonisti degli infiniti incontri sono entrati nell’albo dei record.
Andiamo a rivivere alcuni match eterni.

Il record insuperabile risale a nove anni fa, quando nell’arco di tre giorni -dal 22 al 24 giugno 2010- sul prato di Wimbledon John Isner e Nicolas Mahut diedero vita a un incontro che è entrato dritto dritto nel libro dei record come la partita più lunga nella storia del tennis: un incontro di 11 ore e 5 minuti. La gara si disputò in tre giornate, delle quali la seconda fu la più lunga dato che proseguirono ininterrotte sette ore di partita. Il set finale si concluse 70-68 a favore dello statunitense. Non solo il record di tempo, ma gli sfidanti segnarono altri primati, tra cui: il maggior numero di ace in una partita (216); il set più lungo, di 8 ore e 11 minuti; il maggior numero di punti in una partita (980) e la maggior quantità di punti segnati da un giocatore -Mahut- in una sola partita (502), anche se il francese riuscì a perdere la partita.

Alcuni indimenticabili momenti dell’epica battaglia sul campo numero 18 di Wimbledon (p.s. da segnalare che da quest’anno nel Championships inglese verrà introdotto il tie-break al quinto set per evitare maratone senza fine; scatterà dall’eventuale 12-12 e non dal 6 pari).

Nel 1982 John McEnroe sconfisse in finale di Coppa Davis un giovane Mats Wilander, tennista svedese che aveva vinto il Roland Garros quell’anno, in ben 6 ore e 22 minuti;

Nel 2010 Radek Stepanek giocò in semifinale di Coppa Davis contro Ivo Karlovic: una partita che durò 5 ore e 59 minuti. L’incontro fu deciso da un 16-14 all’ultimo set in favore del ceco. Un numero a dir poco irragionevole riguardò il numero di ace effettuati da Karlovic nel match: 78 (sì, settantotto) battute vincenti che ad ogni modo non lo fecero vincere.

Maledetti overtime

Se c’è una cosa che differenzia la pallacanestro da quasi tutti gli sport di squadra è il fatto che a basket non esiste il pareggio; o si vince o si perde, nessun segno “x”, bensì i tempi supplementari decreteranno sempre la squadra più forte. Cinque minuti extra nei quali sudore, sangue e maggior lucidità sanciscono la vittoria, e se il primo overtime non dovesse bastare, è necessario il secondo, e così via il terzo. E nel basket alcuni match sono durati diversi tempi supplementari, entrando nell’albo d’oro delle partite più durature del gioco. Anche se non si può stabilire la durata effettiva di questi match, dato che nella pallacanestro il tempo si blocca e non rappresenta quello reale, tuttavia alcuni incontri hanno registrato il maggior numero di minuti di gara.

Per prima non si può non citare l’emozionante maratona andata in onda il 3 maggio 2019 in Nba. Al Moda Center di Portland si affrontavano Trail Blazers e Denver Nuggets, per gara 3 delle semifinali della Western Conference. I Blazers hanno battuto Denver 140-137 solamente al termine di quattro overtime, dando vita alla gara più lunga di sempre per quanto riguarda la post-season del basket professionistico americano. Da segnalare che il centro dei Nuggets Nikola Jokic è rimasto in campo ben 65 minuti, mandando in tilt il sistema di conteggio dei minuti della Nba, che non contempla il numero 6 tra le decine.

Il match di San Antonio tra Spurs e Memphis Grizzlies del 17 dicembre 2014 non è stata una partita come le altre. Durò tre tempi supplementari per 63 minuti totali e 233 punti combinati tra le due squadre. Da ricordare il tiro di Marc Gasol che manda la partita al primo overtime, Tim Duncan che la pareggia nel secondo supplementare con un canestro in sospensione sulla sirena. Ed Infine Zach Randolph che manda i titoli di coda nel terzo supplementare. Una partita infinita, ma non la più lunga del basket a stelle e strisce.

Highlights della gara di regular season tra Spurs e Grizzlies.

Altre due gare infatti sono entrate di diritto negli annali, una ha avuto luogo il 6 gennaio 1951: si tratta di Indianapolis Olympians contro Rochester Royals, che ha visto 6 tempi supplementari e 78 minuti giocati dalla due squadre, che rappresentano a tutt’oggi la partita più lunga mai giocata in Nba, quando ancora non esisteva la regola dei 24 secondi e ogni azione poteva proseguire per un tempo indefinito.

L’altro match si è svolto in un’epoca più recente ai giorni nostri: il 155 a 154 dei Minneapolis Bucks sui Seattle Supersonics del 9 novembre 1989. Con 5 tempi supplementari, per 73 minuti globali, è infatti la partita di basket più lunga da quando sono stati introdotti i 24 secondi. Fu anche la serata perfetta per mettere a segno alcuni record personali: i 69 minuti di permanenza sul campo di Dale Ellis, stella dei Sonics di allora, rimangono il record di minuti giocati in una singola partita Nba. Un record singolare per due squadre che in realtà non erano poi così irresistibili, basti pensare che in quella stagione i Bucks sarebbero stati eliminati al primo turno di playoff, mentre Seattle non avrebbe raggiunto la post-season.

Ma quest’anno è andata in scena un’altra gara NBA da premi “oscar”: la partita fra Atlanta Hawks e Chicago Bulls, vinta da questi ultimi col punteggio di 168 a 161 dopo quattro overtime. Tantissimi i record fatti registrare dalle due squadre: Trae Young, al primo anno in NBA, è stato autore di 49 punti, che sono il massimo per un rookie nella storia di Atlanta. Passando poi ai record di franchigia, sia i 168 punti realizzati dai Bulls che i 161 degli Hawks rappresentano il massimo nella storia delle due squadre. La partita è stata poi la terza per punti complessivi in un singolo match, e la quindicesima in NBA a concludersi con almeno quattro supplementari.

Dischi infiniti

Altro sport, questa volta invernale, e altri record da segnalare. Parliamo di hockey su ghiaccio, disciplina che ha gran seguito in tutti i paesi nordici, come Finlandia, Norvegia, Svezia o Canada. Ma anche nell’Europa più continentale il disco hockeistico appassiona migliaia di tifosi. A Bolzano, città italiana di grande influenza austriaca, esiste l’Hockey Club che milita nella Ebel, una competizione mitteleuropea che raggruppa squadre di Austria e Repubblica Ceca. E poche settimane fa, il 16 marzo scorso, è stato infranto un nuovo record. Al Palaonda di Bolzano andava in scena gara 2 dei quarti di finale playoff tra Bolzano e Klagenfurt. Il match si è concluso al quarto overtime, quando al 120’:53’’ i carinziani hanno realizzato il goal decisivo del 4-3.  Sette tempi di gioco per cinque ore complessiva di durata; un autentico record della Ebel. Si ricorda che da regolamento internazionale, già in uso da molti anni, se al termine dei tre tempi regolamentari la partita finisce in parità, le contendenti vanno ai supplementari: altri quattro tempi a disposizione, da 20 minuti effettivi, nei quali la prima formazione che segna una rete vince. Altrimenti ci sono i rigori.

Ma la gara da guiness dei primati ha avuto luogo in Norvegia. Accadde due anni fa (il 13-03-2017) e fu il match dei quarti di finale del campionato norvegese tra Sparta Sarpsborg e Storhamar, (1-2) durata  217′ e 14” effettivi, per otto ore e trenta minuti reali di partita. Si tratta della partita di hockey più lunga del mondo, un vero record certificato. Gli Storhamar Dragons hanno piegato la resistenza accanita degli Sparta Warriors dopo otto tempi supplementari, e hanno vinto solamente per 2-1 in una partita iniziata alle 18:00 e conclusasi alle 2:30 di mattina. Bloccata sull’1-1 dopo i tre tempi regolamentari (sessanta minuti effettivi), nei supplementari è andata in scena una battaglia di conclusioni e parate. Poi Jensen, una delle bandiere dei Dragoni, è riuscito a chiudere i conti. Per il sollievo generale.Un simpatico aneddoto riguarda invece ciò che fece la polizia norvegese, che sollecitata dalle continue chiamate dei familiari dei tifosi presenti alla gara, ha annunciato all’1.57 di notte un tweet diramato poi dallo speaker dell’impianto norvegese: “A causa della durata inusuale di Storhamar- Sparta, alcune persone non hanno notizie dei loro cari”. Impauriti dal non ritorno a casa, alla fine andò tutto per il meglio e gli spettatori fecero ritorno a casa, con un po’ di ritardo.

Non si può poi dimenticare la “Easter epic”. È stata così soprannominata l’incredibile partita giocata 32 anni fa tra New York Islanders e Washington Capitals in gara 7 dei quarti di finale NHL, cominciata il 18 aprile ma terminata solamente nelle prime ore della domenica di Pasqua, il 19 aprile 1987. Uno dei match più lunghi della storia della massima lega mondiale di hockey su ghiaccio, iniziato alle 19:30 ma deciso addirittura 6 ore e 28 minuti più tardi, durante il quarto tempo supplementare, quando si erano oramai fatte le 1:58 del mattino. Ancora oggi Islanders e Capitals possono vantarsi di aver dato vita alla gara-7 più lunga della storia della Stanley Cup, rendendo necessario addirittura un quarto overtime per la prima volta dal 1951.

Frammenti storici della “Easter Epic” ed il decisivo slapshot di LaFontaine.

Pallavolo e non solo

Anche il mondo del volley ha regalato partite entusiasmanti che non trovavano più la parola fine, nonostante solamente nel 1999 venne introdotto il rally point system, sistema che non prevede più il cambio palla ad ogni punto segnato in campo. Si possono però sottolineare alcuni primati, come ad esempio il set più lungo della storia recente della pallavolo. Risale ad una partita del campionato sud-coreano del 2014: Air Jumbors e Rush Cash nel terzo set si diedero battaglia e dopo più di un’ora (67’) la spuntarono i Jumbors per 56-54.

Al secondo posto troviamo l’indimenticabile set tra Cuneo e Treviso della Serie A1 e andato in scena il 13 gennaio 2002, andato a favore della Sisley con il punteggio di 54-52 dopo 48 intensissimi minuti; a tutt’oggi rimane il set terminato con il punteggio più alto nella storia del massimo campionato italiano.

Al quinto posto è annoverato il parziale più lungo per quanto riguarda le sfide tra Nazionali: il 14 giugno 2017 il terzo periodo di Venezuela e Qatar, valido per le qualificazioni alla World League, si concluse 45-43 per il Qatar dopo 50 minuti di autentica lotta sportiva.

La lunghissima serie di vantaggi in Qatar-Venezuela.

Spostandoci sul terreno del football americano, il 25 dicembre 1971 i Miami Dolphins e i Kansas City Chiefs furono protagonisti del match di NFL più lungo di sempre. Nel giorno di Natale ebbero la meglio i Dolphins 27-24, in una partita che durò 82 minuti di gioco. Ad oggi 82 minuti di gioco potrebbero non sembrare molti a livello di percezione, visto che ai giorni nostri una partita di football americano può facilmente tenere impegnati i tifosi per oltre 4 ore tra pause dovute ai collegamenti televisivi, fasi dedicate ai replay ed altri tipi di stop causati da fattori esterni, ma circa cinquant’anni fa sembravano un’eternità. Da ricordare che il 9 settembre di un anno fa sempre i Dolphins, opposti ai Tennessee Titans, diedero vita al match recente di Nfl più lungo mai capitato. In Florida, all’Hard Rock Stadium, la gara finì dopo 7 ore e 8 minuti a seguito di due lunghe sospensioni imposte alla partita dai fulmini incombenti sullo stadio; la partita, iniziata alle 13, si è conclusa alle 20 passate con la vittoria di Miami per 27-20.

Uno dei due annunci meteo di sospensione della gara.

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Chicca finale che vede protagonisti gli scacchi. Se la questione della lunghezza in ore della partita è difficilmente determinabile, dato che fino a diversi anni fa le partite venivano giocate anche su più giorni con una mossa che veniva messa in una busta riaperta alla ripresa della partita, è più facile scoprire quale incontro è durato per più mosse. Si tratta della partita svolta a Belgrado nel 1989 tra Ivan Nikolić e Goran Arsović. Terminò patta dopo 269 mosse e durò più di venti ore. La Fide -Federazione Internazionale degli Scacchi- aveva, a quel tempo, modificato la regola delle 50 mosse (se i due giocatori non catturano un pezzo o muovono un pedone entro 50 tratti, la partita finisce in parità) estendendola a 100. Dopo quell’episodio, si è tornati alle 50.


Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.