Interventi a gamba tesa

Aspettando il mondiale: le novità in Ferrari

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Si scaldano i motori in attesa del mondiale di Formula1 2019: le scuderie hanno presentato le monoposto, i piloti prendono confidenza con le nuove vetture, tutti aspettano il 17 marzo quando i semafori si spegneranno per la prima volta dando il via alla 70° edizione del mondiale. In attesa del gran premio australiano, proveremo ad entrare nel dettaglio delle varie scuderie, cercando di capire cosa è cambiato, cosa aspettarci ed azzardando qualche previsione. Non potevamo non iniziare dalla Ferrari, che tanto ha cambiato rispetto alla scorsa stagione e da cui tanto ci si aspetta per la nuova.


Ci eravamo lasciati il 25 novembre con i “donuts” di Hamilton, Vettel e Alonso, con un mondiale vinto e dominato dal pilota britannico, con l’addio dello spagnolo, e con un’altra stagione dall’amaro in bocca per Vettel e per la rossa. Guardare al passato e rimuginare però non giova a nessuno. Ecco perché in situazione come questa, voltare pagina è fondamentale. La Ferrari sembra intenzionata a cambiare sul serio: ci sono nomi nuovi, gente giovane che può e vuole riportare il cavallino sul tetto del mondo.

La prima novità riguarda sicuramente Raikkonen, non ci sarà più lui alla guida della Ferrari, un ritorno per lui all’Alfa Sauber lì dove tutto era iniziato. A comunicarlo è stata la Ferrari stessa poco dopo il GranPremio di Monza, gara che di fatto consegnò il mondiale ad Hamilton. Al suo posto ci sarà Charles Leclerc, il francese già campione Formula2 2017, ha attirato l’attenzione su di se nello scorso mondiale in cui ha fatto vedere grandi qualità e talento. Leclerc è un classe ’97 alla prima vera importante sfida della sua carriera, ma proprio la sua giovane età gli permetterà di correre senza troppe pressioni addosso. Almeno per questo primo anno ha tutto da guadagnare e poco da perdere. In molti, infatti, dicono che Vettel dovrà guardarsi le spalle, che forse presto in casa Ferrari si accorgeranno che il francese è già pronto per grandi palcoscenici e che mal si adatterà alla figura da “spalla”. Che sia vero o no ce lo dirà solo il tempo, sicuramente però un po’ di sana competizione non potrà che giovare anche al pilota tedesco, chiamato quasi ad un “ultimatum”.

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In fondo se pur è vero che Hamilton quest’anno è stato praticamente perfetto, è altrettanto vero che Vettel nei momenti decisivi, quelli che ti fanno vincere, quelli che fanno la differenza tra un ottimo pilota ed un campione, è mancato. E’ successo in Germania e in Italia, proprio le due nazioni che rappresenta (perché si sa, il destino quando si mette sa essere molto ironico), errori pagati a caro prezzo dalla scuderia. I tifosi sono stanchi di aspettare, ecco perché l’arrivo di Leclerc è stato accolto con grande entusiasmo, ecco perché ci si aspetta tanto, quasi tutto, dalla stagione 2019 di Sebastian Vettel.

Anche Mick Schumacher si è unito alla Ferrari Driver Accademy: Maranello tiene giustamente d’occhio il pilota figlio d’arte che nel Race of Champions in Messico ha eliminato Vettel lanciando un segnale più o meno velato a tutti. Non tarderà ad arrivare in F1.

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Non solo piloti però, perché anche in zona muretto qualcosa è cambiato, Maurizio Arrivabene infatti non sarà più Team Principal della Ferrari, su di lui sono ricadute le colpe degli ultimi due mondiali persi, al suo posto Mattia Binotto. Binotto non è sicuramente l’ultimo arrivato, in Ferrari dal 1995, fino allo scorso anno era il responsabile dell’area tecnica della scuderia, indiscrezioni lo davano vicino alla Mercedes, offerta che però lui ha rifiutato confermando la voglia di rimanere con la rossa.

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Insomma di cambiamenti ce ne sono stati, ed è giusto che sia così se si vuole ripartire. Il 15 Febbraio è stata presentata la nuova monoposto, con le foto di rito, le interviste e i buoni propositi, poi però (finalmente) la parola sarà lasciata alla pista, con i suoi insindacabili verdetti.

Servirà un’annata perfetta per battere le frecce argento della Mercedes, per riprendersi quel trono che da troppo tempo è in mano nemica. Bisognerà sfruttare ogni singolo errore e lottare per ogni centimetro perché come diceva Al Pacino in Ogni maledetta domenica: “Quando andremo a sommare quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta”.


Andrea De Amicis, nasce a febbraio del '96. Laureato in Economia Aziendale frequenta un corso di laurea magistrale in "Management e sostenibilità d'impresa". Studente per professione (per ora), portiere per diletto, cresce in Puglia con una grande passione per il calcio, la F1, il basket. Tifoso del Lecce e dell'Inter, il cuore appartiene a Zanetti, Milito e Toldo così come a Chevanton, Giacomazzi e Rosati.

3 Responses to “Aspettando il mondiale: le novità in Ferrari”

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