Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, Dicembre

top flop

Top

1) Cristiano Ronaldo: calciatore pazzesco. Quelli che dicevano “l’hanno preso perché è finito”. Quelli del “gioca solo la Champions” (tra i quali per altro c’ero io). Quelli del “col cazzo che in Italia segna come in Spagna”. Eccoci, tutti qua, ancora una volta appesi al cazzo, noi. Cristiano è inumano. Solo applausi e un dicembre da incorniciare.

C’erano dubbi al riguardo? (via Bleacher Report).

top flop

2) Keità e L.Martinez: non pensavo sarei mai tornato a dire una frase del genere ma finalmente la panchina dell’Inter ha fatto la differenza. Due goal, sei punti e segnali incoraggianti da entrambi questi ragazzi, importanti per il presente ma soprattutto per il futuro.

3) Quagliarella: quando la maturazione ti dice male e ti porta a usufruire a pieno del tuo potenziale molto dopo la data di scadenza. Tutte queste cose a Quagliagol non interessano e continua a fare la differenza, con numeri e costanza fuori da ogni logica italica.

Flop

1) Teste di cazzo: qui a Sportellate ci piace seguire la moda dell’intelligenza ma non quella degli anelli al naso. Chi pensa che allo stadio i buu siano di matrice razziale non è mai stato in uno stadio. Così come quei doppio pettisti che in televisione o alla radio ci fanno due coglioni così sul rispetto e la grave emorragia razzista che colpisce questo bel Paese. I buu razzisti sono un insulto tanto quanto lo sono i “figli di puttana” rivolti ai giocatori bianchi (o c’è un attacco razzista a tutte le mamme caucasiche?). Com’è un insulto il fatto di permettere alla politica di infiltrarsi nel calcio ma poi scansarsi in occasione della Supercoppa perché si è già incassato il lauto assegno. Com’è un insulto ogni singolo applauso durante i minuti di silenzio. E’ un insulto lo sbeffeggiare tragedie e tragiche scomparse di giovani eroi. Sono insulti, è ignoranza, non centra il razzismo. La gente è becera e rabbiosa ma le teste di cazzo che si meritano il primo posto del nostro Flop, sono i delinquenti che non si chiamano né tifosi né ultras ma delinquenti e tutti quelli che fanno la filippica per lavarsi la coscienza dell’essere i primi ad aizzare un clima di odio sportivo. Fermate i violenti: cominciati dai vertici istituzionali e proseguite in radio e televisione. #CacciaAiVeriViolentiDelCalcio

2) Nainggolan: se a trent’anni pensi di poterti concedere gli stessi lussi di quando ne hai venti, la resa in campo è solo l’ultimo dei problemi che ti porti appresso.

Dicono che voglia riprendersi l’Inter, lavorando come un forsennato. Staremo a vedere.

top flop

3) De Laurentiis e Lazio: per la serie “esaspero e denigro il piatto in cui mangio e grazie al quale mi arricchisco lautamente”. Sarebbero serenamente potuti finire insieme agli altri occupanti della prima posizione ma sapete che a me piace fare nomi e cognomi, sempre.

Alla prossima.

JL


Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.