Interventi a gamba tesa

I 10 giocatori da non acquistare all’asta del fantacalcio


In un periodo in cui anche Young Signorino propone la sua guida all’asta del fantacalcio perfetta invece che il suo nuovo odioso singolo, e persino la massaia sa che Zajc può diventare il crack della Serie A 2018-’19, noi di Sportellate.it facciamo saltare il banco per il terzo anno consecutivo proponendo 10 giocatori da non comprare mai nella vita al fantacalcio. O eventualmente non strapagare. Attenzione: la maggior parte deve ancora fare la propria asta, qualcuno probabilmente sta bluffando.


1) Patrick Schick (di Massimo Tecca)

Patrick Schick, bello e impossibile. Bello da vedere, elegante nei movimenti, piedi e fiuto del gol da potenziale campione. Ma quando giochi Patrick? Nel 4-3-3 di Eusebio Di Francesco c’è posto per un solo centravanti, e quello si chiama Dzeko. Senza discussioni. Potresti fare l’ala (e ci hanno provato a fartelo piacere quel ruolo…) ma non è proprio aria, finisci col pestare i piedi al bosniaco e complichi la situazione anzichè migliorarla.

Nel frattempo alla Roma sono arrivati esterni di ruolo più veloci e affamati di te, vedi Kluivert. E poi, dopo quello splendido anno alla Sampdoria, alla Roma ti hanno visto solo a sprazzi, spesso poco convinto, forse perchè immaginavi la difficoltà a trovare spazio e fiducia. Ora devi “ri-acchiappare” anche quella dei fantacalcisti che però temono di dover spendere una cifra per un attaccante che magari segnerà tanto ma… nelle Coppe.

2) Dries Mertens (di Jacopo Landi)

Mertens. Leggi il nome, rileggi il titolo dell’articolo ma continui a non capacitartene. Sembrano passati molto più di una manciata di mesi da quella cavalcata esaltante interrotta in un albergo di Firenze. Dries al centro dell’attacco e del progetto. Maurizio dalla banca al timone di un’impresa e il Napoli come seria e unica antagonista della Juventus. Un’estate dopo con un mercato praticamente nullo, nonostante le uscite di Dela e l’insediamento di re Carletto, gli equilibri sono totalmente cambiati.

Sempre un passo avanti il Dela (via Eurosport)

Quindi perchè evitare Mertens al fantacalcio?

Intanto perchè non è al centro del progetto. Carletto stravede per Insigne e Milik e a Callejon non rinuncerebbe manco sotto tortura. Secundis, la forza di Mertens derivava oltre che da una tecnica superiore da un modulo oliato come un ingranaggio perfetto che esaltava ogni suo componente. Carletto è il più grande gestore di campioni nel panorama internazionale ma è meno maniacale tatticamente e vede Mertens come un esterno d’attacco. Ergo: l’ultimo passaggio lo deve fare e non più ricevere. In conclusione, Mertens l’anno scorso ha iniziato a far vedere una lieve parabola discendente oltre che delle spalle troppo fragili per sorreggere Napoli nel momento più importante. La sensazione è che Dries risulterà ancora importante per i partenopei ma in una chiave nuova e meno centrale. E valutando il mercato più ricco degli ultimi anni e il costo astronomico che porterà in dote dopo le ultime stagioni, forse vale la pena di valutare, per il bene del vostro fantacalcio, pescate migliori.

3) Joel Campbell (di Giuseppe Santoro)

Il variopinto mercato dello scorso gennaio del Benevento ha imposto un obbligo agli eruditi amanti della Serie A: non sorprendersi più. E se Cr7 può essere acquistato dalla Juventus, Modric dall’Inter, perché Joel Campbell non può finire al neopromosso Frosinone? Ecco. Esperienze pluriennali in termini fantacalcistici mi impongono un’attenta, quanto acuta riflessione: non acquistatelo.

Detto ciò, parto da una premessa: Joel Campbell è, sicuramente, un acquisto importante, uno di quelli che ha fatto corrugare le sopracciglia di ognuno di noi quando è venuto a conoscenza dell’arrivo in Serie A dell’ex Arsenal e Betis. Un colpo di caratura internazionale che profuma di esotico e tropicale per un Frosinone legato ad un’ottica provinciale e – da anni – avvezzo ad una rosa italiana e ben consolidata, il cui obiettivo era cambiare il meno possibile. Dall’altro lato, però, il colpo last-minute frusinate, compiuti 26 anni e coadiuvato dall’egregio lavoro dell’agente, ha girovagato l’Europa (sesto campionato diverso in otto anni) non riuscendo mai a confermare ciò che aveva lasciato intravedere nella Copa América 2011, autentica rampa di lancio verso il calcio del vecchio continente ed i Gunners di Wenger. Il mancino costaricano, affrontato ai gironi del Mondiale brasiliano del 2014 con la maglia de Los Ticos, proviene da una stagione insufficiente agli ordini di Quique Setien, gravato da un’operazione al ginocchio, a cui è seguito un infortunio alla caviglia che ne ha compromesso l’intero campionato.

Inoltre, è doveroso sottolineare come il mercato dei ciociari possa considerarsi discreto. Sportiello, Molinaro, Goldaniga, Capuano, Salamon, Hallfredsson, Crisetig rappresentano il giusto mix fra calciatori dalla consolidata esperienza ed altri, di cui in passato si è parlato un gran bene, ma che da tempo cercano la consacrazione in piazze medio-piccole. Un buon mercato per una neopromossa, ma in avanti l’infortunio di Federico Dionisi ha scombinato i piani. Il parco attaccanti a disposizione di Moreno Longo si è arricchito negli ultimi giorni (in cui sono arrivati Pinamonti, Campbell e Ardaiz) ed ora 8 calciatori si contenderanno due maglie nel solito 3-5-2. Un reparto inedito e in cui a primeggiare sono i dubbi relativi agli interpreti. Se vi saranno due punte fisiche (es. Ciofani-Perica), per il costaricano sarà più difficile trovare spazio; se, invece, al fianco di uno di essi vi sarà una punta mobile, capace di fare raccordo con la terza linea, il duello sarà con Camillo Ciano, alla prima esperienza fra i ‘grandi’ (e chissà se con l’olandese Vloet).

La mia speranza è che Campbell non sia in Italia per una breve passerella e per un ulteriore timbro sul passaporto. Ma la precaria condizione fisica, i tempi di adattamento al calcio italiano, le costanti difficoltà di una neo-promossa, legate ad un exploit mai arrivato e – che probabilmente mai arriverà – mi portano a pensare che non sia il colpo giusto per questo fantacalcio. E nemmeno per il prossimo, semmai ci sarà.

4) Gervinho (di Lorenzo Lari)

Sicuramente è ancora un bellissimo ragazzo. Certamente per il Parma è un acquisto di spessore internazionale. Inoltre è anche vero che se messo nelle condizioni di giocare in contropiede e non contro le difese schierate, Gervais Lombe Yao Kouassi, meglio noto come Gervinho, potrebbe dire ancora la sua.

Wow.

Il problema è che, per chi non lo sapesse, la sua esperienza in Cina è stata un qualcosa di così triste e malinconico che all’asta di quest’anno più che puntare 1 credito sull’ivoriano, vi converrebbe investirlo sul quarto attaccante del Frosinone. Dal 2016, 29 le presenze con l’Hebei condite dalla pochezza di 4 gol. Ma andiamo oltre e non accontentiamoci di questi scialbi numeri. Ho avuto mio fratello per più di 6 mesi a Pechino che, non so bene come, insieme ad un amico si è appassionato al calcio cinese. Ecco, entrambi hanno avuto il coraggio di gustarsi più di una partita dell’Hebei CFFC e mi hanno definito le prestazioni di Gervinho peggiori della sua fronte.

Che forse, per un giocatore che ha sempre fatto della corsa il suo forte, gli anni migliori siano alle spalle? Ai posteri l’ardua sentenza.

5) Ciro Immobile (di Alessandro Autieri)

Ciro Immobile, in arte “Ciruzzo” per chi negli anni lo ha tifato – o avuto – al Fantacalcio (me compreso suo estimatore della prima ora), in un recente passato mi ha dato un importante insegnamento: schierare sempre e comunque l’attaccante avversario della tua squadra del cuore. Correva l’anno 2012 e Immobile era ancora un giovane imberbe che si faceva le ossa a Genova lontano dai riflettori, e anzi spesso e volentieri veniva criticato per le difficoltà sotto porta nel mondo professionistico (mentre nelle giovanili bianconere da subito si mostrò più cattivo di Lee Van Cleef ne “il Buono il Brutto e il Cattivo” di Sergio Leone). Nello specificò il sottoscritto lo lasciò fuori in Genoa-Juventus e lui ripagò con un gol, il suo secondo – di quelli che saranno poi tanti – in serie A. Negli anni la sua crescita è stata esponenziale, da giocatore non bellissimo da vedere a toro scatenato sottoporta, inarrestabile in contropiede e capace spesso e volentieri di gol bellissimi e anche di doppie e triple segnature. Chi vi scrive lo ha avuto al fantacalcio, di riffa e di raffa, fino allo scorso anno compreso (se valgono come eccezioni naturalmente le stagioni al BVB e con Siviglia).

Ora il bivio è arrivato, la decisione è presa: la mia Sentenza, perché rispetto a Van Cleef non sono da meno, è “Immobile quest’anno non segnerà poi moltissimo, puntate su un altro Big della prima fascia.” L’ho detto. Ai malati di fantacalcio l’ardua sentenza.

6) Antonio Candreva (di Giuseppe Orio)

La carriera di Candreva è palesemente in fase calante. Credo sia un sentire abbastanza unanime. Probabilmente se n’è accorto pure Candreva, che comunque sembra non disdegnare l’idea di restare all’Inter, seppur in un ruolo più defilato. Spalletti non mi ha mai dato l’impressione di stravedere per lui. Finora l’ha sempre schierato titolare, magari apprezzandone l’impegno, ma quali erano le alternative?

Con Politano e Keita, la musica è destinata a cambiare: sono giovani, polivalenti, più moderni nell’interpretazione del ruolo. Finalmente si vedrà un esterno destro dell’Inter giocare anche con l’altro piede, entrare nel mezzo spazio, premiare la sovrapposizione del terzino, usare altre armi rispetto al cross.

Candreva è stato considerato un top fino a non più di due, tre anni fa. È rimasto a lungo ad alti livelli, interpretando sempre lo stesso copione. Uno spartito fatto di corsa e di cross. Di cross, soprattutto. Tanti, tantissimi cross. Una mole di cross abnorme. Una roba tale da diventare un meme. Ora Candreva è, semplicemente, superato. Come una vecchia Golf che fa il suo onesto mestiere per anni e poi una sera, rientrando placidamente in garage, trova parcheggiata al suo fianco una nuova, tamarrissima, Ferrari Balde Diao glitterata di azzurro fosforescente. Una roba perfetta per quel maraglio di Spalletti, insomma.

Nelle aste che si terranno di qui ai prossimi giorni, non va nemmeno rilanciato, il buon Candreva. Al fantacalcio serve costanza: nella titolarità, che c’era ma dovrebbe sparire entro breve; e nei bonus, che latitano ormai da un po’. Il bell’Antonio viene da un’annata in cui ha messo in rete meno palloni del pur promettente Brignola. E di Brignoli, pure! Ma di che stiamo a parlà? Via, via!

7) Josè Maria Callejon (di Matteo Nevio Orlandi)

Questo più che un consiglio per il vostro per il fantacalcio è un augurio per il Napoli. L’augurio è che Josè Maria Callejon quest’anno diventi meno essenziale nel gioco dei partenopei, dopo cinque anni in cui il suo nome negli 11 di partenza è stata una costante imprescendibile. Sia chiaro, chi scrive non ha nulla contro Callejon: anzi lo ha avuto più volte nella sua fantasquadra e non lo ha mai lasciato deluso o insoddisfatto. Lo spagnolo è un giocatore affidabile, di rendimento costante, con comportamenti ineccepibili in campo: per di più è diverso da tutti noi, dato che è del tutto immune a influenze, mal di pancia o attacchi febbrili proprio come i protagonisti dei film di fantascienza.

Parlando invece fantacalcisticamente puó essere considerato il classico secondo/terzo attaccante in grado di portare a casa preziosi 8-10 gol a stagione. Eppure la sensazione è che quest’anno il Napoli abbia bisogno di qualcosa in più: Callejon è un giocatore spremuto come un limone dall’ambiente napoletano, che ha smesso di mostrare margini di miglioramento giá da diversi anni e che sul finale di scorsa stagione ha mostrato le prime crepe nel suo rendimento. Il suo minutaggio medio in questi 4 anni si aggira sui 4000 minuti a stagione, una cifra sovrumana per un esterno di attacco (e senza considerare le coppe). L’ex Real difficilmente potrà offrire quel salto di qualità che la piazza richiede ad Ancelotti e l’acquisto di Verdi dimostra la volontà della società di offrire quantomeno un’alternativa più competitiva dei vari Giaccherini e Ounas che lo hanno accompagnato nelle ultime stagioni. Alle soglie dei 32 anni, Callejon è un giocatore che ha dimostrato tutto quello che doveva dimostrare e probabilmente non c’è altro da vedere. Il Napoli farà bene a cercare soluzioni tattiche alternative che vadano oltre l’utilizzo periodico dello spagnolo, pedina essenziale del gioco scientifico Sarri grazie ai suoi proverbiali tagli sul secondo palo e alla sua straordinaria capacità di muoversi tra le linee senza palla. L’arrivo di un tecnico pragmatico come Ancelotti, per tanti versi agli antipodi di un’idealista come Sarri, dimostra la volontà della società di voltare pagina e andare oltre la rigidità dell’attuale allenatore del Chelsea. Se credete che il tecnico reggiano riuscirà a far cambiare pelle al Napoli, meglio non comprare Callejon. Potrebbe essere il primo sacrificato dell’addio del sarrismo.

8) Javier Pastore (di Leonardo Salvato)

Dopo le numerose voci che lo volevano all’Inter a gennaio, si è consumato il gran ritorno di Javier Pastore in Serie A, e di conseguenza nei listoni del nostro gioco preferito.

“Passano gli anni, ma otto son lunghi…” cantava Celentano, e lo stesso dicasi anche per “el flaco”; lasciata l’Italia da giovane promessa del calcio mondiale, Pastore torna nel nostro campionato da uomo e calciatore ben formato dai vittoriosi anni parigini e con caratteristiche ben precise: un calciatore dalla classe sopraffina, illuminante nelle rifiniture e talvolta geniale negli assist, ma ahimé poco continuo dal punto di vista realizzativo, che è quello che maggiormente interessa noi fantallenatori. Gli 11 gol realizzati col Palermo in campionato sette anni fa, prima del suo passaggio al PSG per 40 milioni (quando questa era cifra da top player”), biglietto da visita che faceva presagire un salto di qualità nell’élite del calcio europeo, sono rimasti infatti il miglior risultato dell’argentino in tema di gol realizzati, e mai vicino all’essere replicato.

Il quarto d’ora meglio speso della vostra giornata.


Sull’argentino inoltre pesa che Di Francesco difficilmente si separerà dal rodato 4-3-3, nel quale JP andrà ad occupare la casella lasciata libera da Nainggolan (un altro che ha faticato tanto a trovare la via del gol lo scorso anno). Un ruolo già appreso oltralpe che però lo ha ancora di più allontanato dalla porta e dalla sua comfort-zone della trequarti campo dove dare libero sfoggio alla sua creatività. Senza considerare la nutrita concorrenza in quella zona di campo che vede il vecchio Strootman, il giovane Pellegrini e il neo-acquisto Cristante, che potrebbe portare a un robusto turn-over.

Insomma, più che sconsigliarlo in maniera netta (cosa impossibile da fare con un calciatore di tali qualità), il consiglio è di non fare come il PSG a suo tempo, ovvero di non strapagarlo come il top-player che negli anni ha dimostrato di non essere. Un pericolo abbastanza concreto in cui potreste incorrere nelle vostre aste del fantacalcio, visto il nome più che ghiotto e l’hype che inevitabilmente ha scatenato.

9) Cristiano Ronaldo (di Andrea Ravasi)

Quando mi è stato chiesto chi non prendere al fantacalcio quest’anno non ho esitato e ho risposto immediatamente Cristiano, Cristiano Ronaldo. L’uomo più atteso della serie A, il migliore giocatore al mondo (sopra tutti a mio giudizio) non va preso in considerazione per l’asta. 

Il fuoriclasse portoghese sa come farsi amare dai suoi nuovi tifosi.

I suoi numeri parlano chiaro: migliore marcatore della storia della Champions, miglior marcatore della storia del Real, da 9 anni sempre sopra i 25 gol a stagione, ma per me non va preso. 

Il mio è un ragionamento strategico, perché, onestamente, non credo flopperà e, si sa, avere una buona strategia all’asta è un fattore in più per arrivare alla vittoria. 

Perché è un ragionamento strategico? Perché tutti lo vorranno e si arriverà ad oltre il 70% del budget a disposizione per averlo in rosa. E nessuno vale quella cifra al Fantacalcio, nemmeno il migliore di tutti. Allora cosa fare? Semplice provare a chiamare le secondo scelte dopo CR7, come primi nomi all’asta. Parlo di Icardi, Higuian, Dybala, Dzeko e Milik/Mertens. Credo che i prezzi per questi, soprattutto se chiamati prima di CR7, rimarranno bassi e allora si potrebbe formare un attacco Icardi-Higuian o Icardi-Immobile o tutte le altre coppie che volete con i soldi che verranno spesi per CR7 e sono sicuro che una coppia del genere sia meglio del solo CR7 accompagnato da Ceravolo e Ciofani. Inoltre poiché credo che il fanta si vinca soprattutto a centrocampo si potrebbe investire la cifra che verebbe spesa per la “seconda punta top” su un trio di centrocampisti come Perisic, Milinkovic Savic, Costa e Ilicic, aggiungendo alle punte 3/4 nomi di terza fascia come Zapata-Belotti-Simeone e Insigne. Potendo avere una rosa top sulla carta anche senza CR7 che permetta di lottare per vincere. Quindi non considerate di prendere CR7 perché CR7 non ti farà vincere il fantacalcio. 

10) Mattia Destro (di Alessandro Ginelli)

Chi scrive questo articolo è un folle ammiratore di Mattia Destro, tuttavia se si dovesse classificare la mia condizione di innamoramento nei confronti dell’attaccante originario di Ascoli Piceno mi dovrei, mio malgrado, definire appartenente alla categoria dei “sedotti ed abbandonati”.

Per almeno 4 anni consecutivi Mattia ha fatto parte della mia rosa fantacalcistica, con squadre diverse (Roma, Milan e Bologna) e numeri diversi sulle spalle, ma con una costante precisa, ovvero la mia presenza sul divano ad osservare i suoi movimenti sul campo durante ogni partita, sempre pronto a scattare insieme a lui e a ballare quel fantastico tango con la bandierina che rappresenta la sua esultanza.

Ecco, dopo 4 anni voglio peró fare un annuncio: quest’anno non compreró Mattia Destro al fantacalcio. Lo faccio per me e per la mia salute mentale. Lo faró innanzitutto perché vedo il Bologna in grossissima difficoltà questa stagione, ed anche perchè il Bologna stesso ha provato a liberarsi di Destro più volte durante questo mercato, manifestando l’intenzione di puntare sulla coppia Palacio-Falcinelli. Lo faró soprattutto per la difficile relazione che Destro ha con il gol, da me ribattezzata “la maledizione di Mattia”.

In realtà non si puó affermare senza timore di smentita che Destro non segni mai. Il problema vero è che segna sempre quando non dovrebbe, quando l’avete lasciato ultimo panchinaro, quando avete smesso di credere in lui. Poi succede che lui segna, la giornata dopo magari c’é Bologna-Spal e allora voi, ingenui, gli date fiducia. Sapete lui come vi ripagherà? Così.


Per questo ho maturato una convinzione. Conoscete quel detto utilizzato dai pokeristi secondo cui se ad un certo punto della partita non avete ancora individuato chi è lo “scemo” seduto al tavolo dovreste cominciare a ragionare sull’idea che quello stesso “scemo” possiate essere voi? Bene, allo stesso modo, se durante l’asta vi doveste imbattere nel seguente ragionamento: “Beh, ma qui sono tutti scemi, nessuno ha ancora chiamato Mattia Destro, questo è il suo anno, la stagione della definitiva consacrazione, ora lo chiamo io e lo porto a casa”, fermatevi e ragionate su queste parole, forse non sono scemi tutti gli altri…


La redazione di Sportellate.it nasce in un attico riminese nell'estate del 2012. Oggi è la voce di una trentina di ragazzacci da tutta Italia. Non ama prendersi troppo sul serio.