Interventi a gamba tesa

Jordan Veretout, ogni dove a centrocampo


La Fiorentina è una piacevole sorpresa della Serie A che è recentemente conclusa. Nell’estate scorsa sono state molte le uscite importanti, G.Rodriguez – B. Valero – Vecino – Bernardeschi – Kalinic, dunque c’era acuto pessimismo sulla potenza stagionale della formazione viola. Incassando non poco e spendendo non tanto, il direttore Corvino ha rinnovato la rosa proprio mentre era forte la voce di cessione del club di Della Valle. Per tutto questo e per il vero dramma dell’anno, la morte del capitano Davide Astori, è ora doveroso applaudire tutti per il lavoro svolto.


Senza togliere agli altri, vogliamo fare un nome caratteristico: Jordan Veretout. Gli appassionati di giovanili lo conoscono da almeno quattro-cinque anni: Mondiale Under 20 in Turchia nel 2013. La sua Nazionale, la Francia che schierava anche Umtiti e Pogba, vinse la competizione.

Da sinistra verso destra: Paul Pogba, Geoffrey Kondogbia, Lucas Digne, Jordan Veretout e Yaya Sanogo. Una delle Under 20 più forti di sempre.

(AP Photo/Gero Breloer)

Il ragazzo ha mostrato molte più qualità di quelle palesate prima di sbarcare in Italia. Innanzi tutto, la Fiorentina di Stefano Pioli esalta le sua qualità perché gioca veloce e verticale; Veretout probabilmente non sarebbe stato tanto utile ed importante nel gioco di possesso dell’ex allenatore Paulo Sousa.

La Serie A è il terzo campionato, delle cinque top league, che il ragazzo disputa: dopo il Saint Etienne in patria, arriva il prestito con retrocessione in Premier alll’Aston Villa e poi dalla scorsa estate proprio l’Italia (pagato sette milioni). Queste esperienze e mister Pioli hanno plasmato un giocatore completo: uomo di centrocampo capace di organizzare e distribuire il pallone con un uomo di copertura alle spalle (es. Badelj), pseudo-mezzala di inserimento senza palla e sotto-punta/e (10 gol stagionali in 37 presenze). La grande e rara qualità di Veretout è di fare calcio sempre in avanti, di produrre passaggi utili per dirigersi in porta piuttosto che per girare intorno e al largo. Transitare e determinare.

Senza dimenticare un altro marchio di fabbrica del centrocampista: il calcio di punizione.

Jordan è stato padrone della fascia centrale del campo della Fiorentina, dalla mediana in avanti, con un compagno davanti/dietro o con due al fianco sinistro (lui è destro e avvia l’azione da questo centro-lato).
Quando Badelj s’infortuna in Nazionale, Veretout cambia atteggiamento e posizione: arriva Bryan Dabo, anche lui dal Saint Etienne, un “avanti e indietro” molto dinamico però meno abile palla al piede. Jordan non ha la schermatura di prima, però può fare più cose di prima. L’alternanza con Dabo funziona, le transizioni difensive e l’impegno fisico aumentano, la pericolosità davanti… Permane.

Se con l’assenza di Badelj la Fiorentina è più fluida, d’altra parte mancano un po’ il cervello e la scelta: Dabo non ha disciplina tattica importante, Veretout ama troppo “andare” e capita che la Viola sia scoperta alle spalle della mediana. Tornando a focalizzare Jordan, è molto meglio oltre il cerchio di centrocampo che indietro: è “scalmanato” piuttosto che calmo, eppure Pioli rischia volentieri perché non vuole assolutamente perderlo nei decisivi venti metri finali.

Quest’anno contro la Lazio, una delle sue migliori partite in campionato.

Sarebbe interessante osservare Veretout per un intero campionato senza Badelj (possibile partente) dietro, come sarebbe interessante guardarlo giocare in una formazione più forte della Fiorentina. Per ora possiamo comunque limitari a dire che, senza essere tranchant, il ragazzo sia, rapporto qualità/prezzo, tra i quattro-cinque migliori acquisti dell’ultimo calciomercato di A.

di Giacomo Scutiero


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