Interventi a gamba tesa

La seconda volta del Senegal


Sedici anni dopo, i leoni della Teranga ci riprovano. La loro seconda volta. Se è vero che la prima volta non si scorda mai, risulta tanto più vero per il Senegal.


El-Hadji Diouf che crea il panico nella difesa francese, Bouba Diop che realizza il gol della vittoria e il mondiale nippo-coreano inizia con la sorpresona. L’incredibile vittoria contro coloro che non solo rappresentavano i campioni in carica, ma anche la potenza coloniale da cui la nazione africana aveva raggiunto l’indipendenza solo 42 anni prima.

Poi l’entusiasmante percorso che s’interrompe nei quarti di finale, ai supplementari contro la Turchia. Aliou Cissè era il capitano di quella squadra, frangiflutti davanti alla difesa. La seconda volta ci sarà di nuovo lui, stavolta nelle vesti di allenatore. Sarà più bella ancora, la seconda? Una speranza che alberga nel cuore di ogni senegalese. Tanto più che stavolta la squadra risulta ben più accreditata di allora. Con quel Sadio Manè, fresco protagonista della finale di Champions, malgrado il suo gol sia risultato vano, e il palo abbia frustrato contemporaneamente sia la possibilità della sua doppietta che quella di tenere ancora aggrappato il Liverpool alla Coppa. Poi con quel Kalidou Koulibaly là dietro, altro protagonista e altro autore di un gol alla fine risultato vano, in quel suo terrificante stacco verso altezze inesplorate, allo Juventus Stadium.

Al di là di quei due, le individualità non mancano di certo. In attacco c’è Moussa Sow, ormai diversi anni fa campione di Francia con il Lille e poi protagonista del Fenerbache, poi il talento dell’ex biancoceleste Keita Balde, a centrocampo la vivacità di Gueye, centrocampista dell’Everton. Insomma, i senegalesi ci credono.

Il girone, tuttavia, è insidioso. Non c’è la schiacciasassi, ma neanche la scendiletto. Probabilmente il gruppo H si presenta come il più equilibrato tra gli 8 sorteggiati. Colombia e Polonia appaiono le favorite per il passaggio del turno. Il Giappone potrebbe risultare anch’esso avversario non facile. Ci sarà bisogno, dunque, di dare fondo a tutto il talento, la vigoria atletica e fisica, ma soprattutto c’è bisogno di ritrovare quello spirito, quell’ impasto di spensieratezza, allegria e combattività che resero peculiare il Senegal di 16 anni orsono e che Aliou Cissè, l’allenatore con le trecce e il capitano di allora, cercherà di trasferire in eredità ai suoi uomini.

Tra di loro non sono pochi ad essere nati e vissuti in Francia, non in Senegal. Come Koulibaly, come lo stesso Moussa Sow, come il torinista Niang, che probabilmente partirà dalla panchina, ma potrebbe risultare utile soprattutto a gara in corso. Come Sanè, difensore appena acquistato dallo Schalke 04 dopo essersi messo in luce con l’Hannover, probabile compagno di reparto di Koulibaly. Senegalese di Spagna è, invece, Keita Balde. Essi nemmeno parlano il wolof, la lingua dei senegalesi. Il distacco e la lontananza rende probabilmente il legame con la loro terra ancora più forte, così come ancora più forte è la volontà di regalare una gioia ai loro connazionali che ne discende.

Punti di forza

La velocità e l’imprevedibilità in fase offensiva. Grazie al talento e ai dribbling di Keita Balde, all’irrefrenabile cambio di passo di Manè e alla sua abilità negli spazi stretti. Per quanto riguarda l’imprevedibilità, non scherza nemmeno Moussa Sow, specialista in rovesciate, dotato di grande carisma e di notevole ascendente sui compagni di Nazionale.

Da non sottovalutare pure la capacità d’inserimento del già citato Gueye e di N’Diaye. Niang e Sakho rappresentano rincalzi sicuramente interessanti, completando un reparto offensivo di tutto rispetto.

Punti deboli

Volendo approcciare genericamente la questione, potremmo riferirci alla tradizionale disinvoltura tattica, tendente a degenerare in approssimazione, che spesso contraddistingue le Nazionali del continente africano. Siccome ad essere generici si corre il rischio di adagiarsi su luoghi comuni non necessariamente affidabili, potremmo più precisamente individuare una criticità di questo Senegal nell’apporto e nella protezione che il centrocampo è in grado di dare al reparto difensivo. Il sopracitato Salif Sanè è un colosso, imponente sul piano fisico, ma che pecca abbastanza in quanto a frequenza di passo. Caratteristica che può indurlo in sofferenza nel fronteggiare in campo aperto gli attaccanti avversari. La strabordante capacità atletica di Koulibaly, invece, abbiamo avuto modo di apprezzarla nel nostro campionato. Tuttavia egli ha mostrato di trovarsi a proprio agio, potendosi giovare delle letture del compagno di reparto Albiol e della precisione dei meccanismi difensivi tanto ben rodati del Napoli di Sarri. Quando qualcosa funziona meno bene e la protezione è minore, anche il buon Kalidou può incappare in qualche battuta a vuoto.

Uomo chiave

Portando fino in fondo questa chiave di lettura, ecco che l’uomo chiave del Senegal potrebbe risultare non una delle sue stelle, ma il capitano Kouyate. Cissè ha dato a lui la fascia, pure perché è nato in Senegal e parla wolof, ma probabilmente perché in lui rivede se stesso, nel 2002. Cheikhou Kouyaté è al West Ham da qualche anno, con alterne fortune. Notevole stazza, grande potenziale fisico e atletico, gran tiro da fuori. Riuscisse finalmente ad esprimersi al massimo delle proprie potenzialità, potrebbe garantire quel filtro e quel raccordo davanti alla difesa, in grado di realizzare e far funzionare i tanto ricercati e auspicati equilibri tattici.

Aneddoto/curiosità

Il Senegal questa sua seconda qualificazione se l’è dovuta sudare più del previsto. Colpa del ghanese George Lamptey, che faceva l’arbitro, ma nel tempo libero pure lo scommettitore. Il problema è sorto quando le due cose sono andate “casualmente” a coincidere. Siccome doveva arbitrare Sud Africa-Senegal, il nostro Lamptey si era pure giocato l’over. Secondo voi come finì la partita? 2 a 1, over of course.

George Lamptey, ad un certo punto, ebbe una visione. Gli apparve Koulibaly che prendeva il pallone con le mani in area, e fischiò immediatamente il rigore. Visione che apparve a lui, solo a lui, e a nessun altro, né in campo, né sugli spalti, né in tv. Qualche mese più tardi, tuttavia, la Fifa scoprì che non si era trattato di un fatto religioso, ma di pura e semplice corruzione. Per fare uscire l’over, appunto. George Lamptey è stato radiato a vita e Sud Africa-Senegal si è dovuta ripetere nel novembre dell’anno scorso. Il Senegal ha battuto 2 a 0 il Sud Africa, finalmente ha potuto staccare il biglietto per la Russia. A quel punto, nella cerimonia di ringraziamento per la qualificazione nel palazzo presidenziale, davanti al Presidente della Repubblica senegalese Macky Sall, Moussa Sow ha chiesto a nome della squadra un pullman nuovo, un appezzamento di terreno e passaporti diplomatici, per tutti loro.

Pronostico

Superamento del girone, insieme alla Colombia. Eliminazione agli ottavi, per mano dell’Inghilterra o del Belgio. Per dettagli più precisi, eventualmente rivolgersi a George Lamptey.


Raffaele Cirillo, classe 1981, di Paestum. Fantasista di piede mancino, ma solo fino a 17 anni, rigorosamente un passo prima del professionismo. Iniziato al calcio dal pirotecnico Ezio Capuano nel settore giovanile dell’Heraion, che poi gli ispirerà anche un libro, un romanzo sul calcio intitolato "Il mondo di Eziolino". Con la stessa disposizione d’animo e la medesima aspirazione creativa con cui si disimpegnava in campo, ora il calcio lo guarda, lo interpreta e ne scrive.