Interventi a gamba tesa

Islanda, dove eravamo rimasti


Ci eravamo lasciati con gli uomini di Hallgrímsson che a Euro 2016 si arrendevano soltanto ai padroni di casa della Francia, dopo avere impressionato tutto il continente e dopo avere umiliato l’Inghilterra in una partita dal sapore storico. L’Islanda ci riprova, e questa volta lo fa ai Mondiali. Questa è la sua prima partecipazione, e anche con i buoni risultati dello scorso Europeo, non era cosa scontata: per dire, l’Italia sarebbe riuscita ad arrivare prima in un girone con Turchia, Ucraina e Croazia? L’Islanda sì, e oggi è il Paese più piccolo di sempre a partecipare ai Campionati del Mondo.


Punti di forza

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Il collettivo è sempre stato la base per i successi della Nazionale negli ultimi anni. Del resto non esiste un convocato ai Mondiali che giochi in una grande squadra europea: Hallfreðsson è passato per Verona e da due anni è in forza all’Udinese, Ragnar Sigurðsson milita nel Rostov, e solo Gylfi Þór Sigurðsson e Gudmundsson giocano in Premier League (nell’Everton e nel Burnley). Eppure è proprio questa dimensione orizzontale della squadra nordica che ha tagliato le gambe a tutte le sue avversarie. Chissà che non cada nella sua trappola un gigante verticale come l’Argentina…

Punti deboli

Sarebbe ingeneroso imputare dei limiti a questa squadra che fa della compattezza e della tenacia le sue armi contro la mancanza di talenti. Onestamente, il limite più grande dell’Islanda può essere proprio l’hype che si è respirato due anni fa, e che troppi osservatori e appassionati prevedono già ripetersi in Russia. I Mondiali non sono gli Europei, e anche le favole si raccontano una volta sola…

Uomo chiave

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Il successo dell’Islanda passa per i suoi gol. L’organizzazione di gioco non basta, bisogna segnare il più possibile. Ecco perché sia Sigurdsson, sia Finnbogason rappresentano le chiavi di volta per il successo nordico in Russia. I due sono stati i maggiori realizzatori islandesi nella fase di qualificazione. In un girone complesso con Argentina, Nigeria e Croazia, dovranno sbloccarsi subito per essere d’impatto.

L’aneddoto/la curiosità

La prima assoluta per l’Islanda ai Mondiali di calcio è già un fatto storico. Pensate se i rappresentanti istituzionali islandesi non andassero in Russia per boicottare il campionato. Eppure così sarà. La Nazionale si presenterà regolarmente in campo, ma non ci saranno esponenti del governo in contrasto con le recenti azioni “diplomatiche” russe, tra cui il presunto avvelenamento di una ex spia russa in Inghilterra con un attacco al gas nervino.

Pronostico

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Alle favole bisogna credere ma non sperare. È bello quando capitano, non dovremmo però attenderle con ansia. Sarei piacevolmente sorpreso se l’Islanda arrivasse oltre il girone, anche solo agli ottavi di finale. Eppure Croazia e Argentina (in quest’ordine) mi sembrano in grado di superare gli ostacoli della rappresentativa nordica.


 

Classe '90, originario di Rimini e residente a Roma. Sono un maniaco dei dati, dei grafici e delle statistiche: il giorno del sorteggio di Champions League è sempre un bel giorno. Sono quello in bici in mezzo alla strada: se do fastidio mi dispiace. Collaboratore Sportellate.it

4 Responses to “Islanda, dove eravamo rimasti”

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