Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, Febbraio/Marzo


Top

1) D. Zapata: non me ne vogliano i tifosi bergamaschi ma questa sembra tanto un’annata “Belottiana” ovvero un’annata nella quale un paracarro che non ha mai messo insieme più di una decina di goal, mal assortiti per altro, riesce a segnare anche da dietro un laminato in tungsteno. A me Zapata riporta dritto dritto alla scena di Iron Man 2 in cui Sam Rockwell presenta il razzo “la ex moglie” la differenza è che il colombiano ti lascia in mutande per davvero. Devastante, punta di diamante di un’Atalanta regale #Pota, voto: 10 e calcestruzzo

2) Milinkovic Savic: da un mesetto e spicci è tornato IL fattore daaaaa’ Lazio. Strapotere fisico e piedi fatati, la quotazione si è prontamente rialzata, non che con Lotito fossimo andati incontro a chissà quali sconti. Chi lo prende farà un doppio super colpo: sistema il centrocampo per dieci anni e lo toglie alle altre concorrenti #finoallultimocentesimo, voto: balcan’s angel

3) Quagliarella: non ci sono più parole per Fabione bello. Segna anche se gli mettono le magliette da allenamento coi pesi. A Genova, in trasferta, in nazionale. Per sbaglio prima del week end si è allenato con l’under 21 ed è riuscito a far vincere la squadra delle riserve. Che il Signore gli garantisca un po’ di meritata salute anche a risarcimento dello schifo che ha dovuto passare #Crack, voto: età biologica

Flop

1) Kessié: volutamente non menzionato Biglia che è stato multato per la ragione di stato ma che aveva perfettamente ragione. A parte che con quei piedi da piastrellista Kessié non dovrebbe fiatare neanche in un confessionale, ma poi nel momento più importante di un derby in cui ti giochi quasi tutto, fai un teatro dell’assurdo andando per giunta a rimpinguare le tesi razziste dei Salviniani. Già che c’era poteva rompere un paio di uova in testa a Gattuso e urlare “cotto e mangiato” #babbo, voto: 1 mese d’isolamento

2) Spalletti-Icardi: il primo ha la diplomazia di un Adolfino Hitler ormai mangiato dalla sifilide. Il secondo l’elasticità mentale di un’emorroide tirata. Metteteli insieme e posate nelle loro mani il destino dell’Inter. Capite? Capite perché a una certa ti gira anche un po’ il culo e ti trovi a pregare per un Chievo/Leicester che ribalti un campionato nato morto #beoti, voto: sagra del coglione

La migliore fiction di questo 2019.

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3) Immobile: di nome e di fatto. Inspiegabilmente protetto come una reliquia da Simone Inzaghi al momento è più inutile del proverbiale buco del culo sul gomito. Sarebbe preferibile una coppia Caicedo Tare all’inutilità di Immobile che è piantato come la Ferrari di Leclerc a dieci giri dal traguardo e non entra in area manco fosse un prete davanti a un casino #mistero, voto: svegliati

Menzione d’onore: Roma: fare dei mercati disastrosi, mandare via un allenatore che senza infamia e senza lode stava facendo il suo ma che quando ha potuto ha fatto vedere cose interessanti. Richiamare un infastidito Claudione Ranieri dal letargo primaverile. Inumidire con risse e mugugni vari e riuscire a scontentare tutti ma proprio tutti. Complimenti, mai banali #tacchini


Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.

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