Interventi a gamba tesa

L’orgoglio dei Samurai Blu


Il Paese del “Sol Levante”. Una delle Nazioni più stravaganti, bizzarre ed affascinanti al mondo. Se si pensa al Giappone non si immagina solo una grossa isola del pacifico, popolatissima e stracolma di vulcani, bensì una cultura lontana, diversa e senza eguali.


Sport, in Giappone, equivale a sacrificio e disciplina. Lo sport unisce, fortifica i legami e rafforza lo spirito; la competizione è presente, ma sempre nel completo rispetto dell’avversario. Non ci crederete mai, ma lo sport più diffuso in Giappone è… il Baseball! Primo classificato con più del 45 % di popolarità, mentre il calcio si classifica soltanto terzo (anche se in grande ascesa) con solo il 25 % (dopo il Sumo!).

Concluse le dovute premesse su questa meravigliosa Nazione, arriviamo al dunque: la Nippon Daihyō, la Nazionale di calcio giapponese che si presenterà alla manifestazione iridata di Russia 2018. Al Mondiale russo i  Samurai Blu si presenteranno alla loro sesta partecipazione consecutiva al Mondiale senza tante aspettative, diversamente dalle precedenti edizioni, ma questo potrebbe anche essere positivo. Infatti, nonostante quest’anno la rosa nipponica appaia, almeno sulla carta, decisamente meno competitiva, la mancanza di pressioni sui giocatori potrebbe favorire un miglior rendimento rispetto alle scorse apparizioni continentali e rasserenare un ambiente tutt’altro che quieto. Non può, infatti, ignorarsi la “forte” scelta della Federazione nipponica che, a soli due mesi dall’inizio dei mondiali, ha deciso di esonerare il C.T. Vahid Halilhodzic per gli scarsi risultati ottenuti nelle ultime amichevoli, rendendo ancor più flebili le speranze di fare bella figura in Russia. La situazione, quindi, non è proprio delle più rosee, tuttavia, si sa, i giapponesi trovano sempre il modo di rialzarsi. La rappresentativa sarà guidata alla manifestazione iridata proprio da un giapponese, Akira Nishino (ex tecnico-eroe della Nazionale Olimpica del ’96), al quale viene affidata un’autentica Mission Impossible: evitare che la partecipazione in Russia si trasformi in una semplice comparsata.

Andiamo a vedere più nel dettaglio la Daihyō che vedremo in campo a giugno.

Punti di forza

La rosa, come anticipato, non è particolarmente talentuosa, nonostante la presenza di alcuni giocatori di caratura ed esperienza internazionale come Shinji Kagawa (Borussia Dortmund), l’ex numero dieci del Milan Keisuke Honda (ora al Pachuca) e l’eroe di Leicester Shinji Okazaki. Ai più esperti appena menzionati si aggiungono anche ottimi giocatori come l’eterno portiere Eiji Kawashima (Metz), i “tedeschi” Makoto Hasebe (Eintracht Frankfurt), Yuya Osako (Werder Bremen) e Takuma Asano (Stuttgart) ed infine il terzino destro Hiroki Sakai, fresco finalista di Europa League con il suo Olympique Marsiglia.

Oltre alle individualità, l’atteggiamento della Nippon Daihyō pare rispecchiare perfettamente l’immagine del Paese che rappresenta: i Samurai Blu, infatti,  formano una squadra duttile, disciplinata e ordinata, proprio come i cittadini nipponici. Se C.T. Nishino riuscirà a far emergere queste caratteristiche (a dire il vero trascurate da Halilhodzic…) ed a trasformarle nel loro punto di forza, il Giappone potrà dire la sua in Russia. In ogni caso il tempo a sua disposizione è molto poco e, dopo la recentissima sconfitta per 2 a 0 contro il Ghana, saranno fondamentali le prossime amichevoli pre-Mondiale contro Svizzera e Paraguay per trovare la formula migliore.

EPA/FRANCK ROBICHON

Punti deboli

La rappresentativa nipponica rispecchia il carattere dei propri cittadini sia nel bene che nel male (calcisticamente parlando, ovviamente). Se da un lato, infatti, la disciplina e l’ordine sono caratteristiche che perfettamente si addicono alla Daihyō di Nishino, dall’altro, la squadra risulta spesso timida, poco aggressiva e senza quella “garra” tipicamente sudamericana che in manifestazioni come queste può davvero fare la differenza. Aggiungiamoci, poi, la poca fisicità dei Samurai Blu ed il fatto che il C.T. Nishino non ha nemmeno deciso il modulo da utilizzare in Russia et voilà, le debolezze sono servite.

Uomo chiave

Non è affatto facile identificare un vero e proprio “Uomo chiave” in questa Nazionale che fa del gioco di squadra la sua forza; o meglio, sarebbe facile se potessimo dire Shinji Kagawa. Infatti, sul fatto che le qualità del giocatore del Borussia Dortmund lo rendano il miglior giocatore della propria selezione non avremmo alcun dubbio, tuttavia, il nipponico giallonero viene da un lungo infortunio e, sebbene pare che Nishino non se ne voglia comunque privare, difficilmente potrà fare la differenza in questo Mondiale.

L’esultanza di Gaku Shibasaki dopo l’incredibile volèe al Barcellona.

Dovendo comunque scegliere qualcuno in sostituzione di Shinji, quindi, vogliamo azzardare un nome diverso e diciamo: Gaku Shibasaki. Il ventiseienne giapponese, sbarcato a Getafe quest’anno, ha fatto vedere sprazzi di gran classe in Liga, oltre ad una volèe da urlo contro il Barcellona (andate a vederla se ve la siete persa!). Ha personalità e qualità per guidare la propria nazionale e per fare un bel Mondiale; vedremo se Nishino deciderà di puntare su di lui.

La curiosità

Proprio come accade per i nostri Azzurri, la maglia della Sakkā Nippon Daihyō non riprende i colori della propria bandiera nazionale, ma veste con un pattern blu navy.

La divisa con cui il Giappone si presenterà alla Coppa del Mondo 2018 in Russia.

La storia di questa scelta deriva dall’esordio della selezione nazionale nel 1930, allora rappresentata dall’Università di Tokyo, la quale vestiva proprio di blu. In quella data la Daihyō vinse la partita d’esordio e la maglia di colore blu fu mantenuta come portafortuna (speravate c’entrassero  Holly e Benji vero?). Solo tra il 1988 e il 1992 la Federazione nipponica provò a cambiarla con il bianco e rosso, colori della bandiera nazionale. Ma poi, visti gli scarsi risultati, ci fu l’immediato ritorno alla tradizione  nel 1998, peraltro, coronato con la prima storica qualificazione alla Coppa del Mondo francese. Insomma era destino.

Pronostico

Chiariamoci, è sempre molto difficile pronosticare il cammino della Nippon Daihyō nelle manifestazioni iridate, vista la sua imprevedibilità, ma fornire un pronostico per il Mondiale che ci attende è davvero un salto nel vuoto. La Nazionale, infatti, viene da un periodo di continue trasformazioni e della Daihyō, come si è scritto prima, non è certo nemmeno il modulo.

Il sorteggio è stato favorevole, è vero, tuttavia squadre fisiche come Colombia e Senegal possono decisamente mettere in difficoltà i Samurai Blu che, considerando anche la più matura Polonia, rischia di fare da squadra cuscinetto” del Girone H. Dunque, il mio personalissimo pronostico è negativo per i Samurai, che, purtroppo, prevedo fuori già dalla fase a gironi.

Ad ogni modo, spero che il loro orgoglio mi smentisca, quindi: forza Giappone!


Nato a Rimini il 2 dicembre 1991. Laureato in giurisprudenza in un caldo ottobre milanese del 2015. Attualmente fa a “sportellate” per ritagliarsi un posto come professionista nel mondo dell’avvocatura. Il suo cuore appartiene alla Romagna, al sinistro di Beppe Signori ed al calcio in generale, sport che pratica tra una distorsione e l’altra. Ha scritto di calcio per “Discorsivo.it” e condotto la radiocronaca di numerose partite alla playstation. Sogna di segnare su punizione a San Siro (magari alla juve).

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