Interventi a gamba tesa

6 Nazioni 2019: the preview


Stasera, alle 21.00 parte il torneo di Rugby più importante dell’emisfero nord. Superfavorita l’Irlanda, con subito dietro Inghilterra e Galles. Francia e Scozia pronte a sorprendere, Italia con mille incognite. Vediamo come si presentano le 6 squadre all’inizio del campionato.


  • Irlanda: i favoritissimi.

Sulla carta la squadra indubbiamente più forte è la verde Irlanda, la squadra allenata dal neozelandese Joe Schmidt. Il 2018 è stato forse il migliore anno nella storia del rugby irlandese: Grande Slam nel 6 Nazioni 2018, vittoria nella serie di tre test match contro l’Australia (in Australia), 4 vittorie su 4 nelle partite di novembre (compreso lo storico 16-9 sugli All Blacks). La squadra ha numerose individualità che possono vantare di essere le migliori nel mondo nel loro ruolo. L’apertura Johnny Sexton ha vinto il premio di miglior giocatore del mondo nel 2018 e il mediano di mischia Conor Murray non ha eguali in Europa nel suo ruolo. A loro si aggiungono il pilone Tadhg Furlong, le terze linee Peter O’Mahony e Sean O’Brien, i trequarti Jacob Stockdale e Garry Ringrose. La squadra è testata e collaudata, e Schmidt ha plasmato un gruppo coeso e affiatato grazie ad anni di lavoro e di preparazione.

Stato di forma

Per l’Irlanda sarà importante continuare sulla falsariga del fenomenale 2018 (una sola partita persa su dodici giocate). La situazione degli infortuni è gestibile sia in seconda linea (dove sono assenti Bernie ed Henderson), sia nel ruolo di mediano di mischia, dove i primi due rimpiazzi di Murray (Marmion e McGrath) sono assenti, ma ci si può comunque affidare a un giocatore di livello come John Cooney. Piccoli punti di domanda sui rientranti Sexton ed Henshaw, ma in quei ruoli le alternative sembrano all’altezza.

Calendario

Il calendario può essere insidioso nonostante sulla carta tutte le partite li vedano favoriti. L’esordio è in casa, ma contro l’Inghilterra, che nel mese di Novembre è ritornata ad altissimi livelli e che ha a disposizione una rosa quasi al completo. Il fattore campo sarà importante ma cominciare con la sfida più difficile è molto pericoloso. Sarà necessaria una partenza subito al 100%. L’impegno successivo in Scozia è complesso (a Murrayfield negli ultimi due anni hanno vinto solo Nuova Zelanda e Sudafrica), tuttavia comparando lo stato di forma delle due squadre, potrebbe bastare una partita ordinata e attenta. Il terzo e quarto match, in trasferta a Roma e in casa contro la Francia, sono i più facili in teoria. Conclusione in grande stile al Principality Stadium di Cardiff, contro un agguerritissimo Galles. Match difficile da pronosticare a inizio torneo, dipenderà molto da come ci arrivano le due squadre, per ora Irlanda 55% e Galles 45%.

Pronostico

Difficile dire altro che primo posto. Non credo si ripeterà il Grande Slam (cinque vittorie su cinque), e la sconfitta arriverà probabilmente in trasferta con Scozia o Galles. Tuttavia i verdi visti nel 2018 sembrano davvero su un altro livello. In caso di inizio con vittoria, potrebbe esserci vita durissima per gli sfidanti.

  • Francia: quante incognite!

Pieni di incognite i francesi guidati da Jacques Brunel, una squadra molto umorale che ha tutt’altro che impressionato nell’anno passato. Molte sconfitte e solo tre vittorie (l’unica davvero prestigiosa contro l’Inghilterra in casa nel Sei Nazioni). Il coach ha deciso di puntare sull’ennesima discontinuità col passato recente. Fuori Bastareaud, uno dei pochi ad avere impressionato in positivo nel 2018, ritorna Camilé Lopez, ritorna Louis Picamoles. Molti i giovani promettenti (la squadra ha un età media di 25 anni). Il talento non manca alla Francia, ma rimangono molte incognite di formazione. Diversi ruoli sono aperti a chi performerà meglio, tuttavia questo implica anche una squadra meno rodata delle concorrenti britanniche. La Francia potrebbe giocarsi l’acuto con chiunque, anche in un calendario non favorevole. Nonostante questo, i dubbi sono davvero troppi per metterla nel novero delle favorite.

Stato di forma

I francesi non hanno bisogno di infortuni per fare scelte di formazioni azzardate. Come detto prima, le esclusioni eccellenti, come Bastareaud o Thomas, non sono dettate da infortuni ma da scelte tecniche. Le squadre di club francesi stanno vivendo un buon momento in European Champions Cup, con due qualificate ai quarti, ma questo non sembra determinato esclusivamente da grandi performance dei giocatori di casa. Molto dipenderà dall’andamento del torneo, i francesi hanno bisogno di accumulare momento per provare a combinare qualcosa. In questo senso un inizio poco convincente potrebbe essere una condanna. Bisogna ricordare che la Francia U20 ha vinto il titolo mondiale di categoria nel 2018. Puntare sui giovani potrebbe essere la strategia giusta, ma forse è presto perché dia subito i suoi frutti.

Calendario

Il primo match contro il Galles a Parigi sarà fondamentale. Nonostante i dragoni partano favoriti c’è spazio di manovra per i Blues. Le uniche partite davvero all’apparenza fuori portata sono la seconda, a Londra contro  l’Inghilterra, e la quarta, a Dublino contro l’Irlanda. Una vittoria in queste due sarebbe una vera impresa sportiva. Vincerle entrambe praticamente un miracolo. La terza partita in casa contro la Scozia, nella storia recente una nazionale che fatica moltissimo lontano dalle mura amiche, è abbordabile, come anche l’ultima a Roma contro l’Italia.

Pronostico

I francesi potrebbero ragionevolmente vincere almeno due partite, e perderne altre due, con l’incognita dell’esordio sul Galles che potrebbe decidere se ne vinceranno anche una terza. Difficile pensare che cadano in entrambi i match a Parigi. Ci limitiamo a pronosticarli come quinti, con due vittorie e tre sconfitte. Tre vittorie sarebbero un buon sei nazioni per loro (meglio dell’edizione precedente), ad oggi però vederli in lotta per il primo posto sembra davvero irrealistico.

Un altro anno interlocutorio per i galletti?

  • Italia: siamo già ultimi?

La nostra nazionale, allenata ancora dall’ottimo Conor O’Shea, si presenta ai blocchi di partenza in posizione nettamente inferiore alle avversarie. Per l’ennesima volta sembriamo i favoritissimi per il cucchiaio di legno (simbolico titolo per l’ultimo in classifica). Nel 2018 si sono visti passi in avanti, compresa una sfortunatissima sconfitta all’ultimo minuto contro la Scozia. Nella prossima edizione si dovranno fare passi in avanti in difesa e cercare di limitare il passivo nei match. Sarà, complice anche qualche infortunio, molto, molto complicato. Il lavoro del tecnico irlandese non si è limitato alla sola nazionale, ma ha coinvolto tutto il movimento, promuovendo le accademie e i club che giocano a livello europeo (la Benetton Treviso sta ottenendo buoni risultati), e si è visto qualcosa nella scorsa edizione. Tuttavia la strada per colmare il gap con le federazioni degli altri paesi è ancora molto lunga e ci sarà ancora da aspettare per vederci tornare sui livelli di una decina di anni fa.

Stato di forma

Gli infortuni hanno colpito duramente la nazionale italiana, privandoci di due elementi molto importanti come Minozzi (uno dei giocatori migliori del torneo del 2018) e di Polledri, oltre che di altri titolari come Bellini e Violi. Si ripropone allora l’annoso problema di una rosa che non ha la profondità delle altre, oltre alla rabbia perché renderà più complicato confermare i progressi che i nostri ragazzi hanno proposto nel 2018. Piano però a fasciarci la testa prima di essercela rotta, perché l’anno scorso ci siamo andati molto vicino contro la Scozia, e perché abbiamo alcuni giocatori di sicuro affidamento, quali Tommaso Allan, Michele Campagnaro e il capitano, l’immenso Sergio Parisse.

Calendario

L’esordio contro la Scozia sarà molto complicato, perché la squadra di Townsend tende a esaltarsi in casa, e il precedente di due anni fa (29 a 0 al Murrayfield) non è incoraggiante. Le partite successive contro Galles, Irlanda e Inghilterra, le principali pretendenti al titolo, saranno più importanti per la prestazione che per il risultato. Al di là dei nostri meriti e demeriti si tratta di squadre eccezionali che possono puntare anche a vincere la Coppa del Mondo di Rugby a fine anno. Da segnare in rosso sul calendario la data del 16 Marzo, quando contro la Francia ci giocheremo la nostra chance migliore di vincere una partita.

Pronostico

Davvero difficile non pensare di arrivare al sesto posto. La nostra squadra, seppure buona, non è all’altezza delle altre sulla carta. Importante, ma anche molto complicato, l’ultimo match contro la Francia. Se i transalpini dovessero avere difficoltà per tutto il torneo dovremo essere bravi a provare ad approfittarne.

Il leggendario capitano guida ancora una volta gli azzurri.

  • Galles: è l’ora di tornare a vincere?

La vera possibile rivelazione del torneo sono i dragoni, allenati dal neozelandese Warren Gatland. Dopo un ottimo Sei Nazioni 2018, concluso al secondo posto, l’anno è proseguito alla grande con una doppia vittoria sull’Argentina in estate e quattro su quattro a Novembre, tra cui quella sull‘Australia (prima in quasi dieci anni) e quella su un Sudafrica tornato ad altissimi livelli. La squadra gallese ha dimostrato di avere qualità e profondità, riuscendo a sopperire varie assenze in diverse circostanze. Anzi al momento le questioni più pressanti sembrano riguardo a chi giocherà titolare in diverse posizioni, tra cui soprattutto quella di mediano di apertura. Fino a un anno fa Dan Biggar sembrava intoccabile, ma oggi Ascombe e Patchell si sono fatti avanti a suon di grandi prestazioni. Discorso simile per il triangolo allargato, dove Adams, North, Williams, Evans e Halfpenny (e non solo loro) si giocano tre posti. Se dovesse risolvere al meglio questi problemi di abbondanza, Gatland potrebbe preparare davvero un 2019 per sorprendere.

Stato di forma

Qualche problema di infortuni, che potrebbero rientrare in parte nel corso del torneo, per i gallesi. Halfpenny dovrà saltare le prime due partite e la squadra non potrà contare sui suoi affidabili calci (90% di precisione), e saranno assenti anche giocatori di grande livello come Shingler e Faletau. La profondità testata della squadra dovrebbe riuscire a sopperire a questi problemi, tuttavia alcuni giocatori presentano delle incognite ad un livello come quello del 6 Nazioni. L’inesperienza potrebbe farsi sentire anche per elementi di gran valore quali i mediani Anscombe e Williams. Il Galles pare troppo solido per sgretolarsi fragorosamente, tuttavia l’obiettivo rimane il salto di qualità definitivo e il colpo grosso.

Calendario

Forse la squadra che può guardare meglio alle sue partite, poiché affronterà in casa le due partite decisive contro Inghilterra e Irlanda, mentre dovrà fronteggiare due trasferte ostiche alla prima giornata in Francia (servirà subito una partenza concentrata e scattante) e alla quarta in Scozia (dove due anni fa è arrivata una sconfitta). La partita di Roma non dovrebbe rappresentare un problema visto il divario tecnico fra le due squadre.

Pronostico

Sono convinto che il Galles sarà protagonista di un ottimo torneo, piazzandosi secondo. Dopo quattro sconfitte di fila potrebbe essere l’anno di una vittoria sull‘Inghilterra (che manca da quella clamorosa alla Rugby World Cup 2015). Battere l’Irlanda sarebbe importante per prendere ancora più fiducia verso la Coppa del Mondo, tuttavia una sconfitta combattuta e stretta nel punteggio non sarebbe la fine del mondo.

Il Galles ha qualità e quantità, nessuno lo potrà sottovalutare…

  • Scozia: il momento del grande passo in avanti?

I due anni passati hanno consacrato la Scozia come squadra di alto livello, in grado di competere con chiunque. In casa almeno. Il rugby mostrato fra il 2017 e il 2018 dalla squadra di Gregor Townsend, oltre che vincente, si è rivelato anche molto divertente e piacevole da seguire. A ciò si dovrebbe aggiungere anche una maggiore profondità in alcuni ruoli, bilanciata però anche da alcune assenze molto pesanti. Quello che però manca davvero alla Scozia è la vittoria. Per consacrarsi nel novero delle nazionali di altissimo livello serve una vittoria nel torneo. Ad oggi sembra improbabile, ma non è completamente impossibile. I fenomeni non mancano, ma forse manca ancora un passo in avanti in termini di mentalità, il problema delle partite perse (anche male) in trasferta è qualcosa su cui lo staff tecnico deve lavorare.

Stato di forma

Pesantissimo l’infortunio di Hamish Watson, un giocatore insostituibile in terza linea. Altri piccoli infortuni hanno portato alla convocazione di un certo numero di giocatori uncapped (ossia senza presenze in nazionale) che sono tutti da testare a livello internazionale. La sorpresa Hastings nei test match di novembre assicura maggiore profondità nel ruolo di mediano di apertura, dove finora Finn Russell (giocatore fenomenale) era senza alternative valide. Rimane il titolare, ma in caso di necessità esiste un alternativa. Fra le seconde linee Jonny Gray non sta convincendo del tutto, ma la sua esperienza lo candida comunque come titolare fisso. Nel pacchetto arretrato, occhio ai soliti Hogg, Jones e Maitland, ma attenzione anche al giovane Blair Kinghorn, che dopo buone prestazioni nel 2018 cerca la definitiva consacrazione.

Calendario

Partite allettanti in casa per la Scozia, con Irlanda e Galles da sfidare fra le mura amiche di Murrayfield. Nel 2017 arrivarono due vittorie, quest’anno sembra più difficile, ma non impossibile almeno una delle due. Complicatissime le trasferte, a Londra e Parigi, dove, nell’era del 6 Nazioni, la Scozia non ha mai vinto. L’esordio casalingo con l’Italia sembra comodamente alla portata, ma presenta anche delle insidie, pensando al match dello scorso anno a Roma. Fondamentale partire alla grande per giocarsi con meno pressione il secondo match con l’Irlanda e il proseguio del torneo in generale.

Pronostico

Vedo una Scozia tranquilla quarta, che potrebbe anche togliersi di dosso lo spauracchio del Parco dei Principi (dove, come già detto, non ha mai vinto). Vincere tutte le partite in casa è molto complicato quest’anno, e anche a Londra sembra più facile aspettarsi una sconfitta. Per la Scozia si aprirebbero grandi possibilità in caso di partenza sprint con due vittorie (con annesso lo scalpo dell’Irlanda). Tuttavia ai blocchi di partenza i verdi, con anche Galles e Inghilterra sembrano avere un altro passo.

La Scozia diverte e appassiona, ma basterà per vincere?

  • Inghilterra: grande ritorno?

Dopo i magici anni 2016 e 2017, con una sola sconfitta in 24 mesi, la nazionale della rosa è tornata bruscamente sulla terra in un 2018 pessimo, solo parzialmente salvato dalle performance di novembre. Sette sconfitte in un anno non sembrano un gran biglietto da visita per il 2019, ma finalmente Eddie Jones ha ritrovato alcuni dei suoi giocatori chiave e ha dichiarato che non ha mai selezionato in quattro anni una squadra così forte. L’Inghilterra inizia col botto a Dublino, in una partita subito decisiva. I miglioramenti di novembre (dove la sola sconfitta è stata per 16-15 contro gli All Blacks, e sono arrivati i trionfi su Australia e Sudafrica) vanno confermati e bisogna ritrovare la confidenza del biennio ’16/’17. La squadra sulla carta è piena di talento e gli infortuni finalmente non sono più un fattore pesante. Partono secondi per i bookmakers, ma l’Inghilterra è una squadra che non può puntare a niente altro che alla vittoria.

Stato di forma

Come detto in precedenza, finalmente molti giocatori fondamentali, su tutti il Numero 8 Billy Vunipola, un giocatore di forza e impatto incredibili, sono tornati a disposizione. Solo due pecche nella formazione che andrà a sfidare l’Irlanda, le terze linee che si supponeva sarebbero state i titolari, Brad Shields e Sam Underhill, sono ferme ai box per dei piccoli problemi fisici. Il compito di sostituirle a Tom Curry e Mark Wilson, giocatori di talento, che potrebbero però peccare di inesperienza contro i fenomenali flankers irlandesi (forse i migliori del mondo). Ritorna dopo alcuni anni (e moltissimi infortuni) un giocatore potenzialmente devastante come Manu Tuilagi. Insieme ad altri elementi di altissimo livello, Owen Farrell all’apertura, Eliott Daly e Jonny May nel triangolo allargato, e Maro Itoje in seconda linea, l’Inghilterra può contare su una squadra fra le migliori del mondo.

Calendario

Esordio come detto durissimo, a cui si aggiunge il match di terza giornata a Cardiff contro un Galles confidente e talentuoso. Più semplici gli incontri interni, contro Scozia (storicamente in difficoltà in casa degli inglesi), Francia e Italia. Per gli inglesi, posto che le eventuali sconfitte in casa sarebbero dei mezzi disastri, sarà decisiva l’efficacia in trasferta.

Pronostico

Vedo un Inghilterra in ripresa, ma ancora sotto l’Irlanda e che potrebbe soffrire il Galles, pericolosissimo in casa. Li metterei al terzo posto, con vista sul secondo. Con impegni casalinghi così agevoli è difficile pensare a una replica delle tre sconfitte e del quinto posto del 2018.

Meno di due anni fa vincevano il secondo titolo consecutivo. E oggi?


Nato a Monza il 22/01/1992. Segue lo sport fin da bambino, soprattutto il calcio. Si innamora del tennis negli anni delle scuole medie, anche e soprattutto grazie all'immenso Re Roger Federer, di cui è fan sfegatato. Tifoso del Milan fin da piccolo. Laureato in Matematica. Segue anche lo sci durante la stagione invernale.