Interventi a gamba tesa

Russia: tra l’euforia del Mondiale in casa e il timore di una brutta figura


La Russia arriva ai mondiali di casa con tanti dubbi e poche certezze. C’è il tecnico Cherchesov, capace di creare un gruppo solido. Ci sarà il sostegno del pubblico amico, che dovrà però essere entusiasmato, ma mancherà il bomber Kokorin, e in una rosa dove i bomber latitano non è un handicap da poco.


Poco da perdere, tanto da guadagnare. Potrebbe essere questo il titolo dell’avventura russa al mondiale casalingo. Sì perché la rosa a disposizione di Stanislav Cherchesov non sembra essere attrezzata per far sognare un paese che si è preparato con grande cura a un appuntamento tanto atteso. Questa Russia, se non fosse qualificata d’ufficio, avrebbe incontrato più di qualche difficoltà a centrare l’obiettivo. La storia, si sa, anche il calcio non sfugge, non si fa con i se e i ma e i ragazzi in maglia rossa – tornata ad essere molto simile alla tonalità dell’URSS – lo sanno bene. Spetta a loro il compito di spazzare via lo scetticismo che li circonda e ridare entusiasmo a una nazione che dai tempi dell’URSS, se si esclude exploit dell’europeo del 2008, non vive momenti esaltanti in ambito calcistico. L’impresa non si presenta agevole: il girone A con Uruguay, Egitto e Arabia Saudita sembra abbordabile, ma per andare oltre gli ottavi di finale ci vorrà molto di più della compattezza che caratterizza la squadra di Cherchesov.

L’ex portiere dello Spartak Mosca ha attinto soprattutto da Zenit San Pietroburgo, Spartak e CSKA Mosca e, da quando si è seduto sulla panchina della Nazionale, sta lavorando per cambiare il volto tattico della squadra indirizzandosi verso un 3-5-2 che possa garantire solidità difensiva ed equilibrio, elementi che mancano da troppo tempo ai russi. All’appuntamento iridato il tecnico punterà ancora una volta sul veterano Igor Akinfeev, 104 volte a difesa dei pali della Nazionale, mentre l’esperienza internazionale di Roman Neustädter sarà sfruttata per dirigere il reparto arretrato che vede tra gli altri il possente Fyodor Kudryashov. Nel centrocampo a cinque un ruolo importante verrà ricoperto dagli esterni, per questo sarà fondamentale l’apporto di Aleksandar Samedov e Yuri Zhirkov. Entrambi hanno superato abbondantemente i trenta e per questo dietro di loro scalpitano Dmitri Kombarov e soprattutto Mario Fernandes, il brasiliano del CSKA che nel 2017 ha scelto di sposare i colori del paese in cui gioca dal 2012.

Dove la Russia sembra meglio attrezzata è nella zona nevralgica della mediana dove spiccano Roman Zobnin e soprattutto il fantasista del CSKA, Alan Dzagoev. Passerà anche dai suoi piedi la possibilità della squadra di casa di ben figurare, magari con qualche giocata per azionare le due punte Fyodor Smolov e Artmen Dzyuba. Spetterà a loro l’arduo compito di non far rimpiangere Alexander Kokorin, la stella dello Zenit costretta a saltare l’appuntamento mondiale per la rottura del legamento crociato.

Punti di forza

Cherchesov ha avuto il merito di dare una forma definita a una squadra che non può aggrapparsi alle individualità. Il gruppo e la compattezza sono i punti forti di questa Russia che davanti al proprio pubblico non vuole, e non può, fare brutta figura; il fatto che la quasi totalità della rosa sia espressione del campionato locale può essere un aiuto per raggiungere l’obiettivo. Nonostante la crisi degli ultimi anni il movimento russo ha prodotto alcuni elementi che potrebbero vedere la propria consacrazione in questo appuntamento mondiale. Il trequartista della Lokomotiv Aleksei Miranchuk e il centrocampista del CSKA Aleksandar Golovin rappresentano il nuovo che avanza e sicuramente faranno di tutto per farsi notare in questa prestigiosa vetrina.

Il commissario tecnico russo Stanislav Cherchesov

Punti deboli

Il forfait di Kokorin è un grosso handicap per la Russia, l’assenza dell’attaccante moscovita indebolisce in maniera significativa la portata di fuoco dell’attacco russo. La responsabilità di bucare la rete avversaria passerà tutta sulle spalle di Fyodor Smolov, possente centravanti del Krasnodar, autore in questa stagione di 14 centri nella Russian Premier League ma che sembra aver imboccato una fase calante rispetto a quanto mostrato un paio di stagioni fa. Il suo probabile partner d’attacco, la seconda punta dello Zenit, Dmitry Poloz, vede ancora meno la porta: soltanto una realizzazione nell’ultimo campionato agli ordine del neo CT dell’Italia Roberto Mancini. Difficile pensare che qualcuno degli avanti russi possa ripercorrere le orme di Oleg Salenko indimenticato capocannoniere al mondiale statunitense del 1994.

L’uomo chiave

Senza Kokorin, la stella della squadra è Alan Dzagoev. Il ventisettenne del CSKA ha mostrato nel corso della sua carriera sprazzi di classe cristallina alternati a preoccupanti momenti di appannamento. A diciassette anni sembrava un predestinato, un astro nascente del firmamento calcistico russo; dieci anni dopo riuscirà a correggere una carriera che sembra condannarlo a grande incompiuto? Esterno nel centrocampo a cinque architettato da Cherchesov, Dzagoev può agire anche da trequartista e all’occorrenza da centrocampista centrale. Dispone di un buon destro ed è abile nei calci piazzati; se entra in campo con il piglio giusto può diventare un brutto cliente per chiunque. Toccherà a lui dare un tocco di imprevedibilità alla manovra russa e magari regalare agli sfiduciati tifosi locali quella speranza che manca da tanto tempo.

La curiosità

Da quando si è dissolta l’Unione Sovietica la nazionale russa ha partecipato solo a tre mondiali non riuscendo mai a passare la fase a gironi. Singolare è stata l’avventura a Usa ‘94. In quell’occasione i russi riuscirono nell’impresa di far diventare un loro giocatore capocannoniere della rassegna giocando solo tre partite. L’attaccante Oleg Salenko è ad oggi l’unico in grado di raggiungere la vetta della classifica marcatori di un mondiale non andando oltre le tre partite del girone. Determinante per questo bizzarro record fu la cinquina rifilata nell’ultima partita del gruppo disputata contro il Camerun con i russi già eliminati ma capaci di vincere per 6 a 1. A quella partita prese parte anche Stanislav Cherchesov, all’epoca numero uno della Nazionale; oggi da CT rinuncerebbe a una goleada e a qualsiasi record pur di essere il primo a passare la fase a gironi nella storia della Russia.

Pronostico

Qualche anno fa il dirigente della Federcalcio russa Serghei Stepashin aveva fissato le semifinali come obiettivo per la Nazionale. Era il marzo 2015, alla guida della Russia c’era Fabio Capello e le speranze di un cambio di passo decisivo erano molto alte. A più di tre anni di distanza le semifinali sono un obiettivo fuori portata per i ragazzi di Cherchesov che realisticamente possono puntare a superare la fase a girone per poi giocarsi tutte le carte per raggiungere i quarti in una partita secca.


Francesco Andreose, classe 1984, veronese di nascita, milanese d’adozione. Oggi si occupa di comunicazione e social media, ma la sua vera passione è il pallone, soprattutto quello che rotola in provincia. Più bravo con la penna che con i piedi, simpatizza con i perdenti e quando può non si esime dall’essere bastian contrario. All’aridità di numeri e statistiche preferisce la descrizione di un’emozione, la narrazione di un gesto che infiamma una curva. Il tifo per l’Hellas Verona gli ha insegnato a soffrire fin da piccolo.