Interventi a gamba tesa

Le ATP Finals a Torino


Intorno alle ore 11.00 di oggi l’annuncio è ufficiale: nel periodo che va dal 2021 al 2025 le ATP Finals, il torneo che chiude l’anno tennistico, si terranno a Torino! Vediamo bene cosa sono le Finals e perché si tratta di un evento straordinario. 


Nel circuito ATP, ossia quello dei professionisti del tennis al massimo livello, esistono cinque eventi che superano tutti gli altri per importanza. Quattro sono i tornei del Grande Slam, ossia gli unici giocati al meglio dei cinque set e della durata di due settimane. Sono eventi famosissimi con una storia che risale a prima del 1900. Per la precisione si tratta di: Australian Open, Roland Garros, Wimbledon, US Open. Sono impareggiabili per prestigio e per importanza. Vincerne uno rappresenterebbe per la maggior parte degli atleti il traguardo più importante della carriera.

Il quinto evento, leggermente inferiore per prestigio bisogna dirlo, sono le cosiddette ATP Finals. Si tratta del torneo che chiude l’anno tennistico e che vede affrontarsi gli otto tennisti che hanno ottenuto i migliori risultati durante l’anno in corso. La differenza più importante rispetto al resto dei tornei è che le Finals sono, in una certa misura “itineranti”. Ossia dopo un numero variabile di anni vengono riassegnate in una location diversa dalla precedente (oppure c’è la possibilità di riconfermare la stessa). E dopo Londra, il cui contratto scadrà nel 2020, si sposteranno proprio a Torino.

Grigor Dimitrov, vincitore a sorpresa dell’edizione 2017.

Una candidatura non scontata

Non è mio interesse entrare nelle polemiche politiche che si erano sollevate sui costi e sull’opportunità di spendere per portare questo evento in Italia. Non ho le competenze sufficienti per parlare dell’aspetto economico relazionato alle spese che dovrebbe sostenere lo stato o il Comune di Torino. E riguardo all’opportunità di farlo, sarei completamente soggettivo: amo il tennis e portare un evento del genere a un’ora e mezza di macchina da casa mia mi fa andare al settimo cielo. Quello che vorrei evidenziare è come, nonostante l’ottimismo filtrato da varie parti negli ultimi giorni, questa assegnazione non fosse per nulla scontata. Per prima cosa l’evento non si era mai tenuto in Italia, ed è stato quasi sempre in città più grandi di Torino o in capitali di stati. Inoltre le avversarie erano competitive. Se Manchester e Londra parevano troppo in continuità con lo status attuale (arrivando al 2025 Londra avrebbe tenuto le Finals per 17 anni consecutivi), le orientali Tokyo e Singapore avevano mezzi economici sicuramente superiori. Alla fine però, “All’s well that ends well” (“Tutto è bene quel che finisce bene”).

Servirà una cornice all’altezza della mitica O2 Arena di Londra.

Come funziona e chi gioca

Per renderci conto che si tratta di un evento di primissima fascia dobbiamo addentrarci brevemente nel funzionamento del torneo. Prima di tutto è giusto specificare che si tratta dell’unico torneo tennistico ATP a funzionare a Round Robin con successivi Playoffs. Gli otto tennisti sono divisi in due gironi da quattro, giocano tre match, affrontando tutti gli avversari nel loro raggruppamento, e i migliori due classificati, in base ai punti (2 per la vittoria e 0 per la sconfitta) e, in caso di parità, guardando al coefficiente set, si qualificano per il turno successivo. Le semifinali vedono il primo di ciascun gruppo affrontare il secondo dell’altro, e i vincitori si affrontano nella finalissima. Una struttura semplice ma accattivante, specialmente perché diversa dal solito tabellone a eliminazione diretta che è la regola in tutti gli altri tornei dell’anno. Come ci si qualifica? Qui viene il bello, durante l’anno viene stilata una classifica, a seconda dei risultati dei giocatori, e coloro che hanno ottenuto i migliori risultati (i primi otto) si qualificano per le Finals. Questa è l’assicurazione che a giocare saranno i migliori tennisti di quell’anno, contenendo idealmente il trono di “Miglior Giocatore” dell’anno solare. Questa classifica viene detta Race to … (qui potete vedere la Race to London 2019).

Gli otto partecipanti all’edizione 2018. Il livello non scherza…

Una grande opportunità

Insomma, abbiamo capito che si tratta di un evento di primissimo piano nel panorama tennistico internazionale. In Italia, purtroppo, l’unico torneo ATP rimasto sono gli Internazionali d’Italia. Torneo importantissimo, senza alcun dubbio, disputato in una cornice spettacolare e a cui partecipano sempre i migliori giocatori al mondo. Tuttavia, dopo la chiusura di Milano e Palermo, mancavano tutti quei piccoli tornei che invece abbondano in altri paesi. Possiamo sperare, anche se si tratta di pura supposizione, che sia indice di una rinnovata volontà di puntare sul tennis in Italia. Si tratta della seconda nota lieta che ci viene da questo sport in pochi giorni, dopo la grande vittoria di Fabio Fognini a Montecarlo. Nel circuito ATP, negli ultimi anni, il livello dei nostri tennisti sta risalendo. Abbiamo due tennisti in Top 20 (anche se, probabilmente, non per molto), e altri nei primi cento posti. A livello giovanile alcuni si sono fatti notare con buoni risultati Juniores. Non abbiamo il fenomeno assoluto (non ancora), ma il movimento è vivo. Potremo avere un italiano che si guadagna il pass per le Finals di Torino? Troppo presto per dirlo, ad oggi parrebbe abbastanza utopistico, ma il futuro è sempre imperscrutabile…

Riuscirà Fabio a qualificarsi quest’anno? Comunque vada la sua stagione è già memorabile.

Chi saranno i protagonisti?

La prima edizione dista poco più di due anni, ma dovremo comunque mettere in conto che alcuni protagonisti attuali del tennis non saranno più presenti. Roger Federer nel 2021 compirà 40 anni, e pare difficile vederlo ancora in campo, anche perché i suoi comportamenti sembrano indicare che questa, o al più la prossima, sia la sua ultima stagione. Nadal e Djokovic sono più giovani, ma, complici delle tipologie di gioco più dispendiose e una certa propensione agli infortuni dimostrata negli ultimi anni, potrebbero anche non essere presenti. I veri protagonisti saranno probabilmente i cosiddetti “NextGen”. Zverev, Shapovalov, Tsitsipas, Khachanov, ecc… Saranno al picco della loro carriera e probabilmente saranno loro a contendersi lo scettro di Campione delle Finals. In molti magari saranno delusi, perché, soprattutto per chi si è appassionato al tennis negli anni duemila, allontanarsi dai soliti quattro o cinque nomi pare molto strano. Basta guardare l’albo d’oro, ad eccezione degli ultimi due anni e di poco altro, Federer e Djokovic si ripetono abbastanza spesso. Vi invito a guardare il bicchiere mezzo pieno. Con un po’ di fortuna, quello in cui stiamo entrando potrebbe essere un periodo in cui non ci sono veri dominatori del tennis inarrivabili per i comuni mortali (come sono stati Federer, Nadal, Djokovic e, in misura minore, Murray, per lunghi anni), ma un periodo in cui in molti hanno la possibilità di trionfare in un torneo di questa importanza. Se fate mente locale sono tantissimi i tennisti giovani o meno che hanno dimostrato grande talento, oltre a quelli citati in precedenza ci sono Tiafoe, Chung, Medvedev, De Minaur, Kyrgios, Rublev, Auger-Aliassime, Coric e altri meno conosciuti. Una situazione simile sarebbe manna dal cielo per un torneo del genere. Era il luogo dove si affrontavano i migliori, ma ha avuto, a lungo, un pronostico molto chiuso. Pensate ora se, oltre ad avere il miglior parterre possibile, fosse pure apertissimo nel pronostico. Sarebbe la miglior situazione possibile.

Zverev e Kyrgios sono forti. Intorno a loro però c’è molto altro.

Devo solo fare una piccola precisazione in mezzo ai festeggiamenti. Può capitare che, causa una stagione lunga e faticosa (ne parlo ampiamente qui), alcuni dei protagonisti più attesi diano forfait o partecipino solo per onore di firma. Per fare un esempio: Nadal non ha mai vinto le Finals e più volte ha saltato il torneo in toto. Questo ovviamente non pregiudica il livello dello spettacolo, però, se avete in mente di vedere un singolo tennista, potreste avere brutte sorprese (io ne so qualcosa quando presi i biglietti di Basilea 2016 per Federer e lui saltò tutta la seconda parte della stagione, mannagg…).

Per finire: alleluia! Abbiamo un grande torneo, abbiamo una grande vetrina, abbiamo una grande occasione! Complimenti a chi ha gestito la candidatura e complimenti a Torino! Ora dobbiamo solo metterci comodi, aspettare il 2021 e poi goderci lo spettacolo!


Nato a Monza il 22/01/1992. Segue lo sport fin da bambino, soprattutto il calcio. Si innamora del tennis negli anni delle scuole medie, anche e soprattutto grazie all'immenso Re Roger Federer, di cui è fan sfegatato. Tifoso del Milan fin da piccolo. Laureato in Matematica. Segue anche lo sci durante la stagione invernale.