Interventi a gamba tesa

Il penultimo ostacolo cinese

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Tutto è iniziato a fine settembre, con la spedizione italiana alla volta del Giappone, paese ospitante del mondiale 2018. Giunta al paese del sol Levante senza i favori del pronostico, l’Italia è comunque partita con la consapevolezza di poter svolgere un buon mondiale. Infatti, partita dopo partita, la squadra di Mazzanti ha convinto sempre più gli appassionati della pallavolo. E ora si trova davanti la Cina, l’ultimo ostacolo prima della finale. Un avversario che ha vinto le ultime Olimpiadi e che fa paura, ma col quale si può e si deve tentare l’ennesima impresa.


Si può definire l’Italvolley femminile come una squadra in missione.

IL CAMMINO

Il team italiano, costruito sull’asse palleggiatrice opposto Malinov-Egonu, il più giovane della rassegna, si ritrova catapultato in semifinale, in seguito a un cammino impeccabile. Solamente vittorie, eccezion fatta per la sconfitta di martedì con la Serbia, per altro inutile, dato che entrambe le compagini conoscevano del loro approdo matematico in semifinale.

10 vittorie consecutive, tra girone eliminatorio, seconda fase e final six, conquistando gli scalpi di nazioni ben attrezzate come Turchia, Russia, Stati Uniti e la stessa Cina, battuta per 3 set a 1 durante la fase eliminatoria.
Un’Italia che è quindi cresciuta in questo tragitto mondiale, sulle spalle in primis di Paola Egonu: la nemmeno 20enne è mattatrice incontrastata del team e al momento top scorer del torneo con 246 punti totali a referto, 8 in più dell’olandese Sloetjes. Da segnalare anche l’apporto costante della schiacciatrice Miram Sylla, fondamentale in particolare nella vittoria contro il Giappone che ci ha portati in semifinale. Anche tutte le altre hanno lasciato il loro segno nella manifestazione: dalla Malinov in cabina di regia, alla De Gennaro che ha registrato buonissime percentuali di ricezione in difesa, senza dimenticare Anna Danesi, la migliore a muro tra tutte le atlete della rassegna mondiale.

UNA CINA MAI COSI’ VICINA

Ai mondiali casalinghi del 2014 ci hanno battuto in semifinale, 2 anni più tardi si sono imposte alle Olimpiadi brasiliane, ma quest’anno, nei 3 confronti ufficiali, abbiamo sempre vinto contro la Cina. Ultima è stata la vittoria alle fasi di qualificazione, come detto poc’anzi.  Quella dello scorso 4 ottobre fu una gran partita dell’Italvolley, che dopo aver perso il primo set, ha schiantato le pallavoliste cinesi, con una partita tutta intensità e qualità.

Domani sera però, sarà tutt’altro match, con le asiatiche che non perdono proprio dall’incontro contro di noi. Le asiatiche, guidate in panchina dalla leggendaria Lang Ping, sono una squadra coriacea, che fanno della difesa l’arma migliore. Occhio quindi alle giocate quasi infinite delle atlete cinesi, che hanno nella palleggiatrice Xia Ding una regia oculata, e in Ting Zhu un martello costante. Inoltre cercheranno di non commettere gli stessi errori della partita di Sapporo, dove hanno difeso male gli attacchi della Egonu (ma dopotutto chi riesce a difenderli?). 4 anni dopo la cocente sconfitta del Forum di Assago, le ragazze italiane dovranno stare sempre concentrate e non dare per scontato nessun punto, resistendo alle folate fisiche della Cina, che come insegnano la storia e l’albo d’oro (5 medaglie mondiali cinesi contro una sola italiana) sono ben più abituate a questi palcoscenici. Ad ogni modo, le premesse per il ritorno in una finale mondiale, che manca da 16 anni, ci sono tutte.

Una schiacciata di Paola Egonu, candidata al premio di miglior giocatrice del torneo.

COME NEL 2002

Chi non veste le stesse mutande portafortuna il giorno della partita? Chi non crede al destino che indirizza gli eventi del campo? Ecco, per coloro che non vogliono sentir parlare di cabala e scaramanzia, è sconsigliata questa parte di lettura dell’articolo. Per gli altri invece, ora arriva il momento in cui ci si affida alla dea bendata e si evocano tutte le ricorrenze fortuite del caso, che ci faranno vincere domani.

Nel mondiale tedesco del 2002, l’unico vinto dall’Italia femminile di pallavolo, abbiamo battuto ai quarti di finale la Corea del Sud e in semifinale la Cina. Due squadre asiatiche, proprio come quest’anno, dove per andare in semifinale abbiamo sconfitto il Giappone e ora, come ormai sapete tutti, affrontiamo la stessa Cina.

Nel 2002 la migliore giocatrice del mondiale è stata Elisa Togut, opposto e schiacciatrice a tutto braccio, le cui movenze fisiche ricordano quelle di Paolo Egonu; inoltre il libero De Gennaro in campo può rievocare le stesse miracolose ricezioni della storica Cardullo. Si riscontrano diverse affinità con le ragazze vincitrici del 2002  (oppure sono solo miei assurdi convincimenti personali, a cui ho bisogno di aggrapparmi in vista della partita).

UNA POPOLAZIONE UNITA

Sicuramente  assisteremo ad un’Italia della pallavolo femminile che vuole continuare a stupire, cosciente che avrà dalla sua parte un popolo incollato a casa davanti alla televisione o che a lavoro si metterà di fronte a un tablet per seguire l’incontro.

Nel segno di una nazione che deve assolutamente andare oltre al colore della pelle di alcune nostre pallavoliste e incitare, seppur dall’altra parte del mondo, questa spedizione, andiamo a prenderci questa medaglia mondiale che non arriva da troppi anni. Forza Italia!


 

Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.