Interventi a gamba tesa

5 cose da non perdere nel quart’ultimo weekend di Serie A


La Juve a San Siro si gioca il titolo, Tudor fa il suo esordio sulla panchina dell’Udinese e poi incroci pericolosi tra Scudetto, Europa e la permanenza in Serie A.


Difficile immaginare un finale di questo genere. A 4 giornate dal termine tutto è ancora in bilico; dalla vittoria dello Scudetto alla volata Champions, dai posti disponibili in Europa League (sui quali potrebbe pesare anche l’esito della finale di Coppa Italia fra 10 giorni) al drammatico finale tra le forche caudine della retrocessione dove escluso il Benevento sono al momento sei le squadre pesantemente coinvolte per i due posti restanti.

 

  • Il mondiale, lo spauracchio Icardi e le finali della Juventus
    Come una partita secca. Qualcuno ha già ironizzato sulla
    Juve in difficoltà (per usare un eufemismo) quando ci sono da disputare delle finali. In più a San Siro per i bianconeri conterà solo vincere e di fronte ci sarà una squadra che in stagione ha già saputo bloccare sullo 0-0 due volte il Napoli e con lo stesso punteggio all’andata, la Juventus. E poi c’è Icardi, uno che riesce sempre a trovare il gol nelle partite che contano e ulteriori motivazioni contro i bianconeri, sapendo che questa sfida al momento è una delle poche vetrine importanti dove far vedere al mondo intero le sue qualità. Dall’altra parte invece Dybala e Higuain per interrompere il digiuno che è anche emblema dei problemi della Juventus di questo periodo e per fare gol anche in vista del mondiale: i tre argentini si giocheranno probabilmente due posti se non addirittura uno, con la Selección. Da anni non si vedeva un Inter-Juve così importante.
  • La prima per il caldo Tudor e gli incubi dell’Udinese
    Zone calde. È la parola d’ordine quando si pensa a Igor Tudor. Dal gol in pieno recupero contro il Deportivo La Coruna che lo fece entrare nel cuore dei tifosi della Juve, fino alla sua Spalato, dove è nato e dove ha allenato. È stato a Salonicco e Istanbul per rimanere in tema di piazze calde; l’incarico all’Udinese potrebbe sembrare quasi un pasticcino.  Domenica si testerà per la prima volta in Italia alla guida di una squadra mentalmente demolita dopo 11 UN-DI-CI sconfitte consecutive (nella storia in serie A solo Brescia, Lecce, Venezia e Benevento hanno fatto peggio), in piena zona calda, anzi rovente, della retrocessione. Una società  contestata in modo pesante che nonostante lo stadio di proprietà (la seconda in Italia dopo la Juventus), dal punto di vista sportivo attraversa il momento peggiore degli ultimi anni. Test più complicato non poteva esserci, di fronte un Benevento in forma, che non ha più nulla da perdere e  finemente organizzato dall’ottimo De Zerbi che con il suo gioco di posizione ha raccolto poco in termini di risultati, ma elogi a non finire giocando spesso meglio dell’avversario (e perdendo quasi sempre), ma con una perla come la vittoria contro il Milan a San Siro.
  • Scorie di Champions verso la salvezza
    A Roma si va sulle giostre che è una meraviglia e quindi dall’euforia post Barcelona e pre Liverpool, si vivono giorni difficili dopo la partita dell’Anfield. La depressione che sovente attanaglia tutto l’ambiente è un elemento contro il quale  Di Francesco dovrà remare, con il rischio di ribaltarsi come tanti suoi predecessori più e meno illustri. Non riuscire a caricare la squadra per la sfida contro il Chievo potrebbe essere disastroso in termini di qualificazioni alla Champions del prossimo anno. La prova di maturità di squadra, società e allenatore, sarà data dalla capacità di azzerare tutto e ripartire. Facile a dirsi. Aprire il turno un vantaggio o uno svantaggio? Forse l’ideale per il finale di campionato sarebbe rimettere tutte le partite in contemporanea. Il Chievo invece,  che ha raccolto la miseria di 10 punti in 15 partite nel 2018, mai avrebbe pensato di ritrovarsi a lottare seriamente per rimanere in A. Maran e i suoi galleggiano. Per loro è tempo di svecchiare e chissà che la Serie B non possa essere una valida scusa.
  • Chi va e chi resta
    Il Crotone ci riprova di nuovo. Simy e Zenga non sono attratti dal paracadute per chi scende in B e da quella parti si stanno facendo portavoce (e autore di gol decisivi) di un finale che puzza di miracolo, soprattutto in virtù di una classifica non entusiasmante fino a poco tempo fa con punti persi un po’ ad minchiam (cit. Scoglio) e stavolta senza il suicidio dell’Empoli a dare una mano (anche se il seppuku di Chievo e Udinese sembra non essere da meno). Contro un Sassuolo quasi salvo valgono solo i 3 punti. La Sampdoria da Scudetto in casa e in versione Ancona 2003/04 in trasferta cerca punti europei contro  il Cagliari, 13 punti in 15 partite nel 2018, che giocherà con l’orecchio su Verona dove la Spal sarà ospite del quasi retrocesso Hellas. La Spal gioca un buon calcio e ha alla base un  progetto, merce rara nel calcio italiano. Sarebbe un  peccato se gli estensi, ben guidati da Semplici, tecnico che non dovrebbe avere difficoltà ad essere confermato in Serie A, dovessero retrocedere.  Qualcuno tra i cadetti però dovrà andarci.
  • Il Napoli per lo scudetto, contro la sparring partner Fiorentina
    Domenica nel tardo pomeriggio potrebbe arrivare anche il sorpasso definitivo in chiave scudetto; oppure la squadra di Sarri, dopo la vittoria di Torino, dovrà cercare tre punti esterni per rimanere in scia alla Juventus. A Firenze si giocherà con il risultato della rivale per la vittoria del campionato già acquisito, con quasi 24 ore per caricare o per farsi trovare con le gambe che tremano. Il Napoli prima dei 3 punti conquistati a Torino sembrava un po’ in calo, ma capace di completare rimonte fondamentali come quella in casa con il Chievo, quelle partite che in futuro magari verranno ricordate come “la vittoria Scudetto”.  La difficoltà nel trovare variazioni al tema non sembra spaventare gli 11 di Sarri, diventati una sentenza da calcio piazzato per sbloccare partire altrimenti inchiodate su risultati di pareggio. E di fronte? La Fiorentina di Pioli di certo non vorrà vestire i panni del malcapitato o della vittima disegnata, i punti in palio per i viola potrebbero valere anche la rincorsa all’ultimo posto valido per l’Europa League. In passato l’allenatore parmigiano ha già dato dei dispiaceri importanti alla squadra partenopea; il destino magari sta volta avrà deciso diversamente.

 

Classe '82 come Contador, Kakà e Gilardino, ma non ho mai vinto né Tour de France, né Champions League, né Mondiale. Ho praticato diversi sport, ma gli unici che mi si addicono davvero bene sono quelli da vedere sul divano. Juve, fumetti, cinema horror, ciclismo e cibi unti, le mie più grandi passioni.

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