Logo Sportellate
, 30 Maggio 2018

Se i gregari si fanno carnefici: la Svezia che vola a Mosca


I fantasmi, alle volte, ritornano. 60 anni dopo Svezia 1958, l’Italia non raggiunge la fase finale di un Mondiale per colpa...della Svezia. Se più di mezzo secolo fa fu l’Irlanda del Nord – complice anche un errore da biro rossa del bolognese Gino Pivatelli – a consegnarci l’amaro calice della mancata qualificazione, nel Novembre del 2017 sono stati gli scandinavi ad eliminare un’Italia irriconoscibile, lontana dai fasti del decennio passato. Possiamo recriminare? Senz’altro.


La Svezia di Jan Andersson, pur basandosi sul nucleo capace di vincere l’Europeo Under 21 del 2015, pare tutt’altro che trascendentale, sicuramente non una nazionale di primo piano nel panorama continentale e mondiale. Sembrano lontani i tempi del terzo posto ad USA ‘94 e di Fredrik Ljungberg, e la tiritera relativa alla convocazione di Zlatan Ibrahimovic – che ritiratosi dalla Nazionale dopo la fallimentare avventura ad Euro 2016 aveva avanzato una nuova candidatura in vista della Russia – si è risolta in una chiusura di ogni spiraglio per vedere all’opera al mondiale sovietico il miglior calciatore svedese, dati alla mano, dal 2007 al 2016. E forse, di tutti i tempi (Gunnar Nordahl permettendo).

Punti di forza

Un granitico gruppo di gregari, capace di vincere le diffidenze del dopo-Ibra e di eliminare, nel proprio girone di qualificazione, quell’Olanda che paga lo scotto di un vero e proprio buco generazionale tra i grandi calciatori del passato e le nuove promettenti leve quali, su tutti, il difensore Matthijs De Ligt e il figlio d’arte Justin Kluivert. È questo il principale punto di forza della Svezia che il 18 Giugno esordirà al Mondiale 2018 contro la Corea del Sud, in uno scontro che si preannuncia essere immediatamente da dentro o fuori per la Andersson’s Band. La coppia Granqvist – Lindelof, col bolognese Helander probabile prima riserva, garantisce fisicità in fase difensiva. Basterà contro gli attacchi veloci di Messico e Corea del Sud?

Il muro svedese.

Punti deboli

Tanti e considerevoli, sono i dubbi sulla reale forza della Svezia. A partire dal fattore campo: buona parte dei recenti successi dei Blågult è legata al fortino Friends Arena, nel quale la Svezia non perde una gara ufficiale dalla debácle con l’Austria (1-4) dal Settembre 2015. Qui, nelle ultime qualificazioni, la Svezia ha totalizzato 13 dei 19 punti totalizzati nel Girone A, con tanto di scalpo della Francia. Le difficoltà al di fuori dell’impianto casalingo, già palesatesi all’ultimo Europeo, trovano conferma nel pessimo cammino esterno. L’assenza di una vera e propria stella, inoltre, complica e non poco le velleità svedesi. Emil Forsberg, quotato come astro nascente del calcio svedese, viene da una complicatissima stagione a Lipsia, dove – complice anche un infortunio che lo ha tenuto ai box un paio di mesi – ha decisamente tradito le aspettative.

Uomo chiave

Nonostante l’annata tormentosa, è proprio Emil Forsberg l’uomo da cui è lecito attendersi qualcosa in più tra i potenziali 23 svedesi. Molto dipende dalla collocazione tattica che gli sarà cucita addosso: se a Lipsia, partendo dalla fascia sinistra, gli è consentito di svariare lungo il fronte offensivo, lo scolastico e militaresco 4-4-2 di Andersson visto all’opera nelle qualificazioni impone al talento di Sundsvall una maggiore dedizione al sacrificio. Occhio anche a Marcus Berg, fisico centravanti che sembrava aver smarrito il giovanile spunto sotto porta e si è ritrovato all’ombra del sole di Atene e degli Emirati Arabi, piazze nelle quali ha segnato più di 60 reti negli ultimi 3 campionati.

I numeri, al buon Emil, di certo non mancano...

Aneddoto/curiosità

Più che nazionale… una multinazionale: i 23 convocati militano per squadre affiliate da 12 diverse federazioni. 11, se consideriamo Inghilterra e Galles come unica entità, dato che il portiere Nordfeldt e il difensore Olsson militano nello Swansea.

Oltre ai due stati citati, c’è spazio anche per Francia, Spagna, Germania, Danimarca, Scozia, Russia, Belgio, Stati Uniti ed Emirati Arabi. Assente la Svezia – che pure vede Granqvist pronto al ritorno in patria, all’Helsingborg, dopo la parentesi al Krasnodar – e, ironia della sorte, ruolo preminente dell’Italia. 4 tra i convocati, infatti, militano nel nostro campionato: trattasi di Helander, Krafth, Rohden e Hiljemark.

Pronostico

Se nel gruppo G la Germania pare ineguagliabile, per la corsa al secondo posto è uno scontro che vede Svezia e Messico leggermente favorite sulla Corea del Sud, che dispone dell’ottimo Son Heung-Min del Tottenham come individualità di punta in un collettivo non irresistibile. Molto dipenderà dall’esito dello scontro diretto tra scandinavi e centroamericani il 27 Giugno a Ekaterinburg: chi la spunterà, probabilmente, dovrà affrontare il temibile Brasile agli ottavi di finale...

di Claudio Leone (www.footballpills.com)


  • La Redazione di Sportellate è un miscuglio di persone che provano a scrivere di sport senza mai tirarsi indietro.

Ti potrebbe interessare

Alessandro Bastoni, semplicemente indispensabile

E pronto a prendersi tutto, Inter e Italia comprese.
,

La Pallamano italiana ha scritto la storia

A 27 anni dall'ultima volta, l'Italia di Trillini si è qualificata ai Mondiali di Pallamano 2025.

Passi avanti e passi indietro dell'Italia femminile

Luci e ombre per l'Italia femminile nell'avvio delle qualificazioni a Euro 2025, con la vittoria contro l'Olanda e il ko in Finlandia.

L'Italia di Spalletti è un cantiere aperto

Le amichevoli contro Ecuador e Venezuela ci hanno detto qualcosa.

Dallo stesso autore

L’assurda avventura di Sacchi all’Atlético Madrid

I 7 mesi di Arrigo Sacchi alla guida dell'Atletico Madrid sono esistiti davvero? Sì: dal giugno 1998 al febbraio 1999.

Dalla parte di Cheikh Sarr

L'ennesima assurda vicenda di una vittima di razzismo punita per avere reagito.
,

La supercoppa di Turchia non trova pace

Tutto quello che c’è da sapere sulla notte che ha scosso, ancora una volta, il mondo del calcio turco.

L'Inferno prima della Parigi-Roubaix

Cadute, modifiche al percorso, un favorito annunciato: la Parigi-Roubaix è l'Inferno del Nord, ma il resto del ciclismo non è da meno.
Newsletter
Campagna Associazioni a Sportellate.it
Sportellate è ufficialmente un’associazione culturale.

Associati per supportarci e ottenere contenuti extra!
Associati ora!
pencilcrossmenu