Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, Gennaio

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Top

1) Zapata: come Dzeko ma al contrario. E’ passato dall’essere un frigorifero da 8 goal a stagione all’essere due frigoriferi legati insieme da 13 goal in 5 partite. Devastante. Nient’altro da aggiungere. Anzi sì: anche bello da veder giocare.

Una macchina da guerra (via Wyscout).

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2) Piatek: la cosa che non manca mai nel calcio sono i brutti ceffi che ne parlano senza capirci una mazza ferrata. Ho sentito i commenti più disparati su questo polacco nato vecchio. I goal contro il Napoli sono il più bel biglietto da visita. Forse, forse, il derby di Milano sta tornando ad avere un senso. Bene così. Bravi cugini.

3) Muriel: Muriel l’è semper lu. Le prime due partite ti fa piangere pensando che Ronaldo, il fenomeno, si sia reincarnato. Poi alla terza partita si presenta con la forma fisica di Antonio Cassano e torna a far cagare. Ma qua si parla di gennaio e a gennaio il nostro colombiano ha fatto meraviglie. Il goal con slalom alla Sampdoria me lo porterò nel cuore per molto tempo.

Flop

1) Dzeko: un paracarro a San Marino potrebbe essere più utile. Non serve aggiungere altro.

2) F. Inzaghi: In Serie A è l’allenatore preferito… dagli avversari. Credo basti questo.

Il saluto di Superpippo ai suoi tifosi.

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3) Mihajlovic/Perisic: subentri ad Inzaghi e nel presentarti a Bologna parli di “romagnoli”. Come dire a un reggiano che il grana padano è notevolissimo sulla pasta con le salsicce svizzere. Che babbeo. Su Perisic il miglior giocatore del mondo per 11 partite all’anno, un ectoplasma utile come un buco del culo sul gomito per le restanti 27. Se aggiungete la professionalità di un Fabrizio Corona qualsiasi e la sete di soldi da ex moglie dell’Upper est side, spero tanto che l’Inter faccia un cesto Pasquale con lui e il waffle sbevazzone e li rifili a qualche campionato medio orientale.

Fine delle trasmissioni. Per ora.


Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.