Interventi a gamba tesa

Aspettando il mondiale: la Mercedes per riconfermarsi

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F1 W09 EQ Power+ Launch, Silverstone – Steve Etherington


Si scaldano i motori in attesa del mondiale di Formula 1 2019, le scuderie hanno presentato le monoposto, i piloti prendono confidenza con le nuove vetture, tutti aspettano il 17 marzo quando i semafori si spegneranno per la prima volta dando il via alla 70a edizione del mondiale. In attesa del granpremio australiano proveremo ad entrare nel dettaglio delle varie scuderie, cercando di capire cosa è cambiato, cosa aspettarci e provando ad azzardare qualche previsione. Oggi è il turno della Mercedes, i campioni in carica, pronti a difendere il titolo.


Riconferme per tutti in casa Mercedes, e non poteva non essere così. Impossibile avere dubbi su Hamilton dominatore assoluto di un mondiale, quello scorso, in cui ha rasentato la perfezione. Atteggiamenti talvolta difficili da comprendere, snervanti in alcuni casi, eppure quando si tratta di guidare la sua auto vola lasciando dietro tutti, lasciando alle chiacchiere poco spazio. A lui l’arduo compito di confermarsi anche quest’anno, di emulare la stagione passata e se possibile fare ancora meglio per raggiungere il sesto mondiale in carriera. Non facile sicuramente, ma il britannico ha tanta fame, e non sembra affatto stanco di vincere.

Al suo fianco ci sarà ancora Valtteri Bottas. Il suo è stato un 2018 da comparsa, ha recitato perfettamente la parte del gregario, sempre a servizio della squadra, a servizio del compagno, senza ambizioni personali. Tante posizioni date ad Hamilton, tante volte sacrificato a rallentare gli avversarsi anche se aveva il passo per attaccare chi aveva di fronte. Eppure, più o meno silenziosamente si è sempre prestato. Sarà così anche quest’anno? Difficile dirlo, niente al momento lascia pensare il contrario, rimane però un peccato, uno spreco di potenziale, la consapevolezza che meriterebbe più di quella quinta posizione ottenuta lo scorso anno. In fondo per vincere si ha anche bisogno di gente come Bottas che fa il lavoro sporco senza prendersene i meriti, vedremo però se avrà un colpo di orgoglio, se proverà a far tremare un pò il piedistallo su cui al momento il compagno britannico lo guarda dall’alto.

Come spesso accade comunque la vittoria di uno è frutto del lavoro di molti, anche in sport individuali come la Formula 1, Hamilton deve parte della sua vittoria al suo team e sopratutto a Torger Christian (Toto) Wolff, team manager delle frecce argento. Pacato, freddo eppure istintivo quando necessario, il pugno sul tavolo di rabbia o di gioia ha fatto il bello e il cattivo gioco dei week end a quattro ruote. Il tocco in più, la firma del manager austriaco nella scorsa stagione è stato però il comando “tactics” con il quale ha comandato spesso (forse troppo spesso) i cambi di posizione tra i piloti a vantaggio della scuderia. Ha fatto discutere, eticamente forse non impeccabile, eppure per arrivare alla vittoria si ha bisogno anche di queste invenzioni, di mosse eclatanti che portino il team un gradino sopra gli altri. “Il fine giustifica i mezzi” sembra essere il mantra che ha portato la scuderia ad essere indiscutibilmente la migliore, vedremo allora cosa inventerà quest’anno.

I britannici rimangono dunque la scuderia da battere, quelli che hanno una marcia in più. La nuova W10 è già scesa in pista, e Lewis Hamilton  è sembrato apprezzare il feeling con la sua monoposto. I test, i commenti radio di un euforico Hamilton, lasciano però il tempo che trovano, perché la vera risposta si avrà in Australia, nel primo vero appuntamento di questo mondiale. La prima vera occasione per mostrare i muscoli, per lanciare un messaggio alle dirette concorrenti, e far capire che per vincere bisogna prima passare sulle frecce argento.

Squadra che vince non si cambia: la Mercedes resta la favorita anche per questo mondiale 2019 ormai alle porte.


Andrea De Amicis, nasce a febbraio del '96. Laureato in Economia Aziendale frequenta un corso di laurea magistrale in "Management e sostenibilità d'impresa". Studente per professione (per ora), portiere per diletto, cresce in Puglia con una grande passione per il calcio, la F1, il basket. Tifoso del Lecce e dell'Inter, il cuore appartiene a Zanetti, Milito e Toldo così come a Chevanton, Giacomazzi e Rosati.

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