Interventi a gamba tesa

La rivoluzione verde del Chievo Verona per un nuovo miracolo


Un anno di svolta il 2018 per il Chievo Verona: un anno che rischiava di essere ricordato come quello della Serie A strappata dalla giustizia sportiva, dalla Procura che intendeva punire l’illecito dei clivensi; una punizione che, dopo tanta fatica per conquistarla sul campo, avrebbe vanificato quella salvezza arrivata per un cambio di rotta necessario e improvviso, quello che ha portato il presidente Luca Campedelli a dare un taglio alla linea esperta dei ranghi gialloblù, in favore di una linea verde. Capitanata da Lorenzo D’Anna, protagonista di una rivoluzione che ha abbassato drasticamente l’età media del Chievo Verona e che dà il via a una nuova era a Verona.


Gobbi, Dainelli, Gamberini, Sestu e Cesar rappresentano quel quintetto che teneva l’età media del Chievo al primo posto della Serie A, ma che allo stesso tempo rappresentava – fatta eccezione per gli ultimi due menzionati – la spina dorsale di una rosa che in questi anni, con tantissima caparbietà e con non tantissima qualità, aveva a tutti gli effetti perpetrato un miracolo iniziato dal 4-4-2 di Gigi Delneri.

Gobbi, 37 anni, infaticabile motorino della fascia sinistra è stato presentato come nuovo giocatore del Parma: è arrivato da svincolato, dopo che aveva lasciato i ducali qualche anno fa proprio per aggregarsi al Chievo. A Verona ha saputo difendere la sua zona di campo egregiamente, risultando un ottimo dirimpettaio per il più ruspante Cacciatore; Dainelli, 39 anni, il più esperto dei cinque nominati, si è svincolato allo stesso modo, andandosi a unire al Livorno in Serie B: un’avventura che gli permetterà di fare da chioccia a una compagine che ha potenti velleità di tornare nel calcio di A. Arrivato dal Genoa nel 2012 da svincolato, Dainelli è il trentesimo giocatore con più presenze nel massimo campionato italiano, nonché l’unico – oltre ad Alberto Gilardino – ancora in attività tra i top35. La Serie B, adesso, gli impedirà di superare Roberto Baggio e lo farà sicuramente scavalcare da Daniele De Rossi e da Sergio Pellissier, inossidabile, ma Dainelli, in una carriera da lottatore, da difensore sempre pronto a svettare dall’alto del suo metro e 90, ha salutato Verona con lo sguardo dei giusti, con 21 presenze nell’ultima stagione e con la grinta necessaria per tenere a galla il Chievo nelle ultime tre partite di campionato, valse la salvezza. Accanto a lui Alessandro Gamberini, 36 anni, ritiratosi dal calcio e pronto a guidare gli Allievi dei clivensi, per una nuova avventura, sempre a Verona, sempre con quei colori difesi per quattro anni, 23 volte nell’ultima stagione, ma non da protagonista: se infatti D’Anna si era affidato a Dainelli, non aveva fatto altrettanto con Gamberini, che nelle gerarchie difensive si era visto scavalcare sovente da Mattia Bani, la miccia che ha dato il via alla bomba chiamata linea verde.

Higuain fulmina Dainelli, classe ’79, 1 presenza in Nazionale, 1 gol in Champions League

Bostjan Cesar già nell’ultima stagione era abbondantemente sparito dai radar della Serie A. Titolare in appena 5 partite, di cui due disputate da capitano, poi altre 5 presenze da subentrato: un’annata non da incorniciare per il difensore sloveno, che in questi otto anni di Verona, però, ha saputo conquistare le sue 201 presenze e il suo spazio, svincolandosi nel momento giusto, dopo un’annata più da uomo spogliatoio che da vero uomo di campo. Chi da questa diaspora esce indubbiamente con meno riconoscenza è Alessio Sestu: anni in giro per lo stivale, passando da prestiti alla Sampdoria e alla Virtus Entella, fino all’Alessandria, per approdare ora al Piacenza, squadra che lo ha portato a salutare Verona, città che in realtà non ha mai saputo abbracciare a pieno. 34 anni e un futuro che lo terrà lontano dalla Serie A, Sestu è un altro esodato di quella linea non più giovane dei gialloblù: linea che a oggi annovera soltanto Sergio Pellissier, all’alba del suo ultimo anno da professionista, e Stefano Sorrentino, entrambi a 39 anni, e Nicolas Frey, arrivato a 34 anni e al suo ultimo anno di contratto con il Chievo.

Emanuel Vignato, classe 2000, il futuro del calcio italiano, il presente del Chievo che cambia volto

Ripartirà da nomi diversi l’esperienza Chievo Verona, ripartirà senza i suoi espertissimi giocatori, abbassando quell’età media che è sempre stato un distinguo per i clivensi. Ripartirà da una difesa che vede Mattia Bani (24 anni) titolare accanto a Tomovic (29 anni) e con alle loro spalle prontissimo Strahinja Tanasijevic, centrale serbo classe ’97 che a Veronello ha convinto praticamente tutti in queste prime settimane di pre-campionato: riscattato per 300mila euro alla fine della scorsa stagione, il suo futuro è già scritto e la Serie A lo aspetta. Negli ultimi giorni si è unito al gruppo anche Rossettini, pronto a mettersi in gioco a Verona all’età di 33 anni. Un altro giovane che si aspetta di conquistare la Serie A è Jaroszynski (22 anni) pronto a prendersi il posto di Gobbi, col quale tra l’altro si è avvicendato diverse volte l’anno scorso. Prima dell’arrivo di Rossettini nessuno, tolto Sorrentino, in difesa superava i 30 anni, età toccata solo da Cacciatore, che all’improvviso si ritrova a essere l’anziano del gruppo. Discorso analogo per il centrocampo, perché a bilanciare la giovanissima età di Emanuel Vignato – una delle ali destre più promettenti del nostro calcio – ci pensa Giaccherini. Senza dimenticare Depaoli, classe ’97 che Maran ha lanciato con tanta sicurezza e che D’Anna non vuole lasciarsi scappare, in attesa di potersi affidare anche al classe ’96 Gaudino, tedesco di nascita ma italiano nel cuore. In attacco non può mancare Pellissier, come detto, ma anche qui l’età media si è ridimensionata verso il basso: Stepinski ne ha 22, Leris ne ha 19, Pucciarelli è un eterno giovane e la sua età si è fossilizzata ai 26. Djordjevic e Meggiorini ci mettono l’esperienza, che non guasta mai.

Lorenzo D’Anna, allenatore del Chievo, arrivò in gialloblù all’età di 22 anni: era uno dei giovani del Chievo dei Miracoli

Il Chievo Verona è cambiato: non è più la squadra degli esperti, quella dei giocatori a fine carriera e può tornare a essere quel trampolino di lancio che usarono Semioli, Legrottaglie, Perrotta, Barone, Franceschini, Lanna e lo stesso D’Anna, che con Gigi Delneri diede vita al Chievo dei Miracoli. E chissà che anche quest’anno, dopo il miracolo della permanenza in Serie A, non si possa stabilire un nuovo benchmark per l’armata clivense.


Nato a Salerno nel 1990. Ha scoperto il calcio grazie a Eugenio Corini, a Zinedine Zidane ma soprattutto ad Antonio Cassano. Tifoso della Sampdoria, dirige SampNews24.com dal 2012 ed è uno degli autori del Televideo della Rai. Sognava di diventare Jonathan Woodgate, ma ora fa il Reto Ziegler dei poveri al calcetto. Pubblicista dal 2012 lavora nella comunicazione per il cinema e i videogiochi. Ha studiato sceneggiatura e vede un film in qualsiasi granello di polvere.