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, 30 Maggio 2018

La Tunisia home-made di Maâloul


I nordafricani arrivano al Mondiale senza clamore ma pronti a stupire, puntando sui giocatori del campionato locale e sulla stella Wahbi Khazri.


La Tunisia che arriva in Russia per il suo quinto mondiale è una specie di oggetto misterioso, non è impresa facile capire il reale potenziale della squadra nordafricana che fa del calcio di casa il pilastro portante della sua struttura. Buona parte della rosa, infatti, è composta da elementi che giocano nel campionato locale e lo stesso allenatore, Nabil Maâloul, è un ex stella del calcio del tunisino, più volte in nazionale da calciatore. Tuttavia, nonostante la mancanza di nomi di richiamo, le Aquile di Cartagine, così vengono soprannominati i tunisini, sono riuscite a staccare il biglietto per Russia 2018 e tornare al mondiale dopo dodici anni. Lo hanno fatto superando la roulette delle qualificazioni africane che regalano quasi sempre sorprese e esclusioni inaspettate. I biancorossi, per la verità, hanno avuto la meglio sulle non irresistibili Libia, Guinea e Congo, ingaggiando proprio con quest’ultimo un avvincente testa a testa risoltosi grazie alla rimonta al cardiopalma nella sfida di ritorno a Kinshasa. Davanti a 80.000 spettatori la Tunisia è riuscita, nell’arco di due minuti, a rimontare i gol di Mbemba e dell’ex Cagliari e Chievo M’Poku grazie alle reti di Ben Amor e Badri evitando così l’ennesimo dramma mondiale.

Un pareggio da brividi che ha spianato la strada ai nordafricani verso la Russia e un sorteggio che ha regalato Belgio, Inghilterra e Panama. Un girone che sembra ridurre a zero le speranze dei ragazzi di Maâloul di passare il primo turno per la prima volta nella storia. Ma chissà che non sia proprio il girone G a regalare la sorpresa, immancabile in ogni appuntamento mondiale. Al di là di pronostici e voli pindarici, non sarà semplice affrontare una Tunisia assemblata a immagine e somiglianza di un tecnico capace di dare solidità alla squadra senza rinunciare all’imprevedibilità con l’estro di Wahbi Khazri e dei giovani Saîf-Eddine Khaoui e Ellyes Skhiri, probabili sostituti dell’infortunato Youssef Msakni.

Punti di forza

La Tunisia è una squadra quadrata che fa della coesione di un collettivo basato sul campionato nazionale il suo punto forte. Ma nella rosa di Maâloul non mancano gli elementi per un salto di qualità, oltre a Khazri, pronto a diventare uomo mercato, ci sono giocatori di esperienza come il difensore Syam Ben Youssef e il centrocampista Mohamed Amine Ben Amor senza dimenticare la vecchia conoscenza del calcio italiano Yohan Benalouane voglioso di mostrare il suo valore. Poi c’è il CT Nabil Maâloul: ex assistente di Roger Lemerre nella vittoriosa Coppa d’Africa del 2002, è stato capace di dare nuova verve al gioco tunisino spingendo verso un approccio più offensivo.

Punti deboli

L’infortunio di Msakni potrebbe essere un vero handicap per l’attacco dei nordafricani, un reparto che vede già l’assenza di un vero goleador che possa garantire un giusto apporto in fase realizzativa. La probabile convocazione di giovani elementi franco tunisini, come Saîf-Eddine Khaoui e Ellyes Skhiri, potrebbe compromettere l’amalgama di un gruppo che si è ben cementato durante il girone di qualificazione. In generale i ragazzi di Maâloul hanno poca esperienza in grandi tornei internazionali, anche a livello di club, e ci sarà da capire come affronteranno la tensione di un appuntamento come il mondiale. Rimane da sciogliere anche il non secondario nodo riguardante il portiere. Il veterano Aymen Mathlouthi non sembra essere al massimo della forma e potrebbe non offrire le garanzie necessarie, dietro di lui scalpita Farouk Ben Mustapha molto apprezzato nella Saudi League in cui gioca. Un punto interrogativo che non aiuta una squadra finita in un girone decisamente impegnativo.

L’uomo chiave

Tante delle speranze delle Aquile di Cartagine passano dai piedi di Wahbi Khazri che quest’anno si è fatto ammirare nelle fila del Rennes. Arrivato in prestito dal Sunderland, Wahbi ha conquistato la fiducia di Lamouchi riuscendo a imprimere il suo marchio nella stagione dei Rossoneri. Giocatore dotato di ottimi fondamentali, veloce e abile nel dribbling stretto, può giocare sia come centrocampista esterno sia come seconda punta. Nel Rennes,durante questa stagione, è riuscito a dare un importante apporto in fase realizzativa segnando ben 9 reti in campionato, dimostrando che quando è in giornata può diventare una spina nel fianco per qualsiasi difesa. Il mondiale russo può essere per lui il palcoscenico giusto per la definitiva consacrazione.

Curiosità

Inghilterra e Belgio, due deja vu mondiali. Si potrebbero riassumere così gli intrecci tra la Tunisia e le due nazionali europee alle rassegne intercontinentali. Purtroppo per i nordafricani i precedenti non fanno ben sperare. A Francia ‘98, i biancorossi, inseriti nel girone G con Colombia, Inghilterra e Romania, esordirono contro gli inglesi - come quest’anno - rimediando una sconfitta per due a zero figlia delle reti di Alan Shearer e Paul Scholes. Nelle restanti gare i tunisini racimolarono un solo punto grazie al pareggio con la Romania e vennero estromessi dal torneo. Nel 2002 le Aquile di Cartagine raccolsero l’unico punto della loro spedizione nippo-coreana proprio contro il Belgio in virtù del pareggio per uno a uno scaturito dal botta e risposta tra Marc Wilmots e Raouf Bouzaiene, all’epoca impegnato nel Genoa del professor Franco Scoglio. Un punto inutile che non bastò, ovviamente, a salvare i biancorossi dall’eliminazione.

Pronostico

E difficile pensare che questa Tunisia possa superare il girone: Inghilterra e Belgio sono di un’altra categoria. A meno di sorprese la nazionale di Maâloul può puntare al terzo posto nel girone concentrandosi nella sfida con Panama, uno sorta spareggio per non rimanere inchiodati a zero punti, e cercando di non sfigurando negli scontri con le due corazzate europee.


 

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