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, 11 Giugno 2018

Tijani Babangida, la leggenda che riscrisse il concetto di velocità


Storia del giocatore più veloce di sempre.

«La mia velocità è naturale: non la si può spiegare». Esordisce così ai nostri microfoni Tijani Babangida il giocatore di calcio più veloce di sempre, almeno per come la nostalgia ha deciso di farcelo ricordare. Gli nominiamo Aubameyang, un giocatore che, anche per la conformazione fisica, molto più snella e slanciata di come era Babangida, potrebbe andare più veloce dell'ex ala nigeriana, poi Cristiano Ronaldo, per spostarci anche verso una velocità più tecnica: «Ci sono giocatori veloci, certo, ma quelli che mi nomini non sono tanto veloci quanto lo sono stato io. Ne sono certo».

L'ala dei canali olandesi

Babangida ha speso la maggior parte della propria carriera nell'Ajax, della quale era diventato quasi un simbolo. In quegli anni l'ala nigeriana aveva condiviso lo spogliatoio con nomi sicuramente più altisonanti o comunque passati più facilmente agli onori della cronaca internazionale: Edwin van der Sar, Andy van der Meyde, Michael Laudrup, Cristian Chivu, tutti giocatori che poi arrivarono in Italia: «Quando ero in Olanda mi è capitato di giocare contro la Juventus, la Roma, il Milan... erano tutti grandissimi club nei quali qualsiasi giocatore avrebbe voluto giocare. Io, purtroppo, non ho mai ricevuto alcuna offerta da un club italiano: se qualcuno avesse bussato alla mia porta state pur certi che ci avrei pensato seriamente a trasferirmi in Italia». La carriera di Babangida, però, non è soltanto Ajax, ma anche Nigeria: un periodo d'oro che porta la nazionale africana agli Ottavi della World Cup del 1998, poi ai Gironi del 2002.

Insieme con Lawal, Oliseh, Ikpeda, Oruma e Adepoju, Babangida porta in alto la bandiera di un Paese che riscopre la passione per il calcio: «Dal 1994 al 2002 la Nigeria riuscì a raggiungere un livello di calcio davvero molto alto. Dopo aver vinto le Olimpiadi diventammo molto più forti, anche se alcuni infortuni ci tolsero vari top player. Ci aspettavamo di più dai Mondiali del 1998, ma uscimmo agli Ottavi contro la Danimarca. Purtroppo in quel caso il nostro sogno si infranse per colpa nostra: avevamo sottostimato l'avversario e quella sconfitta fu una lezione per tutti quanti noi». Le Super Aquile uscirono dopo un sonoro 4-1, che spinse i danesi ai Quarti, ma la cavalcata di Babangida e compagni, che vinsero anche il loro girone, non fu dimenticata così facilmente: «In tutto il mondo le persone apprezzarono il mio contributo al calcio e, direi, soprattutto chi giocava ai videogiochi. Penso che dopo la Cina nessun altro Paese giochi così tanto ai videogiochi di calcio come l'Italia (una statistica chiaramente bonaria, ndr), visto che la maggior parte dei miei fan arriva proprio dall'Italia. Ricevo spesso inviti per venire nel vostro Paese, da diversi gruppi pronti a ospitarmi. Magari un giorno verrò». Babangida, tra l'altro, è stato anche inserito in Pro Evolution Soccer 2016 come giocatore "Leggenda", accanto ad altri campioni del calibro di Inzaghi, Ronaldo, Kahn, Baggio e Figo: i free agents più richiesti dalla simulazione calcistica pubblicata da Konami annualmente.

Le Super Aquile, nel segno di Tijani

Se Tijani Babangida resta un'icona dell'esperienza videoludica di molti di noi ed è difficile capire se ci sarà mai un nuovo giocatore come lui, un'ala così veloce e così iconica, per l'appunto: «Nel calcio moderno moltissime squadre giocano in maniera più difensiva, quindi è difficile riuscire a produrre un altro Babangida. Le squadre oramai giocano senza le ali: le partite sono diventate più noiose. Io, personalmente, ogni tanto ripenso alla mia carriera: se dovessi trovare un rimpianto direi che il mio sogno era quello di spostarmi in un club più forte dell'Ajax, fare uno step in più per la mia carriera. Però posso comunque continuare a dire alla società che sono molto contento di aver realizzato ciò che ho fatto con loro».

Il futuro di Babangida, ma anche il presente, non è più sotto i riflettori: «Vivo in maniera molto semplice. Passo molto tempo a casa e aiuto i più giovani a coronare il proprio sogno di avere una carriera nel calcio europeo». Ovviamente sempre con un occhio molto attento sulla Nigeria, che si prepara al Mondiale di Russia: «Penso che quest'anno si possa arrivare fino ai Quarti di Finale. Ci sono dei giocatori giovani e molto promettenti che stanno facendo bene in Europa. Iheanacho e Iwobi sono i due talenti che, a mio parere, possono davvero fare la differenza in questa World Cup».


  • Nato a Salerno nel 1990. Ha scoperto il calcio grazie a Eugenio Corini, a Zinedine Zidane ma soprattutto ad Antonio Cassano. Tifoso della Sampdoria, dirige SampNews24.com dal 2012 ed è uno degli autori del Televideo della Rai. Sognava di diventare Jonathan Woodgate, ma ora fa il Reto Ziegler dei poveri al calcetto. Pubblicista dal 2012 lavora nella comunicazione per il cinema e i videogiochi. Ha studiato sceneggiatura e vede un film in qualsiasi granello di polvere.

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