Interventi a gamba tesa

Benzema 2.0: da gregario a finalizzatore

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(Photo by David Ramos/Getty Images )


Dopo la cessione di CR7 i Blancos sembravano aver perso il loro punto di riferimento nel reparto offensivo, ma in seguito anche allo switch di tecnico il club madridista adesso si coccola il miglior Karim Benzema degli ultimi anni.


Il numero nove transalpino, dopo aver sempre fatto da spalla al giocatore adesso in forza alla Juventus, è riuscito a ritagliarsi un ruolo fondamentale nello scacchiere tattico di Solari, con quest’ultimo che non si è privato di un profilo polivalente per l’attacco. Seconda giovinezza per il francese, che adesso cavalca quell’onda che l’ha fatto arrivare alla corte di Florentino Perez nell’estate del 2009. I bei tempi con il Lione sembrerebbero tornati, ma stavolta la casacca è diversa, forse un po’ più pesante visto il blasone che contraddistingue il club iberico in Europa.

Lui ha guardato il Mondiale da casa e l’exploit come rapace d’area sarebbe diventato un bigliettino da visita per la Nazionale di Deschamps in vista delle gare future, quella nazionale fredda nel lasciare fuori dalla spedizione sotto il Cremlino il bomber che ha anticipato la fucina di talenti dei Bleus.

La presenza della star di Madeira a Valdebebas sembrava essere ingombrante per lui, quasi come uno zaino pieno di compiti sulle spalle che man mano si faceva più pesante. Adesso però quel bagaglio si è alleggerito con “Karim The Dream” che è diventato il perno dell’attacco e catalizzatore per i cross dei compagni, come testimoniano anche i 19 gol segnati finora e il cambio di filosofia di gioco: da un modulo con un trequartista ad uno più fluido con un tridente in attacco, forse più adatto per risaltare le sue qualità da raggio laser per le retroguardie avversarie.

Il rendimento di Benzema in questa stagione.

“Prima, con Cristiano, cercavo sempre lui per aiutarlo a segnare più gol possibili, avevo un ruolo secondario. Adesso sono io che devo dimostrare di voler segnare prendendo in mano la squadra. Mi sento molto più importante”. Un’importanza che sa di rivincita per lui, o meglio di una piacevole riscoperta del suo ruolo dopo anni e anni come attaccante boa in grado di far salire la squadra e giocare di sponda.

Generosità insomma, unita a una vena realizzativa raffinata e alla spiccata abilità di far giocare chiunque gli giri intorno che l’ha reso il partner ideale di ogni compagno, specialmente di Ronaldo dove col Madrid di media ha fatto 50 gol a stagione. Statico? Assolutamente no, casomai dinamico ma ovviamente non errante sul terreno di gioco, sempre con quella sfacciataggine che a detta di molti lo contraddistingue dagli altri centravanti. Adesso non sono mancati gli ammiratori sul carro del francese, storicamente privo di così tanti fan. Lui resta impassibile, focalizzato sulla prossima sfida e sul suo obiettivo primario: il gol. Dato il rapporto ai ferri corti del Real con Bale, la  maturazione di Vinicius ancora in corso e la cessione di CR7, Karim si è preso il compito di trascinare il club scacciando le critiche.

Solari ancora lo ringrazia, e stuzzica con un messaggio il pubblico del Bernabeu che per anni non ha saputo apprezzare i punti di forza del francese. Quel pubblico che adesso, assieme a tutta la Francia, sta cominciando a ricredersi.


22 anni e nato nell'anno dell'ultima Champions League vinta dalla Juventus: il 1996. Innamorato del "Guardiolismo" e delle bordate di Pavel Nedved dal limite dell'area, trovo il mio paradiso tramite una penna e un taccuino, o un computer che dir si voglia.