Interventi a gamba tesa

Quel che è successo alla pagina Facebook di Sportellate, spiegato bene


In data 14 Novembre 2018, la pagina Facebook di Sportellate è stata cancellata dal social più popolato al mondo. Dopo cinque giorni di lotta e reclami continui, la situazione non è cambiata di una virgola.


Prima di iniziare, due premesse da tenere bene a mente nel corso della lettura:
Premessa n.1: la pagina Facebook di Sportellate contava intorno ai 20.000 likes (non tanti ma neanche pochi) ed era la nostra principale “landing page” per rendere fruibili i nostri scritti del blog;
Premessa n.2: nessun collaboratore di Sportellate ha mai visto un euro per un suo scritto. I fondatori, oltre a non averlo visto nemmeno con la lente di ingrandimento, ci hanno pure investito alcune somme di denaro.

Ok, partiamo e andiamo indietro nel tempo. Torniamo allo scorso mercoledì, 14 Novembre 2018.
Intorno alle 21 di notte, tutti gli amministratori/editor della pagina Facebook che si apprestavano ad accedere al social, venivano salutati con questo messaggio: “Ti abbiamo rimosso o disabilitato l’accesso al seguente contenuto perchè violava le leggi dello Statement of Rights and Responsabilities di Facebook“.
sportellate

Inutile nasconderlo, qualcosa di simile ci era già successo: la pagina è online da 5 anni buoni e pubblica (pubblicava) quotidianamente 2-3 post al giorno, non era certo la prima volta che FB ci rimuoveva un contenuto.  La differenza grossa stava però nel tipo di messaggio mandatoci da Facebook: solitamente quando FB bloccava o rimuoveva un contenuto, il contenuto in esame veniva sempre specificato. Ci veniva sempre specificato o di chi si violava il copyright o da chi arrivava la segnalazione. La cosa particolare è che a questo giro, sotto la scritta, nessun contenuto veniva specificato. C’erano solo il logo del sito e la scritta Sportellate. Anche cliccando su “continua” NESSUNO ci spiegava perchè fosse stato violato lo “Statement” di Facebook. Questa procedura è stata uguale per tutti coloro che erano amministratori/editor della pagina al momento del suo blocco/rimozione/cancellazione.

Sono troppe le cose che non tornano:
1) Perchè non ci è stato spiegato quale contenuto abbia fatto saltare il banco?;
2) Facebook ci ha sempre inviato in casi simili una mail di chiarimento e spiegazione dell’accaduto. Lo stesso Facebook ci ha sempre specificato quale azienda/multinazionale ci aveva segnalati (es. Premier League). Perchè a questo giro nulla di tutto questo è successo?;
3) Anche impegnandoci, ci viene molto difficile pensare ad un contenuto pubblicato nell’ultimo mese che fosse a rischio sanzione. Molto ma molto difficile.
I giorni dopo il misfatto dovevamo reagire. Era un nostro diritto far sentire la nostra voce, far uscire la nostra rabbia e la nostra delusione per l’accaduto. Di conseguenza, una volta inviati una serie di reclami al buon Zuckerberg (ah, notare: pur esistendo millemila form diversi per ciascun tipo di reclamo, non esiste più un form specifico per il reclamo “sulla rimozione di una pagina”), siamo usciti con un comunicato stampa sui due social dove ancora avevamo un canale (Twitter ed Instagram).
sportellate
Non sappiamo se veramente di censura si è trattato. Onestamente, triste a dirsi, ma sembra proprio non ci sia dato sapere nulla sull’accaduto.
L’unica cosa certa, è che nelle ore dopo l’uscita del comunicato, la vicinanza e la solidarietà di amici, conoscenti, giornalisti, blogger e simili è stata eccezionale. Ci ha ripagato per il lavoro fatto in questi anni? Probabilmente no, ma ci ha fatto incredibilmente piacere.
sportellate
Oggi è passata quasi una settimana dalla cancellazione della pagina. Sperando di capire se mai essa ci verrà ridata, ci sentiamo in dovere di specificare alcune cose, che per quanto banali devono essere chiare a tutti:
1) Non abbiamo mai fatto male a nessuno. Qualche volta ci siamo andati giù pesante? Sicuro, ma non abbiamo mai superato il limite. Su FB siamo soliti vedere delle porcate, giorno dopo giorno, che la nostra pagina in confronto sembrava il ritrovo dello “Sleepover Club”;
2) Ripetiamo, non c’è guadagno dietro Sportellate. Non c’è scopo di lucro. Magari le pubblicità “Ad Sense” sulla piattaforma possono ingannare, ma sono state inserite solo da un anno e in media portano al sito ricavi mensili con il quale a malapena ci si compra un kebab. Niente in confronto a quelle che sono state le spese nel corso degli anni. Quello che smuove questi 35 pazzi è la loro passione per lo sport e la possibilità di renderla nota. Punto;
3) Non esiste solo la pagina FB: la nostra è una realtà vera e concreta composta da 35 collaboratori, un sito internet e le pagine sulle altre piattaforme. A prescindere da nostre colpe, l’operazione eseguita ai nostri danni non è assolutamente proporzionale al nostro eventuale errore. In aggiunta non è possibile che una piattaforma come Facebook cancelli una realtà del genere senza dare spiegazioni.

Questo è quanto. Ci faceva piacere rendere nota a tutti la questione in maniera più precisa.

Ora, nell’attesa di ricevere qualche risposta, continuate a seguirci: comunque vada, in qualche modo ci rinnoveremo e torneremo più forti di prima.

#SaveSportellate


 

La redazione di Sportellate.it nasce in un attico riminese nell'estate del 2012. Oggi è la voce di una trentina di ragazzacci da tutta Italia. Non ama prendersi troppo sul serio.

5 Responses to “Quel che è successo alla pagina Facebook di Sportellate, spiegato bene”

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