Interventi a gamba tesa

Le 7 più grandi rosicate sportive

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Non esiste un metodo scientifico per quantificare le cosiddette “rosicate”, e questa è una personalissima lista in ordine di drammaticità. Dalle più buffe alle più tragiche situazioni in cui una persona, un team o una nazione si sono trovate di fronte chi diceva loro: you mad bro?


7. Luciano Gaucci che caccia Ahn Jung-hwan dopo i Mondiali 2002

La testimonianza video di cui non ricordavo l’esistenza. Grazie al prezioso contributo di Associated Press.

L’episodio più surreale è certamente quello datato 2002 quando Luciano Gaucci, in un moto di sovranismo ante litteram, caccia la propria stella nascente Ahn Jung-hwan dal Perugia. La sua colpa: il golden gol che ha eliminato l’Italia ai Mondiali contro la Sud Corea.

“Gli abbiamo dato da mangiare, gli abbiamo insegnato a giocare a calcio, lo abbiamo ospitato…” e Ahn l’ingrato, sottotesto, ci ripaga così. Una linea comica (dai risvolti tragici per Ahn) che manca allo sport italiano.

6. Nainggolan che si arrende al complottismo

“Quando torno a casa me faccio una pippa…” – tifoso della Roma dopo l’incontro con Radja Nainggolan

Con una provocazione, potremmo dire che il ninja ha appeso la katana proprio qui. Da allora non è stato più lo stesso, nemmeno in campo, nemmeno a Milano. È come se avesse mollato e si fosse arreso all’idea che solo altri possono vincere (perché rubano ovviamente) e quindi l’unica soluzione è rivendicare la propria purezza al cospetto dei propri tifosi. Una purezza che temo l’alcool test avrebbe messo in discussione.

5. Sete Gibernau che perde tutto in una curva

Good old times.

Un po’ come per Radja, anche per Sete Gibernau ci fu un momento-verità. Indiscutibilmente fu questo a Jerez nel 2005, quando Valentino Rossi si mise letteralmente in mezzo tra Sete e la vittoria. Per i due anni precedenti, Gibernau era arrivato secondo in classifica finale nel motomondiale. Era il vero rivale di Rossi: un rivale che psicologicamente abbiamo perso quel giorno, alla prima gara della nuova stagione. Gibernau terminò il mondiale al settimo posto, lontanissimo dalle proprie potenzialità, e l’anno dopo lasciò la carovana della MotoGp nonostante avesse un contratto con la Kawasaki per il 2007.

4. Il Camp Nou a cui non riesce la Remuntada contro l’Inter

10 anni fa. Almeno per Mou, that didn’t age well.

I momenti simboli di quella serata al Camp Nou possono essere tanti. Ricordiamo certamente il sistema di irrigazione che si attiva a fine partita per mandare via i nerazzurri, o le polemiche sulla presunta provocazione di José Mourinho nei confronti dei tifosi catalani (stava ringraziando i propri tifosi per il supporto). È uno dei grandi momenti di rosicata collettiva, per giunta a casa propria, per giunta dopo giorni di retorica sulla remuntada contro i cattivoni che vogliono rubare la Coppa ai piccoli poveri blaugrana. È finita come sappiamo.

3. Massa che perde il Mondiale F1 all’ultimo giro

Qui la rosicata è ancora sensibile.

Di questo video e di quel momento non ricordavo un dettaglio terribile: che al box Ferrari avessero esultato.

Questa brucia ancora, anche personalmente, e oltretutto coincise con la nascita della nuova stella della F1: fu il primo mondiale vinto da Hamilton, alla seconda stagione in F1.

2. Tutte le finali della Juventus dal 1997 a oggi

Non c’è fretta.

Da tifoso bianconero, potrete comprendere che l’unico video che riesco a condividere su questa tematica è tragicamente questo. Il resto lo lascio alla storia passata e suppongo anche futura.

1. Perdere il Mondiale in casa. E poi riperderlo di nuovo.

“Lacrime ma non di gioia”.

Perdere un mondiale in casa, da favoriti e contro tutti i pronostici, è un evento drammatico che è capitato a quasi tutte le maggiori nazionali (Germania 2006, Italia 90, and counting). Al Brasile addirittura due volte e, seguendo l’adagio di Karl Marx, potremmo dire che la storia si ripete sempre due volte: prima in tragedia, poi in farsa. Il Maracanazo del 50 fu un momento importante e tragico nella storia dell’identità verdeoro. Non si può dire lo stesso del 2014, nonostante la sconfitta sul campo sia stata ancora più umiliante e netta. Resta tuttavia il pessimo umorismo del destino.


Classe '90, originario di Rimini e residente a Roma. Sono un maniaco dei dati, dei grafici e delle statistiche: il giorno del sorteggio di Champions League è sempre un bel giorno. Sono quello in bici in mezzo alla strada: se do fastidio mi dispiace. Collaboratore Sportellate.it